Campionario merce, bene strumentale che non va fatturato

18 Novembre 2019 Posted by Articoli, Sindacato 0 thoughts on “Campionario merce, bene strumentale che non va fatturato”

Il campionario della merce in vendita è per gli agenti di commercio uno dei principali strumenti di lavoro. Esso deve essere messo a disposizione dell’agente a titolo gratuito. Non può esserne richiesto il pagamento a meno che non si verifichi una mancata restituzione del medesimo, oppure un deterioramento oltre il normale uso.

Ciò è stabilito dagli Accordi Economici Collettivi in vigore, ma spesso accade che la ditta mandante addebiti il costo del campionario all’agente emettendo fattura, per poi emettere una nota di credito al momento della restituzione.
Tale prassi, però, non è corretta. Il campionario ha per l’agente una natura strumentale all’attività di promozione degli affari, e nella maggioranza dei casi costituisce un elemento imprescindibile affinché tale attività possa svolgersi. Pertanto, la preponente ha tra i suoi obblighi quello di mettere a disposizione dell’agente i beni che compongono il campionario; tali beni, dunque, devono essere forniti a titolo gratuito, e restituiti dall’agente al termine della loro utilità (fine stagione, fine canvas, fine contratto di agenzia).

Ciò che l’agente dovrà fare per gestire il campionario in maniera legittima sarà portare con sé il documento di trasporto che accompagni le merci dalla sede della preponente a quella dell’agente. Tale documento dovrà indicare, come causale, che i beni non sono destinati alla vendita ma ad essere utilizzati come campionario.

L’emissione della fattura da parte della mandante a fronte della cessione del campionario significa che i beni suddetti saranno considerati come acquistati da parte dell’agente e questo collide con quanto sopra esposto e pertanto è da considerarsi una prassi irregolare a cui l’agente può opporsi.

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