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Menisco, cos’è e come proteggerlo

20 dicembre 2016 Posted by Rubrica benessere 0 thoughts on “Menisco, cos’è e come proteggerlo”

Bene, abbiamo vinto il torneo di calcio durante la settimana al villaggio turistico ma, oltre alla medaglia e alla foto con gli animatori, come ricordo ci portiamo a casa anche un trauma al menisco.

Conosciamolo, anzi conosciamoli meglio. All’interno del ginocchio, ci sono due “cuscinetti” di tessuto fibro-cartilagineo: il menisco mediale e il menisco laterale. Entrambi sono a forma di lettera “C”. Relativamente duri e gommosi, ricordano la guarnizione della macchinetta del caffè per la posizione e la funzione.

Sono importantissimi perché fanno da ammortizzatori tra le estremità di tibia e femore distribuendo uniformemente la trasmissione dei carichi. Come si possono rompere? Può capitare a chiunque compiendo una torsione anomala.

È la conseguenza di una perdita temporanea dei rapporti articolari, cioè una situazione in cui i punti dell’articolazione che permettono di stendere e piegare il ginocchio non sono più momentaneamente a stretto contatto tra loro.

Può capitare più spesso facendo sport. Tipico è fare un movimento di rotazione mantenendo il piede piantato a terra (vedi calcio, sci, tennis, rugby) o un forte calcio dato a vuoto. Cosa fare dopo una distorsione al ginocchio? Ghiaccio, antidolorifici e fiondarsi dall’ortopedico.

Non tutte le rotture di menisco vanno operate, esistono lesioni con una sintomatologia scarsa. Abbiamo detto che i menischi sono una specie di guarnizione, allora in alcuni casi meglio una guarnizione un po’ lesionata che nessuna guarnizione. Quando il danno è grave, si deve ricorrere alla chirurgia artroscopica eseguita in day hospital e in anestesia locale.

Bisogna dire che non tutto il menisco è vascolarizzato, se la lesione si trova in una zona irrorata di sangue, e la lesione lo permette, si cerca di ripararlo con una sutura, altrimenti i frammenti della rottura vanno rimossi. Nel post operatorio è fondamentale la fisioterapia e se non si vuole mollare l’attività sportiva il ricondizionamento muscolare e propriocettivo.

In fine la solita raccomandazione, una muscolatura della gamba ben allenata e forte garantisce la stabilità dell’articolazione, al contrario se un muscolo è poco tonico tutta la forza del gesto è scaricata senza un adeguato sostegno sull’articolazione.

 

Cervicalgia, colpa dei troppi chilometri?

19 luglio 2016 Posted by Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Cervicalgia, colpa dei troppi chilometri?”

Guidare tante ore e lavorare al computer può scatenare dolore al collo. Quando TAC, risonanza magnetica, ecografie e visite specialistiche non evidenziano nulla di significativo che possa giustificare i disturbi dolorosi, si può parlare di cervicalgia muscolo tensiva. La conferma la potrà dare una radiografia, questa mostra un’immagine che non lascia dubbi: la riduzione della lordosi cervicale.

Questa curva della colonna vertebrale in caso di cervicalgia muscolo tensiva si appiattisce rendendo il collo rigido e teso. I muscoli del collo diventano talmente tesi che riescono a modificare la curvatura della colonna facendo trazione sulle vertebre alle quali sono attaccati, una trazione così forte che modifica la corretta postura della curva cervicale fino a schiacciare i dischi intervertebrali e deformare la parte del corpo vertebrale generando protusioni e artrosi.

Quasi tutti conosciamo la relazione tra stress e disturbi gastrici, colite, mal di testa, fino ad arrivare alle malattie cutanee, pochi approfondiscono il legame tra stress e cervicalgie. Questa patologia ha un esordio in genere giovanile con le prime responsabilità di studio, lavorative o familiari; naturalmente a questo si aggiungono atteggiamenti posturali sbagliati, sbagliate posizioni come alla guida, alla scrivania, e mancanza di attività fisica.

Il dolore cervicale è come un cane che si morde la coda: la tensione muscolare rende collo e spalle dolenti e il dolore aumenta l’involontaria contrazione muscolare e così di seguito. Per cercare di risolvere diventa fondamentale intervenire sui muscoli, ristabilire una postura corretta e rompere il circuito dolore – tensione – dolore. Per fare ciò bisogna controllare la posizione alla guida, usare sedie ergonomiche alla scrivania e al computer e anche qui controllare la seduta (distanza dallo schermo, corretto utilizzo del mouse, eccetera).

Farmacologicamente si usano antinfiammatori e mio rilassanti. Un’importante aiuto si ha dai massaggi, dallo shiatsu, dalla ginnastica di rieducazione posturale, dallo stretching, o dalle tecniche di rilassamento muscolare come lo yoga. Beneficio si ottiene anche dalle terapie elettriche come il laser, tecar o correnti antalgiche.

 

Stile di vita positivo, anche a lavoro

11 gennaio 2016 Posted by Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Stile di vita positivo, anche a lavoro”

Per gli agenti di commercio la macchina e la scrivania sono il luogo in cui si trascorre almeno un terzo della giornata,accumulando spesso molte tensioni fisiche e mentali. Per limitare il più possibile i danni indotti dallo stress e dalla sedentarietà puntando a raggiungere uno stile di vita positivo si devono riconsiderare le abitudini mentre si lavora. Il nostro corpo non è progettato per restare seduto per molte ore. L’inattività nuoce al fisico anche perché riduce la quantità di calorie spese, aumentando il deposito di grasso corporeo, ma la mancanza di un esercizio adeguato fa anche diminuire la capacità di resistenza e provoca il deperimento del tono e della forza dei muscoli. Da non dimenticare poi che il mantenimento di posture scorrette può causare fastidi alla colonna quali la cervicalgia e la lombalgia, quest’ultima la situazione patologica ad oggi più diffusa tra la popolazione in età lavorativa. Un’efficace prevenzione dei danni indotti dalla sedentarietà parte quindi dall’assunzione di posture corrette (può essere molto utile dotarsi di una seduta ergonomica che mantenga in allineamento fisiologico le curve della colonna vertebrale, sia in macchina che al computer), ma si ottiene soprattutto grazie a un’alimentazione adeguata alla spesa energetica effettiva, a un allenamento della capacità cardivascolare, del tono muscolare e della flessibilità.

Trasformare le fonti di stress psicologico in contributi al benessere mentale è possibile anche sul luogo di lavoro. Come? Ecco qualche suggerimento:

  • Trarre massima soddisfazione dalla vostra attività professionale ;
  • Improntare a uno spirito positivo le relazioni con i colleghi di lavoro e i clienti;
  • Concepite le risoluzione dei problemi come opportunità di miglioramento;
  • Fate una pausa pranzo sufficientemente lunga senza appesantirvi evitando panini mangiati in macchina o veloci tramezzini al bar.

D’altro canto, l’acquisizione di abitudini salutari, come praticare attività fisica e avere una corretta alimentazione, incrementa la sensazione di efficienza nella vita di ogni giorno e predispone ad uno stile di vita positivo, anche al lavoro.

Auto, la corretta postura per guidare

17 ottobre 2015 Posted by Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Auto, la corretta postura per guidare”

Una postura idonea al volante migliora la sicurezza stradale, le nostre capacità di guida, ma soprattutto riduce gli effetti deleteri dell’auto sulla salute

L’utilizzo dell’auto occupa spesso una parte rilevante della nostra giornata. Nonostante ciò solo poche persone conoscono le regole di una corretta posizione di guida. Come anticipato, una postura idonea al volante, non solo migliora la sicurezza stradale e le nostre capacità di guida, ma soprattutto riduce gli effetti deleteri dell’auto sulla salute della nostra schiena e non solo.

Esiste una correlazione diretta tra il numero di ore di guida e l’incidenza dei disturbi muscoloscheletrici, dolori lombari in particolare. I guidatori sono molto più soggetti a sviluppare problemi alla colonna vertebrale rispetto a chi svolge un lavoro in posizione seduta o in piedi. L’incidenza delle lombalgie aumenta in maniera proporzionale al chilometraggio percorso e al tempo che si trascorre in macchina. Si è osservato che le persone che guidano per più di 20 ore a settimana, sono a maggiore rischio di sviluppare patologie. Dalle statistiche risulta che circa il 65% dei guidatori per lavoro soffre di dolori lombari, il 43% di dolori cervicali e il 40% di dolori alle spalle. corretta postura alla guida

Una postazione di guida ben strutturata deve essere modificabile e regolabile in base alle nostre esigenze. Secondo i criteri dell’ergonomia, lo schienale del sedile, l’altezza e l’inclinazione del volante, così come ogni altro oggetto con cui interagiamo quotidianamente, deve adattarsi alle nostre caratteristiche e non vice versa. Tuttavia nonostante questi accorgimenti necessari, dobbiamo sempre ricordare che il nostro corpo non si è evoluto nei millenni per stare fermo, bensì per muoversi. Per questa ragione tutte le posture statiche, dallo stare molto in piedi o troppo tempo seduti causano problemi e fastidi. Il dolore e la tensione provocati da un’immobilità prolungata non devono essere visti come limitazioni o patologie da trattare con i farmaci, ma piuttosto sono da interpretare come segnali d’allarme del nostro organismo che ci suggerisce di modificare una postura per noi dannosa. Il dolore non è solo un sintomo da combattere, ma è un segnale che così come la spia di una macchina ci suggerisce il problema da correggere.

 

Move to healt, curarsi facendo moto

9 luglio 2015 Posted by Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Move to healt, curarsi facendo moto”

“Move for health” è il significativo slogan che l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha scelto per promuovere la pratica di un’attività fisica moderata ma costante come efficace espediente in grado di assicurare salute e longevità.

Nel World Healt Report 2014, l’OMS sottolinea i rischi legati alla sedentarietà, identificata come fattore di rischio primario per lo sviluppo di gravi malattie.

Anche i nutrizionisti, nelle loro linee guida, non mancano mai di ricordare che qualsiasi programma alimentare deve essere sempre accompagnato da una corretta attività fisica, perché serve a stimolare il metabolismo.

Un modo corretto di perdere peso prevede una perdita di massa grassa e un incremento di massa magra, cioè i muscoli. Un esempio semplice ma che può raggiungere tutti è che un chilo di grasso occupa più volume di un chilo di muscoli.

Una regolare attività fisica consuma i grassi di riserva e produce nuova massa magra. Sono importantissime le attività aerobiche: camminare a passo sostenuto, bicicletta, corsa, nuoto, ma anche il lavoro con i pesi in palestra.

Certo l’attività fisica non può fare miracoli se si continuano a seguire abitudini di vita non salutari, come fumare, bere alcolici, dormire poco. Ma il muoversi, fare esercizio, sport, sono di grande aiuto nel modificare le abitudini negative. Se corro, vado in bicicletta, nuoto, sicuramente fumerò di meno. Se mi alleno regolarmente, il mio corpo chiederà di riposare, quindi avrò un sonno migliore e più regolare.

 

Tenersi in forma giocando a golf

8 aprile 2015 Posted by Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Tenersi in forma giocando a golf”

Sfatiamo subito un mito: il golf non è uno sport da ricchi. Un kit con sacca e bastoni costa circa 300 euro delle ottime scarpe si comprano con 50 – 90 euro, per il resto dell’abbigliamento bastano dei comodi pantaloni di cotone e una polo. Provate a informarvi presso la federazione italiana golf e rimarrete meravigliati da come i costi delle lezioni e di accesso ai campi siano abbordabili. Il golf permette di tenersi in forma senza strapazzi fisici e di rilassarsi in mezzo al verde. I campi hanno nove o diciotto buche, i più grandi permettono di camminare per 4-6 ore immersi nel verde, anche per 10-12 chilometri. La distanza tra una buca e l’altra può variare dai 70 a 550 metri.

Dal punto di vista fisico, sono notevoli il beneficio organico e cardiovascolare che si traggono dalle lunghe camminate. Inoltre il golf migliora la coordinazione di tutto il corpo: per colpire la pallina, infatti, c’è un impegno totale dei muscoli, da quelli del collo a quelli dei polpacci.

Importanti sono i benefici psicologici: si diventa padroni di movimenti del tutto nuovi, aumenta l’autostima perché ogni colpo richiede creatività ma, principalmente, strategia. I giocatori più esperti assicurano che tirare una pallina a tre palmi dalla buca finale, dopo tanto camminare e con i muscoli ormai stanchi richiede calma, concentrazione e controllo delle emozioni, come battere un calcio di rigore.

Con 5-6 mesi di lezioni si può cominciare anche l’agonismo (senza limiti di età). Una caratteristica affascinante del golf è che un principiante può competere, e forse battere, un giocatore più esperto perché nelle gare ai principianti sono dati dei colpi di vantaggio.

Allora, se lasciassimo per un po’ la macchina e la scrivania e ci tenessimo in forma con il golf?

In forma con il Pilates

20 gennaio 2015 Posted by Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “In forma con il Pilates”

Il metodo Pilates è una tecnica di allenamento ideata in Germania nei primi del ‘900 da Joseph Pilates. Lo scopo del metodo di ginnastica è dare una corretta postura al corpo, armonia e fluidità ai movimenti. Per fare questo, Pilates, unì le attività fisiche e ginniche occidentali con le antiche discipline orientali.

Un po’ di storia: Joseph Pilates lasciò la Germania nel 1912 per recarsi in Inghilterra, ma allo scoppio della prima guerra mondiale a causa della sua nazionalità fu arrestato e internato. In prigione continuò a sviluppare il suo metodo e perfino ad allenare gli altri prigionieri, lavorò poi come infermiere e similmente a un pioniere della fisioterapia cominciò a usare la sua tecnica per riabilitare i pazienti e i reduci feriti in guerra. Sperimentò l’utilizzo di molle con cui i degenti ancora allettati potevano fare ginnastica per mobilizzare le articolazioni e rinforzare i muscoli ancora prima di rimettersi in piedi. Terminata la guerra Pilates, si trasferì a New York, dove il suo metodo ebbe un notevole successo e fu utilizzato da importanti e famosi danzatori, fino a qualche tempo fa, infatti, era una sorta di segreto o quantomeno era utilizzato principalmente nell’ambiente della danza classica per tonificare i muscoli, allentare le contratture e dare sollievo alla schiena durante le prove e gli spettacoli.

A cosa serve: Il Pilates è un programma di esercizi che si concentra sui muscoli posturali, quindi quei distretti muscolo tendinei che fanno da supporto alla colonna vertebrale . L’idea di pilates è di far muovere le persone in economia ed equilibrio, migliorando la consapevolezza del respiro e dell’allineamento della colonna vertebrale, quindi una vera e propria rieducazione posturale. Fondamentale è la fluidità dei movimenti; nessun esercizio per quanto impegnativo deve essere eseguito in modo rigido o contratto, né troppo rapidamente o troppo lentamente. In ogni esercizio ci devono essere armonia e fluidità quindi un perfetto controllo del corpo. Dalla precisione dei movimenti hanno origine la percezione di una corretta postura e un giusto equilibrio di tutti i distretti muscolari, per queste sue caratteristiche il metodo pilates è usato dagli sportivi per allentare le tensioni muscolari durante gli allenamenti, dopo le gare o in fisioterapia come integrazione di altre metodiche. Il pilates sta avendo un successo mondiale come metodo di fitness per mobilizzare le articolazioni e tonificare la muscolatura pur mantenendola decontratta, quindi è un ottimo metodo per tenersi in forma e prevenire patologie al sistema muscolo-scheletrico.

 

Il massaggio shiatsu

10 ottobre 2014 Posted by Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Il massaggio shiatsu”

In occidente i primi maestri giapponesi iniziarono a insegnarlo negli anni ‘60. e ora è addirittura praticato in alcuni presidii ospedalieri insieme all’agopuntura. Probabilmente tra quelli che stanno leggendo questa rubrica ci sarà qualcuno che ne avrà provato personalmente i benefici in una beauty farm o alle terme o nella spa di un residence, ma vediamo nello specifico di cosa si tratta.
Che cosa è lo shiatsu?
In giapponese la parola “shi” significa dito e “atsu” significa pressione . Lo “shiatsu”, detto anche Agopressione, è un tipo di massaggio orientale, nel quale le dita sono premute su particolari zone del corpo per alleviare dolori, sofferenze, tensione, fatica, e malattie. Queste zone sono anche chiamate “tsubo” e sono i punti specifici della superficie corporea e del sistema muscolare in cui i nervi fanno male, o danno fastidio quando il flusso di energia attraverso il corpo è bloccato. Con lo “Shiatsu” manipoliamo lo “tsubo”, il che, talvolta, all’inizio della terapia, può far male al paziente, ma che alla fine permette nuovamente la circolazione dell’energia alleviando il dolore. Lo “tsubo” sofferente, però, non corrisponde esattamente al punto in cui ha origine il disturbo. Ad esempio, per alleviare il mal di capo si possono premere e stimolare braccia e gambe. In realtà i 361 “tsubo “, denominati anche punti dell’agopuntura e punti di pressione, si trovano lungo le “linee mediane”, i quattordici canali attraverso cui scorre l’energia del corpo. Questi canali sono invisibili, ma, secondo la filosofia orientale, esistono così come esistono i nervi.
Origini dello shiatsu
Non è difficile immaginare in che modo è nata l’arte dello Shiatsu se solamente si considera la propria personale esperienza. La reazione naturale al dolore consiste nel posare una mano sulla parte dolorante, o nel premerla con le dita. Se soffrite di mal di capo, vi premete la radice del naso. Se vi sentite in tensione e nervosi, vi frizionate il collo. Se soffrite di male allo stomaco, lo premete e frizionate. Una madre istintivamente friziona e accarezza il bimbo quando inizia a piangere. Gli animali leniscono il dolore mediante stimolazione con la lingua. Lo Shiatsu non è altro che un metodo razionalizzato, più complesso e pratico rispetto a queste manovre terapeutiche istintive. Al mondo si praticano due metodiche di Shiatsu: la prima si rifà integralmente all’antica medicina tradizionale cinese secondo cui il corpo è attraversato da canali di energia, e qualunque disfunzione o malattia, dal più banale raffreddore alla più tremenda patologia, si manifesta quando in questi canali circola poca energia o al contrario ce n’è troppa e la pressione s’intasa in determinati punti. La terapia ristabilisce il giusto flusso energetico e lo riequilibra, guarendo la patologia e mantenendo la persona in salute secondo un’idea medico-filosofica che, ovviamente, non corrisponde all’anatomia. C’è poi un’altra forma di shiatsu più vicina al nostro pensare scientifico occidentale: la pressione su determinati punti del corpo favorisce la produzione di endorfine, ovvero di ormoni che hanno delle notevoli proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie e decontratturanti, che provocano infine distensione e rilassamento.

Canoa: sport, natura e relax

8 luglio 2014 Posted by Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Canoa: sport, natura e relax”

In estate trascorriamo meno tempo al volante o alla scrivania. Quale momento migliore per praticare dello sport all’aria aperta, senza trascurare i bagni e la tintarella?

Tutto ciò è possibile andando in canoa, l’ideale per chi desidera trascorrere il tempo libero in movimento all’aria aperta, approfittando di qualche momento di relax.

Pagaiare lontani dal caos, dalla folla e in un ambiente naturale, riduce lo stress e crea un senso di rilassamento. Insomma si riesce davvero a “staccare la spina”.

La canoa, inoltre, è adatta anche a coloro che invece preferiscono un’attività fisica più intensa. Il ritmo e la velocità della pagaiata determinano uno sforzo fisico che, per un soggetto di circa 70 kg, equivale a cica 270 kcal bruciate in un’ora. L’efficacia del gesto sull’apparato muscolare è evidente, basta guardare il fisico di un canoista agonista. I muscoli coinvolti sono soprattutto quelli di braccia, gambe, spalle e tronco. Il movimento ha effetti positivi anche sul sistema cardiovascolare e respiratorio. Andare in canoa è davvero utile per chi vuole migliorare la propria resistenza e svolgere un’attività aerobica, e come tutti i lavori aerobici è ottimo per buttare giù qualche chilo. Tra i vari sport da spiaggia la canoa è affascinante perché dà la possibilità di muoversi sull’acqua e scoprire, ad esempio, nuove calette, talvolta accessibili solo via mare; oppure, pagaiando con ritmo lento e costante, si può seguire il litorale, fatto tante volte da terra, ammirando il panorama dalla parte opposta.

Non più, dunque, ore al sole sdraiati sul lettino come lucertole, ma una fuga da spiagge affollate e una tonificante attività fisica.

Come cominciare. Un primo approccio può essere sicuramente in vacanza. Su molte spiagge è possibile fittare una canoa, inoltre lidi e villaggi turistici organizzano spesso escursioni guidate adatte anche ai principianti. Se poi scocca la scintilla, e si decide di praticare questo sport, che consente di vivere il mare, i fiumi o i laghi, nel rispetto della natura, ci si può iscrivere in uno dei numerosi circoli presenti in tutta Italia, che saranno pronti ad accogliere nuovi appassionati.

 

Mal di schiena? Ecco come curarlo

8 aprile 2014 Posted by Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Mal di schiena? Ecco come curarlo”

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Il 70% dei problemi alla schiena sono localizzati nella zona lombare (parte bassa della colonna) dove si trovano le vertebre che maggiormente risentono delle posture e dei movimenti scorretti.

I più frequenti motivi per cui la schiena protesta sono i seguenti:

 

Contrattura: Una posizione non corretta, nel nostro caso guidare o stare alla scrivania, un movimento sbagliato possono provocare un irrigidimento dei muscoli.

 

Slittamento delle vertebre: avviene più frequentemente tra la quinta lombare (L5) che slitta sulla prima sacrale (s1). Le terminazioni nervose intrappolate tra le due vertebre si infiammano provocando dolore alla schiena e alle gambe.

 

Ernia del disco: accade quando una parte del disco intravertebrale (cuscinetto che distanzia due vertebre) dopo essere stato compresso ed espulso, va a premere i nervi dando un dolore acuto e invalidante.

 

Gambe di lunghezza differente: Questo problema è molto più frequente di quanto si creda. Fino a 1,5 millimetri la colonna vertebrale compensa senza grossi problemi, ma se si superano tali valori l’ asimmetria provoca posture scorrette con conseguente dolore.

 

Come intervenire

La meccanica della schiena è fatta per muoversi, quindi in una prima fase di dolore acuto sicuramente intervenire con farmaci analgesici e antinfiammatori è opportuno. Quando il dolore si sarà attenuato per l’effetto farmacologico, è possibile compiere massaggi e stretching per allentare le contratture, esercizi per rinforzare schiena e addominali in modo da formare un bustino di muscoli, e imparare a muoversi correttamente

 

Come guidare

Lo schienale deve essere inclinato di 5-10 gradi all’indietro rispetto ai 90 gradi per scaricare la colonna, ma attenzione non di più. Guidare quasi sdraiato aumenta l’affossamento della parte bassa della schiena.