Suprema Corte Europea: sì alle Indennità nel periodo di prova

8 maggio 2018 Posted by L'avvocato risponde, Sindacato 0 thoughts on “Suprema Corte Europea: sì alle Indennità nel periodo di prova”

Secondo la Suprema Corte Europea, l’interruzione del rapporto di lavoro nel periodo di prova da diritto alle indennità e ad un mese di preavviso in caso di linziamento.

La Suprema Corte Europea, con sentenza n° C-645/16 del 19 aprile 2018 si è occupata del diritto alle indennità di fine rapporto nel caso in cui fosse contrattualmente previsto un patto di prova ed il rapporto si fosse interrotto prima della scadenza di tale periodo.
Il periodo di prova nel contratto di agenzia non è previsto dal codice civile, ma è previsto esclusivamente dagli AA.EE.CC. del settore industriale, confapi, artigianato, mentre non è presente in quello commercio.
E’ generalmente prassi consolidata, così come riportato in tutti i mandati, che se il rapporto si dovesse interrompere durante il periodo di prova, l’agente non ha diritto a nessuna indennità.
La corte europea, con la sentenza in epigrafe, ha stabilito che, il patto di prova può essere inserito nel contratto di agenzia in quanto la normativa europea nulla dice in tale proposito, mentre sancisce che anche in tale caso l’agente ha diritto alle indennità di cessazione rapporto.
Potremmo pertanto dire che analogicamente, in caso di interruzione del rapporto durate il periodo di prova, è dovuto anche il preavviso, in quanto l’art. 15 della direttiva stabilisce che l’agente ha diritto minimo ad un mese di preavviso per il primo anno di rapporto così come previsto dallì’art 1750 cc che prevede minimo un mese di preavviso. Nella causa in oggetto, la Corte E.U. non ha trattato tale argomento in quanto il mandato prevedeva già un mese di preavviso anche in caso di interruzione durante il patto di prova.

Formazione, ENASARCO, contratti: al Posillipo la 53° assemblea LANARC

23 aprile 2018 Posted by Articoli 0 thoughts on “Formazione, ENASARCO, contratti: al Posillipo la 53° assemblea LANARC”

E’ stata fissata la data dell’essemblea annuale della LANARC, l’associazione degli agenti di commercio di Napoli e della Campania. L’appuntamento è per giovedì 24 maggio dalle ore 16,30 presso il circolo nautico Posillipo, in via Posillipo n° 5. L’incontro sarà incentrato sui seguenti temi: formazione, ENASARCO e contratti.

Nel corso dell’assemblea, durante la quale saranno anche letti e ratificati i bilanci consuntivo e preventivo, ci sarà spazio anche per le domande che i partcepanti rivolgeranno ai consulenti legali e fiscali. All’incontro parteciperanno infatti gli avvocati Alessandro Limatola e Gianluca Stanzione; i dottori Mario Marsico, consulente d’azienda, e Antonio Tardio, commercialista.

L’incontro si concluderà con un rinfresco offerto dall’associazione. Sono invitati a partecipare tutti i soci della LANARC e gli agenti di commercio di Napoli e della Campania.

 

ENASARCO, ecco le risposte alle domande frequenti

27 marzo 2018 Posted by Articoli 2 thoughts on “ENASARCO, ecco le risposte alle domande frequenti”

Nel corso di ENASARCO DAY, incontro sui temi pensionistici organizzato dalla USARCI-LANARC, associazione agenti di commercio di Napoli e della Campania, sono emersi quesiti sulle attività dell’ENASARCO e sulle possibilità riservate dalla cassa di previdenza ai suoi iscritti. In questo articolo sono state raccolte le otto domande più gettonate, alle quali sono state fornite risposte semplici e allo stesso tempo esaustive.

 

  1. Problemi di comunicazione: come posso contattare un operatore ENASARCO?

Gli uffici dell’ENASARCO di Napoli sono contattabili ai seguenti numeri telefonici 0657933100 – 0657933101 il lunedì, mercoledì e venerdì. Tali numeri hanno la peculiarità di risultare liberi anche quando l’operatore è occupato con altra persona. È opportuno quindi armarsi di pazienza e attendere una risposta.

 

  1. A quanto ammonterà la mia pensione? Come fare la simulazione?

È possibile procedere alla simulazione dell’eventuale retribuzione pensionistica agendo dalla propria pagina ENASARCO. La simulazione ha però un’attendibilità solo se il volume di affari sviluppato di qui al raggiungimento dei requisiti (età anagrafica – contribuzione minima) rimane costante o superiore. In caso contrario i calcoli effettuati non corrisponderanno all’effettivo emolumento.

 

  1. Cosa succede in caso di mancato versamento FIRR?

Nel caso di un mancato versamento del FIRR da parte della mandante è possibile adire a una denuncia presso gli uffici dell’ENASARCO. Tale denuncia rimane rigorosamente anonima per la mandante e dà luogo a un accertamento su tutte le posizioni aperte dalla ditta riguardanti i propri agenti e venditori. La denuncia deve però avvenire entro i 10 anni dal mancato versamento.

 

  1. Come si calcola la pensione di vecchiaia?

Il calcolo della pensione viene impostato secondo i seguenti criteri:

  • “Quota A”: corrisponde all’anzianità contributiva maturata fino al 30/09/1998. Si cerca il miglior triennio provvisionale consecutivo (o, in mancanza di questo, non consecutivo) scelto nell’ambito dell’ultimo decennio di versamenti. Il decennio viene individuato partendo a ritroso dall’ultimo versamento compreso nella data di acquisizione del diritto. Qualora l’importo della Quota A superi 582,28 euro annui, si applicano le riduzioni previste dall’articolo 25 della legge 12/73.
  • “Quota B”: corrisponde all’anzianità contributiva maturata dall’ 1/10/1998 al 31/12/2003. Nell’ultimo quindicennio si determina la media provvisionale calcolata sul numero di anni effettivamente coperti da contribuzione. il quindicennio è individuato partendo a ritroso dall’ultimo versamento compreso nella data del conseguimento del diritto
  • “Quota C”: viene applicata per l’anzianità contributiva maturata dall’ 1/1/2004 in poi, ed è calcolata secondo il sistema contributivo. Si moltiplica il montante contributivo (somma dei contributi pervenuti dall’1/1/2004 in poi) per il coefficiente di trasformazione corrispondente all’anzianità dell’iscritto.

 

  1. Quali sono i parametri di accesso alla pensione?

I requisiti per l’accesso alla pensione rimangono sostanzialmente due: età anagrafica e minimo contributivo. Da qui al 2024 il regolamento ENASARCO prevede che si possa adire al trattamento di quiescenza qualora si siano compiuti, per il 2018, i 66 anni e dal 2019 i 67 anni di età e versati i contributi per almeno 20 anni fino a raggiungere la fatidica quota 92 data dalla somma dell’età anagrafica e gli anni di contribuzione.

 

  1. Prepensionamento, come fare?

È attualmente possibile anticipare l’andata in pensione di 1 o 2 anni qualora si siano compiuti i 65 anni d’età e i 20 anni di contribuzione e raggiunta la quota 90 (data dalla somma tra età anagrafica e anzianità contributiva). L’importo della pensione anticipata è ridotto del 5% per ogni anno di anticipazione rispetto all’età anagrafica necessaria per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia (tenuto conto di tutti i requisiti previsti dal Regolamento, compresa la quota 92)

 

  1. Contratto da procacciatore? Esiste? In cosa consiste?

A stretto rigore il contratto di procacciatore non esiste e qualsiasi sia il rapporto che la mandante voglia imporre, laddove esiste una fatturazione provvisionale, il contratto di agenzia esiste de facto se non de iure con tutte le sue implicazioni economiche e contributive.

 

  1. Polizza assicurativa ENASARCO: cosa copre? Come usufruirne?

L’ENASARCO prevede per i suoi iscritti una polizza assicurativa. Il risarcimento di infortuni, interventi chirurgici e degenze è calcolato in base a indennità predeterminate; gli importi vengono determinati e liquidati in base a fasce certe identificate per tipologia e gravità di evento. La domanda completa della documentazione richiesta è disponibile sul sito della Fondazione e deve essere inviata tramite raccomandata A/R a: UNISALUTE SpA –Agenti Enasarco – c/o CMP BO Via Zanardi 30, 40131 Bologna. Gli iscritti che non avessero a disposizione la documentazione sanitaria completa entro il termine di tre mesi (90 giorni) possono inviare la richiesta e integrarla successivamente.

Per ricevere ulteriori informazioni, basta contattare la USARCI-LANARC ai seguenti recapiti:

cell.: 3311488587 – email: mail@usarcilanarc.it

Agenti di Commercio, rivendicazioni per una professione più dignitosa

21 marzo 2018 Posted by Articoli 7 thoughts on “Agenti di Commercio, rivendicazioni per una professione più dignitosa”

Dalla USARCI riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato. Al suo interno le rivendicazioni sindacali finalizzate a dare maggiore dignità alla professione di agente commerciale

Da anni ormai assistiamo ad una continua e repentina trasformazione del mercato.

L’avvento degli ipermercati, l’inesorabile sparizione dei punti vendita tradizionali sostituiti da catene di negozi in tutti i settori della distribuzione, le vendite tramite web costituiscono già una dura realtà, colossi della vendita on-line che hanno invaso il mercato con ogni tipo di prodotto.

Amazon, Alibaba, Aliexpress, Subito, Trova prezzi, solo per citarne alcuni, sono tra i maggiori brand presenti sul mercato che stanno monopolizzando le vendite.

L’e-commerce aumenta annualmente la sua quota di mercato in modo esponenziale, le aziende si stanno tutte attrezzando alla vendita on-line.

Nonostante il commercio elettronico galoppi alla grande, vi sono ancora segmenti importanti di mercato che necessitano del lavoro dell’agente commerciale; vi è però

Ancora chi si ostina a trattare questo professionista della vendita in maniera “primitiva” da parte dei produttori e dei distributori.

Come può navigare l’agente di commercio in questi marosi?

Purtroppo immaginiamo ancora l’agente commerciale come il commesso viaggiatore che ogni mattina parte con la sua auto a caccia di clienti, con il proprio copia commissioni, inseguendo gli ordinativi che costituiranno il proprio compenso. Non sono solo i comuni cittadini ad immaginare tutto ciò, sono le stesse aziende mandanti che trattano ancora l’agente commerciale come il commesso viaggiatore illustrato da Miller.

Ma chi è l’agente commerciale?

In Italia, purtroppo, la figura dell’agente non gode di grande apprezzamento, perché ritenuto ancora un lavoro di ripiego.

Una parte molto consistente della categoria è costituita dall’agente in tentata vendita, circa il 30%, con provvigioni che quasi mai superano i 30 mila euro l’anno. In realtà questi non rappresentano appieno la Categoria, si tratta per lo più di lavoratori che girano con un furgone di proprietà della mandante e cercano tentano, la vendita dei prodotti trasportati, appartengono quasi sempre al settore alimentare o caffè.

Questi, non è un agente commerciale, ma un lavoratore sfruttato dalle mandanti senza scrupoli che hanno inventato, con la complicità di tutti, la figura dell’agente in tentata vendita eliminando la figura del viaggiatore piazzista che era inquadrato tra i lavoratori dipendenti e quindi troppo onerosa…

Tutti gli altri agenti oggi svolgono una attività ben diversa dalla vendita vera e propria.

L’attività si esplica quasi totalmente nella promozione dei prodotti da lui rappresentati, è un consulente, sia della mandante sia del cliente ma non viene pagato per il lavoro che effettivamente svolge, ma solo per i risultati che produce, risultati che quasi sempre esulano dalla propria responsabilità.

Oggi l’agente di commercio si occupa esclusivamente di promozione e di consulenza al cliente, ma questa promozione non gli viene in alcun modo riconosciuta.  I mandati, sono pieni zeppi di cavilli, dalla esclusione della esclusiva di zona o di clientela, al divieto per l’agente di vendere su internet, alla esclusione dalle provvigioni per le vendite effettuate direttamente dalla mandante on-line, tutto ciò sta riducendo l’agente commerciale alla stregua del cane randagio che deve accontentarsi delle ossa lasciate da altri.

Occorre rivisitare tutta la normativa che riguarda la nostra attività, dal codice civile agli AA.EE.CC, occorre restituire dignità a questa professione fin troppo bistrattata, non è pensabile che vi siano leggi che siano peggiorative delle direttive Europee, norme collettive in antitesi rispetto alle leggi, mandati che prevedano condizioni capestro in barba a tutte le norme.

Confindustria, Confcommercio, Confapi, Confartigianato, Confcooperative devono comprendere che i veri professionisti della vendita costano meno dei dilettanti, offrono maggiori garanzie, migliori risultati, ed alla fine generano una maggiore redditività. L’imprenditore deve comprendere che lo sfruttamento dell’agente è per lui controproducente, spesso ci si dimentica che la riduzione delle provvigioni fatta all’agente non comporta un maggiore impegno da parte del venditore, ma lo demotiva e lo spinge a cercare una alternativa.

L’USARCI rilancia le seguenti, basilari rivendicazioni della Categoria perché le ritiene improcrastinabili e sacrosante.

Queste sono le richieste e le osservazioni raccolte in migliaia di consulenze fornite ai Colleghi nel 2017, queste sono le basi delle rivendicazioni che porteremo al nuovo Governo ed in tutti i tavoli dove si discute della Categoria.

Dobbiamo ricordare che nonostante la categoria degli Agenti è costituita da una stretta cerchia di operatori economici (poco più di duecentomila), questi intermediano oltre il 60% del Pil.

Per raggiungere l’obiettivo la Categoria dovrà essere unita, condividere tutte le informazioni, informare il Collega dell’iniziativa a prescindere della sua iscrizione o meno ad una Associazione.

Anzi sarà bene che i Colleghi associati ad altri Sindacati si rivolgano al proprio sindacato per invitarli ad aderire al programma,

Abbiamo quindi bisogno del tuo aiuto e della tua partecipazione per restituire a te, al collega, all’intera categoria maggiore dignità.

È pur vero che la Categoria è composta da poche migliaia di elementi, ma ancora siamo in grado di veicolare oltre il 60 % del PIL e una nostra azione potrebbe creare seri disservizi con la perdita di vari milioni di euro!

Uniti raggiungeremo il traguardo.

Agenti di Commercio, a Napoli giornata di consulenze legali e fiscali gratuite

22 febbraio 2018 Posted by Articoli 0 thoughts on “Agenti di Commercio, a Napoli giornata di consulenze legali e fiscali gratuite”

Sei un agente di commercio che opera in Campania e hai bisogno di informazioni sul tuo lavoro?

La USARCI-LANARC aprirà le porte della sua sede di piazza Garibaldi 49 per consentire agli operatori del settore di ottenere informazioni di carattere legale, fiscale e previdenziale.

Il 1° Marzo 2018 a tutti gli agenti sarà possibile richiedere consulenze:
– Previdenziali ENASARCO (ore 11,00 – 16,00)
– Contrattuali o Giuridiche (ore 11,00 – 16,00)
– Fiscali (ore 12,00 – 15,00)

Non perdere l’occasione

Per ulteriori informazioni contatta la nostra segreteria telefonicamente allo 0817613541, al 3311488587 oppure via email all’indirizzo lanarcusarci@virgilio.it .
E’ richiesta la prenotazione al fine di organizzare al meglio i vari incontri.

Multe stradali, scatta la notifica via PEC

16 febbraio 2018 Posted by Articoli 0 thoughts on “Multe stradali, scatta la notifica via PEC”

Non più raccomandate ma Posta Certificata. Dal mese di febbraio i conducenti di auto e moto riceveranno le notifiche delle multe anzitutto tramite la casella di posta elettronica certificata (PEC). In altre parole, riceveranno la sanzione dell’infrazione al codice della strada per mail.

L’arrivo sulla Pec rende la multa un atto “notificato e conoscibile”all’automobilista, che dunque non potrà dire di non aver ricevuto niente. La multa via PEC dovrà essere pagata.

Come può la Polizia sapere se l’automobilista che ha commesso l’infrazione possiede una PEC?

La Centrale o il posto di polizia, sono tenute a cercare la Pec dell’automobilista sanzionato nei “pubblici elenchi cui abbiano accesso”. La e-mail che la Polizia invierà avrà, come oggetto: “Atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada”. La e-mail dovrà contenere tutti i dati e le informazioni utili per esercitare la difesa.

Molto delicato è il tema della notifica. In sostanza, non conta se l’automobilista sanzionato consulti la sua Pec, non conta se è stato letto o meno il messaggio. La Polizia invia la multa via e-mail e conserva nei suoi archivi il documento elettronico che prova l’invio e un secondo documento, che dimostra l’avvenuto arrivo sulla Pec del sanzionato.

Questa procedura costituisce “piena prova dell’avvenuta notificazione”. Se non è vista la Pec e i messaggi, la multa si intende comunque consegnata, notificata.

Se questa procedura di invio elettronico della multa fallisse per colpa del destinatario la Polizia stamperà “il verbale di contestazione” e “l’avviso di mancata notifica”. A quel punto spedirà la multa all’automobilista in modo tradizionale. Le spese dell’invio saranno, per intero, a carico del destinatario.

Agenti di commercio, niente carosalute grazie alla Cesare Pozzo

12 febbraio 2018 Posted by appuntamenti 0 thoughts on “Agenti di commercio, niente carosalute grazie alla Cesare Pozzo”

La società di mutuo soccorso Cesare Pozzo offre agli agenti di commercio polizze personalizzate per metterli al riparo dagli effetti indesiderati del carosalute e dalle conseguenze delle patologie legate alla professione.

Le spese sanitarie aumentano e non sai come fare? La tua professione ti espone a svariati rischi per la salute?

E’ il momento di informarti su come tutelare te e i tuoi famigliari! La USARCI LANARC per darti ulteriori elementi ti invita a partecipare giovedì 15 febbraio 2018 ore 15,30 all’incontro con Rosalba Lasorella, Responsabile per la Campania della Società di mutuo soccorso Cesare Pozzo.

Non mancare!

Al fine di una migliore organizzazione è gradito un cenno di adesione alla mail lanarcusarci@virgilio.it o al numero 3311488587

 

Gli Agenti di Commercio e l’APE sociale

5 febbraio 2018 Posted by Articoli, Sindacato 2 thoughts on “Gli Agenti di Commercio e l’APE sociale”

Gli agenti di commercio con 30 anni di contributi e 63 anni di età possono accedereall’ Ape sociale per prestare assistenza a un famigliare con grado di invalidità pari al100% moglie, marito e figli.  I contributi di cui si parla sono quelli versati all’INPS nella gestione di artigiani ecommercianti.

Come specifica l’Inps “l’indennità c.d. APE sociale” spetta ai lavoratori iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, nonché alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1996”.

Quindi il beneficio non è esclusivo per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato. L’Ape agevolata, o Ape sociale, consente, come l’Ape volontaria, di anticipare l’uscita dal lavoro sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi, con un minimo di 63 anni di età.

L’assegno, però, non si ottiene grazie a un prestito bancario, ma è carico dello Stato: l’Ape sociale può essere ottenuta soltanto da alcune categorie di lavoratori e sono necessari almeno 30 anni di contributi per ricevere la prestazione, in alcuni casi 36 anni.

Prima di inoltrare qualsiasi domanda occorre valutare gli l’anzianità contributiva Enasarco, in quanto l’APE sociale prevede la cessazione da qualsiasi attività. Occorre quindi sincerarsi se si sono raggiunti i minimi contributivi dall’Enasarco, altrimenti occorre fare domanda per i versamenti volontari al fine di non perdere tutti i contributi versati.

L’anticipo pensionistico come già detto è a carico dello Stato: in questo caso, difatti, è possibile percepire redditi di lavoro dipendente o parasubordinato sino a 8.000 euro, oppure redditi di lavoro autonomo sino a 4.800 euro. Al momento della domanda di pensionamento, però, non deve essere svolta alcuna attività lavorativa: in poche parole, per “pensionarsi” con l’Ape sociale bisogna smettere di lavorare, anche se è possibile avere un “lavoretto” in seguito.

IRAP, la Cassazione: non dovuta dagli agenti senza dipendenti e strutture

30 gennaio 2018 Posted by Articoli, Sindacato 0 thoughts on “IRAP, la Cassazione: non dovuta dagli agenti senza dipendenti e strutture”

Con specifiche sentenze la Corte di Cassazione, di cui la recentissima sentenza n.224 del 8 gennaio 2018 Sezioni Unite, ha ribadito l’annosa controversa questione dell’assoggettamento ad IRAP degli Agenti di Commercio e promotori finanziari. La Cassazione ha infatti specificato che, coloro i quali possono dimostrare di esercitare la propria attività senza un’autonoma organizzazione, non sono tenuti al versamento dell’IRAP.

Gli effetti della nuova interpretazione giurisprudenziale

Le recenti sentenze della Corte di Cassazione producono i seguenti effetti:

  • condizionano la sorte dei contenziosi in essere, in quanto, in assenza di un’autonoma organizzazione, all’agente di commercio / promotore finanziario va riconosciuta la legittimità al non assoggettamento ad IRAP, con conseguente diritto ad ottenere il rimborso di quanto corrisposto;
  • aprono la strada a nuove istanze di rimborso per gli anni pregressi;
  • impongono una valutazione in sede di predisposizione del Mod. IRAP; infatti, se il contribuente è privo di un’autonoma organizzazione, secondo la Cassazione non è assoggettato ad imposta e pertanto non è tenuto né al versamento né alla compilazione della relativa dichiarazione;

Riepilogo dei requisiti

  • Organizzazione: attività di intermediazione svolta direttamente dall’Agente.
  • Beni Strumentali: il “minimo indispensabile”. Tale condizione è individuata nell’assenza di beni strumentali di valore consistente o nella circostanza che la loro presenza sia da ritenersi qualitativamente di minima importanza (es.: autovettura, mobili d’ufficio, la fotocopiatrice, il telefono, il fax, il computer e il materiale di cancelleria).
  • Lavoro di terzi: assenza di dipendenti, collaboratori, sub-agenti, collaboratori a progetto, di lavoro altrui non meramente occasionale.

In quale contesto è maturata questa sentenza

Come noto, l’art. 2, D.Lgs. n. 446/97, stabilisce quale presupposto impositivo dell’IRAP “l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi”. La formulazione generica di tale disposizione normativa ha determinato negli ultimi anni l’insorgenza di diverse controversie tra l’Amministrazione finanziaria ed i contribuenti con la conseguente emanazione di numerose pronunce giurisprudenziali in materia di IRAP.
Si rammenta che in merito all’assoggettamento ad IRAP degli Agenti di Commercio e all’individuazione del requisito dell’autonoma organizzazione l’Agenzia delle Entrate nella Circolare 13.06.2008, n. 45/E tenendo conto delle pronunce giurisprudenziali, ha affermato che l’autonoma organizzazione sussiste quando ricorre almeno uno dei seguenti elementi:

  • impiego di dipendenti e collaboratori non occasionali;
  • utilizzo di “beni strumentali eccedenti, per quantità o valore”, le necessità minime per l’esercizio dell’attività.

Le recenti pronunce delle sezioni unite della Corte di Cassazione

A fronte di  distinti ricorsi proposti dall’Agenzia delle Entrate avverso specifiche sentenze di secondo grado sulla medesima questione dell’assoggettamento o meno ad IRAP dell’attività dell’agente di commercio / promotore finanziario, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con alcune sentenze, hanno innanzitutto affermato che per verificare l’assoggettamento ad IRAP dei soggetti in esame è essenziale individuare se le attività ausiliarie ex art. 2195, C.c. siano qualificabili nell’ambito dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo.

La posizione dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate nella citata Circolare n. 45/E ha affermato l’assoggettamento ad IRAP del reddito prodotto dagli agenti di commercio e dai promotori finanziari basandosi su quanto sostenuto dalla Corte di Cassazione nella citata Sentenza n. 7899/2007 secondo la quale il reddito di un agente di commercio, che svolge attività commerciale ex art. 2195 C.c. è qualificabile come reddito d’impresa, con conseguente “automatica” sussistenza del requisito dell’autonoma organizzazione.

 

Figli, le indennità economiche erogate dall’INPS per i lavoratori autonomi.

29 gennaio 2018 Posted by Articoli, Sindacato 0 thoughts on “Figli, le indennità economiche erogate dall’INPS per i lavoratori autonomi.”

Anche gli agenti di commercio potranno beneficiare del contributo economico erogato dall’INPS e finalizzato al sostegno della maternità e della paternità. L’indennità è riconosciuta due mesi prima del parto e per i tre mesi successivi. È pari all’80% della retribuzione giornaliera stabilita annualmente dalla legge per il tipo di attività svolta.

In generale, hanno diritto a questa indennità le lavoratrici e i lavoratori autonomi durante i periodi di tutela della maternità/paternità.

A chi è rivolto

L’indennità spetta alle artigiane, commercianti (agenti di commercio), coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali, nonché alle pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne iscritte alla gestione INPS di riferimento, in regola con il versamento dei contributi anche nei mesi compresi nel periodo di maternità.

Decorrenza e durata

Secondo quanto previsto dagli articoli 66 e seguenti del TU, l’indennità è riconosciuta due mesi prima del parto e per i tre mesi successivi. L’indennità è pagata dall’INPS con bonifico presso ufficio postale o accredito su conto corrente bancario o postale secondo la modalità scelta al momento della domanda.

Quanto spetta

Durante i periodi indennizzabili a titolo di maternità (o paternità) la lavoratrice (o il lavoratore) ha diritto a percepire un’indennità pari all’80% della retribuzione giornaliera stabilita annualmente dalla legge per il tipo di attività svolta. Per i commercianti, artigiani e agenti il contributo giornaliero è di circa 50,00 €. In caso di interruzione di gravidanza oltre il terzo mese, è corrisposta un’indennità per un periodo di trenta giorni.

Prescrizione

Il diritto all’indennità si prescrive nel termine di un anno dalla fine del teorico periodo indennizzabile di maternità/paternità. Per interrompere la prescrizione è necessario che gli interessati presentino all’INPS, prima dello scadere dell’anno, domanda scritta per ottenere l’indennità.

Requisiti

Presupposto per l’accesso alla tutela della maternità/paternità è l’iscrizione alla gestione dell’INPS in base all’attività svolta e la regolarità del versamento dei contributi anche per i mesi compresi nel periodo di maternità. L’indennità può essere richiesta anche se l’iscrizione alla propria gestione è avvenuta successivamente alla data di inizio del periodo indennizzabile per maternità. Se l’iscrizione è richiesta entro i termini di legge (30 giorni dall’inizio dell’attività per artigiani e commercianti e 90 giorni dall’inizio dell’attività negli altri casi) e l’attività è iniziata prima dell’inizio del periodo di maternità, l’indennità spetta per l’intero periodo di maternità. Nel caso in cui l’attività lavorativa autonoma sia iniziata, invece, successivamente all’inizio del periodo di maternità, l’indennità spetta per il periodo successivo all’inizio dell’attività. Se l’iscrizione avviene oltre i termini di legge, l’indennità di maternità spetta a partire dalla data della domanda di iscrizione alla gestione di appartenenza.

Quando fare domanda

Le lavoratrici autonome trasmettono la domanda a parto avvenuto.

Come fare domanda

La domanda si presenta online all’INPS attraverso il servizio dedicato. Occorre registrarsi all’INPS on line e chiedere il PIN di accesso. Il menu del servizio si articola nelle seguenti voci:

  • Informazioni, pagina che descrive le prestazioni previste per le differenti categorie di
  • lavoratrici/lavoratori in caso di parto, adozione o affidamento;
  • Manuali, pagina dalla quale è possibile consultare e scaricare i manuali d’uso della
  • funzionalità di “acquisizione domanda” disponibili per ogni categoria di lavoratrice/lavoratore;
  • Acquisizione domanda, funzionalità che consente la compilazione e l’invio della domanda di indennità per le diverse categorie di lavoratrici/lavoratori;
  • Annullamento domande, funzionalità che permette di annullare la domanda inserita;
  • Consultazione domande, funzionalità che consente di verificare le domande inserite e

inviate all’INPS.

La domanda prevede la possibilità di allegare documentazione utile all’autorizzazione all’ingresso in Italia del minore straniero in adozione o affidamento preadottivo rilasciato dalla Commissione per le Adozioni internazionali, attestazione di ingresso in famiglia del minore adottato/affidato e così via.