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Pace fiscale: “saldo e stralcio” e “rottamazione ter”, ecco come aderire

12 Febbraio 2019 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista, Sindacato 0 thoughts on “Pace fiscale: “saldo e stralcio” e “rottamazione ter”, ecco come aderire”

Oggi i cittadini hanno a disposizione agevolazioni per ripianare eventuali debiti nei confronti del fisco: il “saldo e stralcio” e la “rottamazione ter”

Possono aderire al “saldo e stralcio” le persone fisiche con ISEE inferiore a 20mila euro. La misura riguarda solo i carichi derivanti dagli omessi versamenti in base alle dichiarazioni annuali, e quelli derivanti dai contributi previdenziali dovuti dagli iscritti alle casse prof.li o alle gestioni previdenziali degli autonomi Inps.

Possono aderire alla “rottamazione ter” le persone fisiche con ISEE superiore a 20mila euro e le persone giuridiche. Chi intende aderire pagherà l’importo residuo delle somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali, invece, non si pagheranno gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

Per scoprire come aderire al “saldo e stralcio” e alla “rottamazione ter” e quali sono gli adempimenti necessari basta cliccare qui e leggere la guida redatta dal consulente fiscale dell’associazione, Antonio Tardio.

Flat tax e regime forfettario, cosa sono e quando conviene aderire

12 Febbraio 2019 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista, Sindacato 0 thoughts on “Flat tax e regime forfettario, cosa sono e quando conviene aderire”

La “tassa piatta”, con l’aliquota unica per tutti, nasce dalla legge di Bilancio 2019. L’introduzione di una misura agevolativa che incrementa la crescita attraverso la diminuzione della pressione fiscale si concretizza con l’estensione dei requisiti minimi per accedere al regime forfettario già in essere dal primo gennaio 2019.

Il limite dei ricavi e dei compensi viene innalzato a 65.000 euro. L’imposta sostitutiva dell’Irpef, delle addizionali e dell’Irap è del 15%. Per le start-up l’aliquota è del 5% per un quinquennio.

Dal 2020 farà invece il suo ingresso l’imposta sostitutiva del 20% per coloro che nell’anno precedente hanno realizzato ricavi e compensi compresitra 65.001 e 100.000 euro.

Per scoprire come aderire al regime forfettario e quali sono gli adempimenti necessari basta cliccare qui e leggere la guida redatta dal consulente fiscale dell’associazione, Antonio Tardio.

Agenti, seminario a Napoli su: e-fattura, regime formettario, rottamazione cartelle

6 Febbraio 2019 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista, Sindacato 0 thoughts on “Agenti, seminario a Napoli su: e-fattura, regime formettario, rottamazione cartelle”

Fatturazione elettronica, flat tax, regime forfettario, rottamazione delle cartelle e sanatorie fiscali: se ne parlerà domani alle ore 15,30 presso la USARCI-LANARC, sindacato degli agenti di commercio di Napoli e della Campania. L’incontro si terrà negli uffici di piazza Garibaldi 49 e sarà condotto dal dottor Antonio Tardio, consulente fiscale dell’associazione

Per assicurare la massima riuscita dell’evento è d’obbligo manifestare la propria adesione scrivendo a lanarcusarci@virgilio.it

Cessazione attività, gli indennizzi 2019

8 Gennaio 2019 Posted by L'angolo del commercialista 0 thoughts on “Cessazione attività, gli indennizzi 2019”

Anche grazie alle nostre pressioni della USARCI, dal 1  gennaio  gli  agenti  di  commercio potranno ricevere nuovamente l’indennizzo per la cessione dell’attività.

Difatti la legge di bilancio 2019, all’art. 1 comma 283, ha rifinanziato l’indennizzo per la chiusura definitiva di un’attività commerciale.

La finanziaria 2019, prevede che l’indennizzo sia riconosciuto agli iscritti, al fondo esercenti delle attività dei commercianti Inps, che alla data di presentazione della domanda, abbiamo 62 anni di età se uomini e 57 anni per le donne, con almeno 5 anni contribuzione Inps.

L’indennizzo, pari a circa € 513,00, spetterà dalle chiusure avvenute dal 1° gennaio 2019 sino all’esaurimento delle risorse, dato che, al momento, il governo non ha previsto una data di scadenza.

Esso sarà erogato per 13 mensilità e sino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia.

Requisiti:

  • un’età pari a 62 anni per gli uomini o un’ età di 57 anni per le donne;
  • aver richiesto la cancellazione dell’attività alla Camera di commercio;
  • almeno 5 anni di contribuzione al Fondo esercenti delle attività dei commercianti Inps

Di seguito il link della pagina dedicata sul sito istituzionale INPS per ogni ulteriore informazione:  https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=50256&lang=IT

Enasarco, le nuove aliquote 2019

8 Gennaio 2019 Posted by L'angolo del commercialista, Sindacato 2 thoughts on “Enasarco, le nuove aliquote 2019”

Ricordiamo che a partire dal 1 gennaio 2019, in attuazione del regolamento delle attività istituzionali della Fondazione approvato nel 2013, sono entrate in vigore le nuove aliquote per il calcolo dei contributi previdenziali.

 

Agenti operanti in forma individuale o società di persone (snc, sas ecc..)
MONOMANDATARI PLURIMANDATARI
Aliquota 16,50% (50% a carico agente, 50% a carico mandante) Aliquota 16,50% (50% a carico agente, 50% a carico mandante)
Massimale € 37.913,00 Massimale € 25.275,00
Minimale € 846,00 Minimale € 423,00
       
Agenti operanti in forma di società di capitali (srl, srl unipersonali, spa)
Importi provvigionali annui Aliquota 2019 A carico mandante A carico Agente
Fino a € 13.000.000 4% 3% 1%
Da € 13.000.000,01 a 20.000.000 2% 1,5% 0,5%
Da € 20.000.000,01 a 26.000.000 1% 0,75% 0,25%
Oltre € 26.000.000 0,5% 0,3% 0,2%

NB: i massimali sono indicativi in quanto l’ISTAT non ha ancora aggiornato i parametri di rivalutazione.

Per le provvigioni di competenza 2018 ma fatturate nel 2019 occorrerà utilizzare il valore delle aliquote 2018

 

 

Requisiti pensionistici

 

 

  Quota Età minima Anni di contribuzione minimi
Uomini 92 67 20
Donne 89 64 20

 

NB: Per gli uomini è possibile anticipare il pensionamento fino a un massimo di due anni con una decurtazione del 5% per ogni anno di anticipazione.

(Per le donne sarà possibile chiedere l’anticipazione a partire dal 2021)

Fattura elettronica, il decalogo per una corretta compilazione

3 Dicembre 2018 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista 0 thoughts on “Fattura elettronica, il decalogo per una corretta compilazione”

Il tema è stato affrontato giovedì nella sede della USARCI-LANARC, l’associazione napoletana agenti e rappresentati di commercio, nel corso di un seminario tenuto dal consulente fiscale dell’Associazione, Antonio Tardio.

Si avvicina l’entrata in vigore della fattura elettronica, che dal primo gennaio sarà obbligatoria per tutti i titolari di partita iva con regime ordinario, mentre rimangono esonerati i titolari di partita iva con regime forfettario.

La nuova fattura elettronica non deve scoraggiare gli utenti, in quanto essa sarà del tutto simile alle fatture tradizionali. L’unica informazione aggiuntiva che deve contenere è il codice destinatario o, in alternativa, l’indirizzo PEC dove si vuole inviare la fattura. Queste informazioni devono essere comunicate all’emittente della fattura dal beneficiario della prestazione/servizio.

Per generare la fattura elettronica è necessario utilizzare il sistema informatico messo a disposizione gratuitamente dalla Agenzia delle Entrate, oppure un sistema informatico a pagamento fornito da società private. Ce ne sono molti sul mercato, per tutte le tasche e per tutte le esigenze. Questo perché le nuove fatture, per essere inviate al destinatario, dovranno essere in formato XML.

Per avere una panoramica completa sul nuovo sistema di fatturazione elettronica, è possibile consultare il documento PDF redatto dal consulente fiscale Antonio Tardio. Per assistere alla compilazione di una fattura elettronica, basta guardare il seguente video esemplificativo, pubblicato dalla stessa Agenzia dell’Entrate.

Acquisto carburante, arriva la fattura elettronica

12 Giugno 2018 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista 2 thoughts on “Acquisto carburante, arriva la fattura elettronica”

A decorrere dal 1.07.2018 (salvo proroghe) la L. 27.12.2017, n. 205 ha stabilito l’abolizione della scheda carburante.

Gli acquisti di carburante per gli agenti di commercio, in generale per l’autotrazione di soggetti passivi Iva presso gli impianti stradali di distribuzione, dovranno essere documentati con la fattura elettronica.

Non sono, invece, soggette all’obbligo di certificazione le cessioni di beni iscritti nei pubblici registri, di carburanti e lubrificanti per autotrazione nei confronti di clienti che acquistano al di fuori dell’esercizio di impresa, arte e professione.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti sulle misure con circolare n. 8/E/2018 e provvedimento 30.04.2018.

In sintesi

Dal 01.07.2018 (salvo proroghe) gli acquisti di carburanti per uso autotrazione deve necessariamente essere documentato con emissione di fattura elettronica. Contestualmente viene abolita la scheda carburante.

Pagamenti

Sono ritentute idonee ai fini della detrazione iva e della deducibilita’ ai fini delle imposte dirette i seguenti strumenti di pagamento:

  • assegni bancari – postali – vaglia cambiari
  • strumenti elettronici dal 01.07.2018 i pagamenti in contanti non consentono la detrazione e la deducibilita’

Alternativa

In alternativa e’ possibile anche il pagamento in un momento diverso rispetto alla cessione. Ovvero con i contratti di netting (le carte rilasciate dalla societa’ petrolifera) o con utilizzo di buoni carburanti (la fattura elettronica si rilascia al momento dell’ acquisto del buono)

Fattura elettronica

I distributori di carburante saranno obbligati all’emissione della fattura elettronica, secondo il formato xml nel rispetto delle disposizioni art 1 d. Lgs 127/2015. L’emissione dovrà avvenire in forma elettronica ossia tramite il sistema di interscambio. Sono esonerati i soli soggetti che si avvalgono del regime dei minimi o regime forfettario l’agenzia delle entrate ha segnalato la messa a disposizone entro il 01.07.2018 do una serie di servizi per agevolare e rendere poco onerosa la fase di predisposizione, trasmissione e conservazione delle fatture elettroniche. Per ulteriori chiarimenti si rimanda alla circolare 8/e/2018 del 30.04.2018.

Le ispezioni amministrative nell’agenzia commerciale

12 Luglio 2017 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista 0 thoughts on “Le ispezioni amministrative nell’agenzia commerciale”

L’agenzia che occupa dipendenti (segretarie, impiegati amministrativi o commerciali) è soggetta al controllo degli organi di vigilanza sul lavoro.

Secondo l’art. 13 della legge 689/1981 e successive integrazioni e modificazioni gli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni previste dalla legge in materia di lavoro subordinato possono, per l’accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi, diversi dalla privata dimora.
A partire da quest’anno l’organo che coordina le attività di vigilanza in materia di lavoro (svolta precedentemente dagli Ispettori delle ex DTL – Direzioni Territoriali del Lavoro, dall’INPS e dall’INAIL) è L’INL, cioè l’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Tale Ispettorato è delegato a controllare:

1)      L’esistenza di eventuale lavoro nero;

2)      La presenza in azienda di soggetti non assicurati contro gli infortuni sul lavoro;

3)      L’esatta qualificazione del rapporto di lavoro;

4)      L’eventuale corresponsione di compensi non assoggettati a contribuzione;

5)      La regolarità di trasferte, di rimborsi e di ogni altra somma non compresa nelle retribuzioni imponibili dichiarate all’INPS.

Oltre a tali aspetti, in fase di controllo gli Ispettori controllano anche la presenza di violazioni in materia di regolare tenuta del Libro unico (che come è noto ha sostituito gli ex libri paga e matricola), in materia assicurativa ed in genere su tutte le violazioni che danno luogo all’applicazione di sanzioni amministrative originate da appositi verbali di constatazione.
Per quanto riguarda il punto 1) l’avvalersi di un collaboratore dipendente senza che siano posti in essere tutti gli adempimenti formali e sostanziali per una regolare assunzione può comportare rischi notevoli. In caso di inosservanza della normativa è sancito (legge 183/2010) per ciascun lavoratore che non sia stato regolarmente inquadrato e, quindi, irregolare, è prevista, dopo l’introduzione del D.lgs. 151/2015, una sanzione compresa tra i 1.500 e i 9.000 euro, in caso di impiego dello stesso per un periodo fino a 30 giorni di effettivo lavoro; la sanzione è elevata da 3.000 a 18.000 euro per un impiego del lavoratore “in nero” fino a sessanta giorni di effettivo lavoro e, ancora, da 6.000 ad euro 36.000 in caso di impiego oltre i 60 giorni di lavoro. Tenuto conto delle agevolazioni previdenziali previste dalle attuali disposizioni e dalla mancata deducibilità fiscale del costo del personale non inquadrato questo allontanamento dalla legalità, a parte ogni aspetto etico, comporta un grosso rischio che, in caso di accertamento della violazione, può pericolosamente impattare sull’agenzia da un punto di vista economico.
In relazione alle altre tipologie di controllo va attentamente valutata la posizione di soggetti, soci e familiari del titolare, che prestano la loro opera nell’agenzia. Basti pensare al caso di ditta individuale di familiari del titolare non inquadrati come dipendenti (laddove sussistano le condizioni) o come coadiutori dello stesso con versamento dei contributi alla Gestione INPS Commercianti.
L’accertamento dello svolgimento “in nero” da parte del familiare di un vero e proprio lavoro subordinato può condurre all’applicazione della maxi-sanzione sopra prevista mentre l’irregolare posizione di soggetto coadiutore può condurre alla richiesta dei contributi dovuti e non versati per questa figura alla Gestione Commercianti i quali, per rapporto nell’ambito della prescrizione quinquennale , tenuto conto della quota contributiva annuale, ammontano ad un importo minimo di circa 15.000 euro.
A conti fatti un inquadramento alla rispettiva gestione di questi lavoratori per una durata di lavoro compatibile con il loro apporto collaborativo di fatto all’azienda e con la deducibilità del relativo costo (nei casi previsti dal reddito d’impresa) può addirittura comportare un vantaggio economico oltre al beneficio previdenziale futuro nel caso di collaboratori di giovane età.
Nei casi di agenzie sotto forma di società di persone vanno valutate le posizioni dei singoli soci. Ad esempio in una Sas il socio accomandante che presta la propria opera nell’azienda (tranne alcuni casi di stretti rapporti familiari con l’amministratore), può essere regolarmente inquadrato riducendo i pericoli di invasivi accertamenti. Cosi come la posizione di un soggetto che presta la propria opera nell’agenzia tenuta sotto forma di società di capitali va attentamente valutata per le implicazioni che possono riguardare la Gestione Lavoratori Dipendenti, quella Commercianti o nel caso di Amministratore, la Gestione Separata.
Un altro caso che bisogna attentamente valutare è quello delle “collaborazioni occasionali” trattate con l’assoggettamento alla sola ritenuta d’acconto, delle false partite IVA o delle associazioni in partecipazione tanto osteggiate dal Job Act.
In altre parole occorre fare sempre, razionalmente e attentamente, un’analisi precisa che metta a confronto da un lato i costi di un regolare impiego dei collaboratori e dall’altro dei consistenti rischi che si corrono nella ricerca di una soluzione contra-legem.
La Lanarc-Usarci nel rispetto della normativa e delle esigenze operative delle singole agenzie mette a disposizione la professionalità dei propri consulenti per la migliore soluzione del singolo problema.
Nei prossimi articoli continueremo a trattare tale argomento nonché quello legato ai controlli Ispettivi operati dai funzionari dell’Enasarco nell’ambito dei rapporti instaurati nell’agenzia con i relativi sub agenti.

 

contributi inps 2017 per artigiani, commercianti e agenti di commercio

Contributi INPS 2017 per Agenti e Rappresentanti

13 Febbraio 2017 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista 0 thoughts on “Contributi INPS 2017 per Agenti e Rappresentanti”

Le aliquote contributive per le pensioni di artigiani e commercianti, per l’anno 2017, sono pari alla misura del 23,64 %

Questo valore è stato raggiunto in quanto dal 1 gennaio 2012, le aliquote contributive pensionistiche di finanziamento e di computo delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti, iscritti alle gestioni autonome dell’INPS, sono incrementate di 1,3 punti percentuali e successivamente di 0,45 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 24 %.

Ciò è previsto dall’art. 24, comma 22 del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011, nel testo introdotto dalla legge di conversione 22 dicembre 2011 n. 214, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27 dicembre 2011.

 

Ne risulta che:

 

Scaglioni Pertanto le aliquote per il corrente anno risultano come segue:
Agenti in attività di età compresa tra 21 e 65 anni 23,64%
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni

La riduzione contributiva al 20,64% (commercianti) è applicabile fino a tutto il mese in cui il collaboratore interessato compie i 21 anni.

20,64%

 

 

In conseguenza di quanto sopra, il contributo calcolato sul reddito “minimale” risulta così suddiviso:
Agenti di qualunque età e coadiuvanti /coadiutori di età superiore ai 21 anni 3.668,99 (3.661,55

IVS + 7,44 maternità)

coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 3.202,55 (3.195,11

IVS + 7,44 maternità)

 

 

Per i periodi inferiori all’anno solare, il contributo sul “minimale” rapportato a mese risulta pari a:
Agenti di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni 306,92 (306,30 IVS

+0,62 maternità)

coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 268,05 (267,43 IVS

+ 0,62 maternità)

 

 

Contribuzione IVS sul reddito eccedente il minimale

 

Il contributo per l’anno 2017 è dovuto sulla totalità dei redditi d’impresa prodotti nel 2017 per la quota eccedente il predetto minimale di €15.548,00 annui.

in base alle citate aliquote e fino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile pari, per il corrente anno, all’importo di € 46.123,00.

Per i redditi superiori a € 46.123,00 annui resta confermato l’aumento dell’aliquota di un punto percentuale

 

Le aliquote contributive, pertanto, risultano determinate come segue: Scaglioni
Agenti di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni fino a 46.123,00 23,64%
oltre la somma di € 46.123,00 aumento di un punto da 46.123,00 24,64 %
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni fino a 46.123,00 20,64%
oltre la somma di € 46.123,00 aumento di un punto da 46.123,00 21,64%

 

 

Il contributo in argomento – denominato contributo a conguaglio – sommato al contributo sul minimale di reddito di cui al precedente punto 1) deve essere considerato come acconto delle somme dovute sulla totalità dei redditi d’impresa prodotti nel 2017 (si veda in proposito il seguente punto 4)
Agenti con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 18.480,03
Artigiani Commercianti titolari di qualunque età e (46.123,00*23,64 %
coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni +30.749,00*24,64%)
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 16.173,87
(46.123,00*20,64%
+30.749,00 *21,64%)

 

 

Lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, iscritti con decorrenza gennaio 1996 o successiva.
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di 24.258,60
età (46.123,00*23,64 %
superiore ai 21 anni +54.201,00*24,64%)
coadiuvanti / coadiutori di età non 21.248,88
superiore ai 21 anni (46.123,00*20,64%
+54.201,00*21,64%)

 

Contribuzione a saldo
il contributo IVS dovuto dagli AGENTI :

 

16/05/17 21/08/17 16/11/17 16/02/18

 

 

 

 

Termini e modalità di versamento
I contributi devono essere versati, come è noto, mediante i modelli di pagamento unificato F24, alle scadenze che seguono:

 

per il versamento delle quattro rate dei contributi dovuti sul minimale di reddito; entro i termini previsti per il pagamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche in riferimento ai contributi  dovuti  sulla  quota  di  reddito  eccedente  il minimale, a titolo di saldo 2016, primo acconto 2017 e secondo acconto 2017.

Si ricorda che l’Istituto già dall’anno 2013 non invia più le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta.

 

L’importanza del controllo della liquidità aziendale: il budget di cassa

20 Dicembre 2016 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista 0 thoughts on “L’importanza del controllo della liquidità aziendale: il budget di cassa”

Una qualsiasi impresa, anche di modestissime dimensioni, deve controllare con molta attenzione sia gli elementi reddituali, ovvero il flusso dei ricavi e dei costi che portano al risultato dell’esercizio (utile/perdita), sia la trasformazione monetaria di tali costi e ricavi. Ordinariamente l’impresa deve fronteggiare tempestivamente le uscite monetarie con gli incassi e gli altri mezzi che costituiscono le liquidità a disposizione. Occorre, quindi, porre particolare attenzione ai “flussi di cassa” per evitare che uno squilibrio tra le entrate e le uscite monetarie possa compromettere il risultato economico: un’impresa, anche in utile, può essere scompensata da uno squilibrio monetario; diversamente un’attività che crea liquidità può sopravvivere (sia pure per un certo tempo) anche in presenza di risultati in perdita.

Nasce, pertanto, l’esigenza del controllo costante della gestione monetaria al fine di:

  • preventivare il fabbisogno di cassa;
  • individuare le fonti di finanziamento (interno o esterno);
  • definire, per tempo, le opportune strategie per l’eventuale indebitamento.

Anche per l’agenzia commerciale il controllo della liquidità rappresenta una necessità operativa e deve essere svolto, ancorché in forma minimale, con continuità.

Per l’agenzia commerciale   la mancanza di liquidità può essere provocata ad esempio da:

  • carenza di provvigioni derivante dalla riduzione dell’attività di promozione delle vendite;
  • allungamento dei termini di incasso dei compensi provvigionali da parte delle mandanti (una costante di questi ultimi tempi);
  • sottrazione di mezzi monetari per esigenze di sopravvivenza del titolare della ditta individuale o dei soci di una società;
  • indebitamento (banche, istituti di leasing) per l’acquisizione di beni strumentali (locale ufficio, auto, attrezzature, ecc.).

Anche in presenza di una buona gestione economica (ricavi superiori ai costi) il guadagno realizzato (reddito) non è ancora trasformato in flussi finanziari restando ancora nelle mani del debitore che, ordinariamente, non ha fretta di pagare. I ritardi cronici nei pagamenti da parte dei clienti (nel nostro caso le mandanti) comportano, oltre ai predetti squilibri nella gestione finanziaria, danni   derivanti da eventuali situazioni di dissesto di quest’ ultimi, cosa oggi molto frequente. Se alle difficoltà di incasso si aggiungono, poi, quelle connesse all’esistenza di scarse risorse finanziarie proprie, nonché le problematiche   crescenti riguardanti l’accesso al credito bancario, si ottiene il quadro di una difficile situazione finanziaria aziendale.

Diventa, quindi, di vitale importanza un monitoraggio costante, e per periodi sempre più ravvicinati, della liquidità aziendale affinché si possa intervenire tempestivamente e strategicamente sulla gestione, finanziaria, riportandola su una situazione di maggiore equilibrio o meno allarmante squilibrio.

Con tale monitoraggio la gestione dell’impresa sarà in grado di fronteggiare tempestivamente le uscite previste con gli incassi e gli altri mezzi liquidi a disposizione. Un ciclo finanziario virtuoso prevede che i debiti a breve-medio termine verso fornitori vengano pagati con gli incassi dei crediti verso le mandanti facendo in modo che le entrate finanziarie del periodo coprano le uscite finanziarie.  Quest’aspetto acquista ancora maggiore importanza se si considera che la maggior parte delle piccole aziende e, quindi, la maggior parte delle agenzie commerciali, sono sottocapitalizzate. Per esse, poi, è prioritaria l’attenzione per   l’aspetto commerciale sul presupposto che è sufficiente un buon mercato per non avere problemi. Occorre, invece, un salto di qualità che preveda tra l’altro un buon controllo direzionale esteso anche al monitoraggio della liquidità per il quale si rende necessaria la redazione oltre al budget economico (relativo a ricavi e costi) un budget “di cassa” o “di tesoreria”.

Il budget di cassa è uno strumento di previsione finanziaria di breve periodo che viene sviluppato all’interno di un’azienda e consiste in un documento di previsione finanziaria che permette di analizzare l’effettivo generarsi di flussi monetari e le consistenze delle risorse di tesoreria a disposizione dell’azienda nel periodo considerato (normalmente un esercizio) e, pertanto, è un’articolazione del più esteso budget finanziario.

Le risorse “liquide” o “monetarie”, uno dei modi d’impiego delle risorse finanziarie a disposizione dell’azienda sono rappresentate dalle disponibilità di cassa (contanti e assegni) e da quelle dei conti correnti bancari o postali. La consistenza di tesoreria è un dato pressoché certo che può   essere utilizzato costantemente per far fronte ai debiti a breve.

La costruzione del budget di cassa si fonda sul budget economico (previsione costi e ricavi), sul budget degli investimenti e su altre informazioni   come i tempi medi di incasso o pagamento, calcolati con riferimento agli accordi contrattuali e, ancor più, in base all’esperienza.  La sua logica è quella di individuare preventivamente il momento in cui il pagamento o l’incasso si verificheranno: il budget di tesoreria si scompone, di fatto, in un budget delle entrate e in un budget delle uscite monetarie.

Per la costruzione di tale documento, partendo dal saldo dei mezzi monetari all’inizio del periodo considerato si vanno ad individuare   le entrate e le uscite monetarie previste, al fine di ottenere il saldo alla fine del periodo considerato.

Tra le “entrate” andranno preventivati gli incassi dalle mandanti o degli altri utilizzatori di servizi, sulla base delle condizioni di pagamento, quanto meno concordate, anche se, come detto, il   rispetto di tali condizioni non sempre viene assicurato. È pur vero che ogni previsione è sinonimo di “incertezza”, ma va pur sempre effettuata. Si terrà evidentemente conto di aspettative che non appartengono alla categoria ottimistica né a quella pessimistica (o addirittura catastrofica) ma   sono fondate   su un ragionevole e sano principio di concretezza e realistica attendibilità.

Le “uscite” accoglieranno i pagamenti relativi ai costi di gestione previsti (canoni di locazione e leasing, utenze, spese per il personale, collaboratori e subagenti, consulenze e servizi vari, gestione autovettura, viaggi e trasferte, cancelleria, postali, spese bancarie ed altre spese dell’agenzia).  Occorrerà, poi, preventivare le uscite per l’acquisto di   beni strumentali necessari per lo svolgimento dell’attività (autovettura, attrezzature ufficio, software ecc.).

La differenza tra entrate ed uscite di ciascun mese tenuto conto del saldo iniziale del periodo darà luogo ad un avanzo finanziario ovvero ad una eccedenza di liquidità o ad un disavanzo finanziario, ovvero un deficit o fabbisogno di liquidità.

Mese per mese occorre, poi, sostituire i dati previsionali con i dati consuntivi e, a fronte di variazioni rispetto alle previsioni iniziali, aggiornare i dati dei restanti mesi.

Particolare attenzione dovrà essere dedicata all’ammontare del saldo finale soprattutto, ovviamente, in caso di situazione finanziaria deficitaria, sia di tipo continuo, sia di tipo   altalenante, al fine di verificare gli opportuni interventi strategici da effettuare, anche in termini di scelta di finanziamento esterno, valutando le opportunità alternative offerte dalle diverse operazioni, con le relative condizioni, (tassi di interesse, garanzie etc.).

Va ricordato che normalmente, ai fini dell’equilibrio finanziario, ai crediti a breve (che si trasformano in liquidità entro 12 mesi) occorre correlare debiti a breve (debiti verso fornitori, fido bancario etc.)  mentre investimenti a lungo termine (con monetizzazione oltre i 12 mesi) come quelli relativi all’acquisizione di immobilizzazioni in beni strumentali devono essere finanziati con fonti a lungo termine rappresentate dall’autofinanziamento o dal finanziamento esterno (bancario e non). Il prospetto che segue intende dare un’idea, alquanto semplice e schematica, della rappresentazione del flusso finanziario sulla base dei 12 mesi di un determinato anno.

*Segue tabella fac-simile

  ANNO MESI
G F M A M G L A S O N D
LIQUIDITA’ INIZIALE

CASSA

C/C BANCARI E POSTALI

TOTALE

                                       

 

 

INCASSI DA:

CLIENTI (FATTURE DA INCASSARE)

CESSIONE CESPITI

ACCENSIONE MUTUI

APPORTI SOCI O TITOLARE

ALTRI (ES. VENDITA BENI STRUMENTALI)

 TOTALE INCASSI (FONTI DI LIQUIDITÀ)

USCITE                      

PAGAMENTI            

FORNITORI ORDINARI   

FORNITORI BENI STRUMENTALI

ESTINZIONE MUTUI       

PRELEVAMENTI SOCI O TITOLARE

COSTI DI ESERCIZIO       

PERSONALE            

………..             

SPESE GENERALI  

……………         

ONERI FINANZIARI         

INTERESSI E SPESE BANCARIE

VERSAMENTI:

IVA                  

IMPOSTE      

RITENUTE ACCONTO     

TOTALE PAGAMENTI (IMPIEGHI LIQUIDITÀ)

LIQUIDITÀ FINALE PREVISTA (A+B-C)