Crescita lenta, pesa instabilità politica internazionale

19 Luglio 2016 Posted by Articoli 0 thoughts on “Crescita lenta, pesa instabilità politica internazionale”

Luca Clemente

«Prosegue la fase di crescita moderata dell’economia italiana sostenuta dal miglioramento dei ritmi produttivi dell’attività manifatturiera e dai primi segnali di ripresa delle costruzioni». L’ultima nota mensile dell’ISTAT, relativa a giugno e pubblicata il 5 luglio, descrive una situazione economica in lieve crescita, trainata «dal recupero della redditività delle imprese e da un aumento dell’occupazione».

Tuttavia in questo contesto «segnali meno favorevoli provengono dai consumi, dal clima di fiducia delle famiglie e dalle imprese dei servizi». Ciò, secondo l’istituto nazionale di statistica, potrebbe comportare un «rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine».

pilSu base annua, i dati definitivi relativi del 2015, pubblicati il 27 giugno 2016, ci consegnano un Paese in crescita. A trainarlo, ancora una volta, le regioni del Nord-Ovest, ma è il Sud a far registrare le performances più interessanti. Il Mezzogiorno, con un +1%, «registra il primo recupero del Pil dopo sette anni di cali ininterrotti. La crescita del valore aggiunto è considerevole nel comparto agricolo (+7,3%), ma incrementi di un certo rilievo si osservano anche in quello del commercio, pubblici esercizi, trasporti, telecomunicazioni (+2,6%) e nelle costruzioni (+1,4%)». «L’industria in senso stretto segna invece una variazione quasi nulla, mentre il settore dei servizi finanziari, immobiliari e professionali è l’unico a presentare un calo (-0,6%)».

SPREAD gen-lug 2016Lo spread negli ultimi tre mesi è peggiorato stabilizzandosi intorno ai 130 punti base. Ad influire negativamente sul differenziale tra i BTP italiani e i Bund tedeschi sono state le incertezze dei mercati influenzati anzitutto dalla Brexit, e poi dalla minaccia del terrorismo internazionale.

Nel 2015 si registrano progressi anche sul piano dell’occupazione. Essa, misurata in termini di numero di occupati, è cresciuta, dello 0,6%.tassodisoccupazione Anche in questo ambito le performance migliori appartengono al Sud. Secondo ISTAT «a livello territoriale, l’aumento maggiore si osserva nelle regioni del Mezzogiorno (+1,5%), seguite da quelle del Nord-Ovest e del Centro (in entrambe +0,5%), mentre il Nord-est segna un calo dello 0,5%».

Per quanto riguarda i prezzi, a giugno l’ISTAT rileva che «l’inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,2% (era -0,3% a maggio), ma c’è da dire che le dinamiche deflazionistiche di prezzi «sono da attribuire all’ampio calo dei prezzi dei Beni energetici (-7,5% rispetto a giugno 2015), sebbene meno intenso di quello registrato a maggio.prezzialconsumo Al netto di questi beni l’inflazione, anche se in lieve ridimensionamento, resta positiva e pari a +0,4% (era +0,5% a maggio)».

 

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