Eclisse di fiducia

29 Marzo 2013 Posted by Articoli, Economia 0 thoughts on “Eclisse di fiducia”

Beppe Grillodi Luca Clemente

L’interpretazione più verosimile delle ultime votazioni è che il Movimento 5 Stelle ha vinto perché ha saputo comunicare agli italiani le cose come stanno. Ovvero che i mali del Paese hanno prodotto una spaccatura nella società che i cittadini non sono più disposti a tollerare. Una frattura tra chi accumula incarichi, profitti e privilegi, e chi invece si trova ai margini del sistema produttivo, sebbene sia anch’esso portatore di diritti e quindi pienamente legittimato a farne parte.

Ciò non significa che la ricetta proposta dai 5 Stelle, ovvero il programma di 20 punti sottoposto anche al Capo dello Stato durante le ultime consultazioni, ne sia l’unico rimedio, ma non si può negare che rappresenti per l’Italia la via maestra per uscire dalla crisi e per intraprendere una fase di sviluppo.

In particolare il taglio dei costi della politica, l’elezione diretta dei parlamentari, la rimodulazione del sistema del Welfare rappresentano le condizioni necessarie ed indispensabili a legittimare qualunque azione di governo. Non tanto e non solo in termini di risparmio, in realtà relativamente influente, bensì per il loro valore simbolico.

Per uscire dalla crisi occorre uno sforzo collettivo, da parte di tutta la società civile, anzitutto da parte della classe dirigente, la quale è oltretutto investita del compito di educare i cittadini, di indicare loro la strada da intraprendere per lo sviluppo armonioso del tessuto sociale. E per far ciò i politici non possono prescindere dal dare il buon esempio. Senza di esso gli elettori, ormai pervasi dalle sollecitazioni provenienti dalla rete, riconosceranno l’ombra dell’”inciucio” nelle scelte di governo, e si opporranno, anche con maggiore forza, accordando le preferenze al partito che saprà interpretare meglio il cambiamento.

Dal canto loro gli agenti di commercio, il cui guadagno è costituito dalle provvigioni sul fatturato, frutto di un lavoro usurante fatto di centinaia di chilometri percorsi in macchina e decine di appuntamenti al mese, hanno contribuito in maniera concreta al risanamento dei conti pubblici. Sotto il governo Monti, infatti, sono aumentate sensibilmente le aliquote contributive della pensione Enasarco, e anche gli agenti di commercio già titolari di pensione pagheranno per gli anni 2012 e 2013 un contributo di solidarietà nell’ordine dell’1%.

Il prossimo Esecutivo, a prescindere dallo schieramento politico di cui farà parte, non dovrà e non potrà ignorare questi sacrifici. La democrazia partecipativa che si sta affermando nel Paese con tutta probabilità non lo consentirà, e a beneficiarne sarà la maggioranza produttiva del Paese.

 

 

 

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