Contratto di agenzia a tempo determinato: diritto all’indennità di fine rapporto

8 aprile 2015 Posted by Articoli, L'avvocato risponde 6 thoughts on “Contratto di agenzia a tempo determinato: diritto all’indennità di fine rapporto”

La disciplina del trattamento di fine rapporto per l’agente di commercio a tempo determinato costituisce una delle questioni più delicate in tema di agenzia.

Come è noto l’agente, al termine del rapporto di lavoro, ha diritto a ricevere dal preponente una indennità di fine rapporto che risulta regolata dall’art. 1751 c.c., modificato dai D.Lgs. n.303/1991 e n.65/1999 che hanno recepito la direttiva 86/653/CEE.

Prima che intervenissero le modifiche legislative, l’articolo in questione stabiliva che: “all’atto dello scioglimento del contratto a tempo indeterminato, il preponente è tenuto a corrispondere all’agente un’indennità proporzionale all’ammontare delle provvigioni liquidategli nel corso del contratto e nella misura stabilita dagli accordi economici collettivi, dai contratti collettivi, dagli usi o, in mancanza, dal giudice secondo equità“ (testo introdotto dalla legge n.911 del 1971).

L’indennità era dunque dovuta, a prescindere dagli eventi che caratterizzavano il rapporto negoziale, all’atto della cessazione del solo contratto di agenzia a tempo indeterminato.

Ad integrare l’articolo in esame intervenivano, secondo il disposto legislativo, gli accordi economici collettivi che disciplinavano e disciplinano tuttora, l’indennità di cessazione del rapporto prevedendo due distinte voci, all’epoca del tutto svincolate da ogni valutazione meritocratica circa l’attività prestata dall’agente (F.i.r.r., fondo indennità risoluzione rapporto ed Indennità suppletiva di clientela).

Orbene, l’art. 1751 c.c., nel testo modificato dal decreto legislativo n. 303/1991, così esordi­sce: “All’atto della cessazione del rapporto, il preponente è tenuto a corrispondere all’agente un’indennità (…).

La norma, diversamente da quanto previsto nella versione precedente al menzionato decreto legislativo, non limita il riconoscimento del dirit­to all’indennità di fine rapporto all’ipotesi di scio­glimento del contratto a tempo indeterminato.

In attuazione della direttiva CEE 653/86, all’atto della cessazione del rapporto il preponente è tenuto a corrispondere all’agente un’indennità laddove questi abbia a) procurato nuovi clienti o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti ed il preponente riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti, b) che il pagamento di tale indennità si equo e c) che la cessazione non sia imputabile all’agente.

Il comma 3, prevede, inoltre, un limite massimo per la liquidazione dell’indennità che non può superare l’importo medio di una annualità di provvigioni da calcolare con riferimento all’ultimo quinquennio e si conclude con una generale previsione di inderogabilità a svantaggio dell’agente.

Pertanto, in pre­senza delle condizioni costitutive di tale diritto enucleate nello stesso articolo, è evidente che il legislatore ne ha voluto estendere appunto l’applicazione anche al caso di cessazione del contratto per decorrenza del periodo di durata convenuto dai contraenti.

Ad analoga conclusione si arriva esaminando la disciplina dettata in materia dagli Accordi Economici Collettivi.

In dettaglio, l’A.E.C. Industria del 30 luglio 2014 – che disciplina il rapporto di agenzia per cui è causa unitamente alle norme del codice civile – all’art. 4 stabilisce che: “le norme previste nel presente accordo si applicano anche al contratto a tempo determinato in quanto compatibili con la natura del rapporto, con esclusione comunque, delle norme relative al preavviso di cui all’art. 9”, mentre l’A.E.C. Commercio del 16 febbraio 2009, all’art. 2 che: “Le norme contenute nel presente Accordo, ivi compresi i successivi articoli 12 e 13, in materia di indennità di fine rapporto, in quanto compatibili con la natura del rapporto, si applicano anche ai contratti a tempo determinato, con esclusione comunque delle norme relative al preavviso”.

Dall’espresso riferimento agli artt. 12 e 13, che appunto disciplinano l’indennità di fine rapporto (F.i.r.r., Indennità suppletiva di clientela ed indennità meritocratica), si deduce senza alcun dubbio, che l’agente ha diritto a tali emolumenti anche in caso di cessazione del contratto per scadenza del termine.

Non sussistono, dunque, incompatibilità tra le norme in materia di indennità di fine rapporto e la figura del contratto a termine; incompatibilità che si limitano semmai alla sola applicazione dell’istituto del preavviso.

A fugare qualsivoglia dubbio è intervenuta una recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione che ha riconosciuto “il diritto all’indennità di cessazione del rapporto di agenzia in ragione della durata del contratto stesso, anche nel caso di cessazione di un contratto determinato. L’art. 1751 c.c., nella nuova formulazione, prevede, infatti, la corresponsione di detta indennità “all’atto della cessazione del rapporto…”, senza alcuna ulteriore specificazione e distinzione tra la cessazione del rapporto a tempo determinato e quella a tempo indeterminato, in attuazione della direttiva 86/653/CEE del 18 dicembre 1986″ (sent. 04 settembre 2014 n. 18690).

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6 thoughts on “Contratto di agenzia a tempo determinato: diritto all’indennità di fine rapporto”

  1. Antonio ha detto:

    Vorrei sapere se un contratto a tempo determinato ma con proroga di anno in anno ha diritto alla liquidazione del firr annualmente e all’indennità di fine rapporto di ogni anno.
    Grazie

    1. webmaster ha detto:

      Buon pomeriggio,
      in merito al quesito da Lei posto, Le comunico che il rapporto di agenzia, anche se a tempo determinato, è da intendersi senza soluzione di continuità.
      La mandante non è quindi tenuta a liquidare annualmente le indennità in quanto non v’è interruzione.
      Per maggiori informazioni, se è residente in Campania contatti la USARCI-LANARC, ai recapiti indicati al seguente link: USARCI-LANARC. In alternativa controlli la sede USARCI a lei più vicina cliccando il seguente link: sedi USARCI. Grazie e a presto.

  2. stefano ha detto:

    Buonasera,
    nel 2017 avevo un contratto come agente di commercio a tempo determinato, con data di inizio e fine specificate. Nel 2017 l’azienda ha cambiato ragione sociale mantenendo pero’ la stessa partita iva della vecchia in quanto affitto di ramo di azienda. Il mio contratto nel frattempo è scaduto e mi è stato proposto un nuovo contratto, con la nuova ragione sociale e p.i., sempre a tempo determinato per la durata di un altro anno con alcune clausole aggiuntive che ho accettato. Dopo questo preambolo la mia domanda riguarda circa il diritto di richiedere il Firr e l’indennita ISC per l’attività del primo anno.
    Ringraziandola anticipatamente per la risposta le invio cordiali saluti

    1. webmaster ha detto:

      Gentile lettore, sarebbe opportuno far valutare il suo caso da un legale. Se è residente in Campania contatti pure la USARCI-LANARC, ai recapiti indicati al seguente link: USARCI-LANARC. In alternativa controlli la sede USARCI a lei più vicina cliccando il seguente link: sedi USARCI. Grazie e a presto.

  3. Riccardo ha detto:

    Buongiorno,
    Ho un contratto da agente di commercio a tempo determinato nel quale è indicato la possibilità di recesso ad effetto immediato di una delle parti, purchè si corrispondano le relative indennità, che guardando bene sono le stesse applicabili in un contratto a tempo indeterminato ma non in un contratto a tempo determinato, secondo cui (a quanto pare) la preponente dovrebbe portare il contratto sino alla data indicata (poiché il tempo determinato non prevederebbe il recesso) se non con il pagamento per intero di quanto maturerebbe a scadenza. Vero è che è stato sottoscritto da tutte e due le parti ma in caso di litigio e impugnazione quale fa fede? 1000 grazie. Ps. il contratto, alla fine, fa riferimento al codice civile e al contratto nazionale agenti.

    1. webmaster ha detto:

      Gentile lettore, i nostri consulenti legali ci confermano che le indennità spettanti all’agente che ha un rapporto a tempo determinato sono uguali a quelle che spettano all’agente che abbia un rapporto a tempo indeterminato. Per approfondire può consultare il seguente link: https://www.usarcilanarc.it/contratto-di-agenzia-a-tempo-determinato-diritto-allindennita-di-fine-rapporto/
      Grazie e continui a seguirci sul blog e sui canali social.

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