Export area Med: bene l'Italia, meglio Germania, Usa e Cina

22 Novembre 2013 Posted by Articoli 0 thoughts on “Export area Med: bene l'Italia, meglio Germania, Usa e Cina”

Cargo ships moored on the Bosphorus in IstanbulImport – Export nel Mediterrnaeo: presentato il terzo rapporto annuale SRM

 

Cresce l’interscambio commerciale tra Italia, in particolare il Sud, e gli altri paesi del Mediterraneo:+ 76% dal 2001 al 2013.

Lo rivela l’ultima il terzo rapporto annuale di SRM, il centro studi sul Mediterraneo, presentato oggi a Napoli nella sede centrale del Banco di Napoli.

Il Mezzogiorno d’Italia, dopo il Nord Ovest con 19 miliardi di euro, è la macroregione che ha fatto registrare risultati migliori, con 14,7 miliardi di euro, quasi il triplo rispetto alle rimanenti aree del Paese.

Questo risultato si riverbera positivamente sulla marina mercantile italiana, perché il 76% dell’interscambio verso l’area Med avviene via mare, e il Belpaese è leader in Europa nello Short Sea Shipping del Bacino del Mediterraneo, con il 37,5% del totale delle merci trasportate.

Insomma buone notizie per l’export italiano arrivano dal versante mediterraneo, che anche nel primo semestre del 2013 ha fatto registrare un +3,9%, sebbene altri competitor come Germania, Cina e Usa crescano a ritmi più serrati.

Soddisfazione per i risultati raggiunti è stata espressa dai principali relatori intervenuti alla presentazione: Maurizio Barracco, presidente Banco di Napoli; Franco Gallia, direttore generale Banco di Napoli; Massimo Deandreis, Direttore Generale di SRM.

Per Barracco «l’attuale crisi economica non ci fa ben sperare su una crescita interna dei consumi. L’unico dato positivo di questi ultimi anni è la crescita degli scambi commerciali, tra l’Italia e i paesi dell’area Mediterranea nel periodo 2001-2013, e la costante crescita dell’export italiano e del Mezzogiorno verso quest’area. Questo è certamente conseguenza del fatto che si tratta di paesi con tassi di crescita positivi, in particolare Turchia e Marocco, nonostante le note difficoltà di carattere sociale e politico di nazioni come ad esempio l’Egitto. Ma la vicinanza geografica e culturale con i paesi del Mediterraneo è un fattore molto importante sul quale il Mezzogiorno deve assolutamente puntare».

Gallia ha invece sottolineato come il rapporto di SRM aiuti nel «”viaggio” di esplorazione dei rapporti economici tra l’Italia, e il Sud in particolare, e i paesi dell’Area Med. Il Banco di Napoli – ha aggiunto -, è da sempre vicino con le proprie risorse, con prodotti specifici con un’ampia offerta di servizi alle PMI che vogliono internazionalizzarsi e che sono alla ricerca di nuovi mercati e nuove occasioni di crescita. Sempre più aziende italiane e meridionali stanno investendo risorse e avviando attività nelle regioni del Mediterraneo e peraltro molte di queste sono state accompagnate dal nostro Gruppo nelle loro scelte imprenditoriali.

Va sempre ricordato – ha concluso – che investire sul rafforzamento delle relazioni economiche nel Mediterraneo non significa solo seguire la strada dell’interesse economico, ma anche porre le basi per un durevole rafforzamento della stabilità politica e sociale di un’area a noi molto vicina».

Deandreis, infine, ha ricordato che «i dati contenuti nel Rapporto 2013 mostrano, con ancora maggiore chiarezza rispetto agli anni passati, l’importanza che sta assumendo l’interscambio commerciale tra l’Italia e il Sud Mediterraneo cresciuto del 76,8% dal 2001 a oggi. Inoltre molte imprese italiane, anche del Mezzogiorno, iniziano a cogliere queste potenzialità; non a caso è in crescita il numero di aziende a capitale italiano che sono presenti in questi Paesi e che da lì operano a vasto raggio. Circa 2000 imprese italiane, solo contando Turchia, Tunisia e Marocco.

Tuttavia, osservando i dati più recenti, si nota che il nostro Paese ha una quota d’interscambio manifatturiero inferiore alle sue potenzialità e sta perdendo il suo primato a favore di altri players quali Germania, Stati Uniti e Cina che crescono a ritmi più serrati.

Questi paesi hanno compreso bene – anche meglio dell’Italia che pure ha il vantaggio della vicinanza geografica e culturale – l’importanza strategica della sponda Sud del Mediterraneo anche come porta di accesso verso altri mercati limitrofi dell’Africa e del Medio Oriente».

I temi emersi dalla presentazione del rapporto sono poi stati discussi nella tavola rotonda “La centralità del Mediterraneo per l’economia italiana e del Mezzogiorno”, moderata da

Alessandro Barbano, Direttore de “Il Mattino”, cui hanno partecipato Sergio Arzeni, CFE-OCSE; Vincenzo Camporini, Vice Presidente IAI-Istituto Affari Internazionali; Mourad Fradi, Presidente Camera di Commercio Italo-Tunisina a Tunisi; Alfonso Iozzo, Movimento Federalista Europeo; Maurizio Massari, Ambasciatore della Repubblica Italiana in Egitto; Yasmina Sbihi, Country Director per l’Italia dell’Agenzia marocchina per lo sviluppo degli investimenti.

 

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