Giovani imprese, contro la crisi puntare su capitale umano e investimenti

22 Dicembre 2012 Posted by Articoli 0 thoughts on “Giovani imprese, contro la crisi puntare su capitale umano e investimenti”

GAGECOM-GIOVANI IMPRENDITORINapoli, 19 dicembre 2012. SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) presenta i risultati del secondo numero dell’Osservatorio Giovani Imprenditori relativo alle caratteristiche strutturali e alle dinamiche congiunturali dell’imprenditoria giovanile in Italia, ed in particolare nel Mezzogiorno. In questo numero, da oggi on-line su www.sr-m.it , l’analisi congiunturale (quadrimestrale), oltre a monitorare il clima di fiducia e più in generale il sentiment economico dei Giovani Imprenditori, si concentra sui temi dell’occupazione e degli investimenti. «L’imprenditorialità giovanile rappresenta un valore importante per la competitività del territorio – dichiara Massimo Deandreis Direttore Generale di SRM – e con il nostro Osservatorio abbiamo evidenziato che, nonostante il perdurare della crisi economica e il conseguente clima di sfiducia, i Giovani Imprenditori reagiscono puntando sui fattori strategici della competitività, riconoscendo l’importanza del capitale umano e degli investimenti, più di coloro che nel settore operano già da diverso tempo. Ciò motiva ancor di più il nostro lavoro di monitoraggio, consapevoli che i giovani rivestono, nella nostra società, una delle opportunità fondamentali per la ripresa economica futura». I “NUMERI” DELL’OSSERVATORIO I risultati dell’Osservatorio congiunturale sulla percezione dei giovani imprenditori in merito alle principali variabili economiche, nel secondo quadrimestre del 2012, appaiono ancora non confortanti ma con qualche luce. Incide senz’altro il perdurante stato di crisi e di incertezza che colpisce l’intero sistema economico, senza risparmiare i giovani. L’indice di fiducia dei giovani imprenditori continua ad essere inferiore a 100 (valore oltre il quale il clima di fiducia è positivo), diventando ancora più negativo: da 93,6 nel 1° Quadrimestre scende a 92,5 nel 2° Quadrimestre. Anche nel Mezzogiorno si rileva un peggioramento del clima di fiducia (da 96 a 93,3), ma si conserva un livello migliore del dato nazionale. Sull’inasprimento della fiducia di tali imprenditori incide in modo particolare il trend negativo degli ordini, il cui saldo medio ponderato (la differenza tra quanti dichiarano ordini in aumento e quanti dichiarano ordini in flessione) scende a -44,6 punti percentuali in Italia (era di -34,9 p.p. nel 1° quadrimestre) e -43 punti percentuali nel Mezzogiorno (era -23,2 p.p.). Migliorano, invece, anche se lievemente, la dinamica delle altre due variabili dell’indice di fiducia: le attese sulla produzione relative al prossimo quadrimestre (anche se il giudizio medio continua a essere negativo) e le scorte. Con riferimento alle singole regioni meridionali, la Basilicata è quella che si caratterizza per un clima economico più negativo (indice di fiducia pari a 84,1); la Calabria è invece la regione con l’indice di fiducia più elevato e positivo (100,6). Migliore rispetto al dato meridionale, anche se negativo, è il clima di fiducia dei Giovani Imprenditori in Molise (98), Sicilia (95,2) e Sardegna (94,2). Per la Campania, la Puglia, e l’Abruzzo, infine, si rileva un indice di fiducia negativo ed inferiore al dato medio meridionale (rispettivamente 92,4 e 91,3 e 90,8). Il peggioramento del clima di fiducia o comunque la sua negatività ha condizionato anche la percezione che gli imprenditori giovani hanno rispetto all’andamento “attuale” dell’economia. Prevalgono, infatti, in Italia, tra i giovani imprenditori, giudizi negativi sull’andamento attuale dell’economia (-70,4) in misura anche maggiore rispetto al 1° quadrimestre (-63,5) ed alle previsioni che erano state fatte per i successivi 4 mesi (-49,4). Tra le quattro macroregioni, il Mezzogiorno registra il saldo meno negativo -55,8, (era -44,1). Migliorano, invece, i giudizi sull’andamento prospettico dell’economia per i prossimi 4 mesi, ma restano sempre negativi; in questo caso il saldo è di -56,8 per l’Italia e di -45,9 per il Mezzogiorno. Nonostante il clima di sfiducia, questa particolare tipologia di imprese, risponde alla crisi puntando sui fattori strategici della competitività, riconoscendo l’importanza della cura e della crescita del capitale umano e dell’impegno e l’attenzione per l’attività degli investimenti, più di coloro, come si evince dai giudizi espressi, che nel settore operano già da diverso tempo e magari, e per le esperienze e per il posizionamento di mercato raggiunto, avrebbero migliori capacità e possibilità di puntare su tali driver. Focus Occupazione Per il fattore “occupazione”, la positività delle risultanze rilevate per l’Italia lascia sottendere l’elevata importanza ed attenzione che i giovani imprenditori prestano al capitale umano. Risultati positivi e, nel caso specifico, anche migliori rispetto alle altre aree geografiche, si riscontrano nel Mezzogiorno, anche se occorre precisare che tali imprenditori operano in un contesto meno solido e competitivo e meno stressato dalla concorrenza nazionale ed internazionale. In particolare prevalgono i giudizi positivi dei giovani imprenditori meridionali in ordine alla capacità di accedere a figure professionali (27,2), alla presenza di personale giovane nella propria azienda (36,8), alla capacità di stimolare il personale (18,2), agli investimenti nella formazione per il personale (13,2), al coinvolgimento del personale rispetto agli obiettivi aziendali (27,8). Si è indagato inoltre sull’opinione dei giovani imprenditori rispetto ad alcuni punti chiave della riforma del lavoro del governo Monti, quali gli effetti sulla flessibilità in entrata ed in uscita, ma anche sulla contrattazione di secondo livello, sugli incentivi all’occupazione e sulla detassazione sul lavoro. I giudizi dati dai giovani imprenditori sugli interventi messi a punto dal governo nazionale in materia di lavoro non sono positivi né in Italia ne tanto meno nel Mezzogiorno. Focus Investimenti In riferimento al fattore “investimenti”, dall’analisi risulta che i giovani imprenditori italiani dichiarano di essere più propensi degli altri imprenditori a realizzare investimenti (giudizio medio 8,5) ma ritengono di avere meno capacità di reperire finanziamenti pubblici e privati e di rivolgersi a strutture e personale qualificato. Anche gli imprenditori giovani meridionali manifestano una buona percezione di sé, rispetto al sistema generale delle imprese, nella propensione ad investire (un saldo positivo di 19,3) ma, a differenza del dato nazionale, esprimono un giudizio positivo anche nella realizzabilità dei progetti di investimento, mediante il reperimento di risorse pubbliche (4,7) e nella possibilità di rivolgersi a strutture e personale qualificato(12,9) quando mancano all’interno. Positivo è poi il giudizio sulla loro capacità di selezionare investimenti strategici per la propria azienda (un saldo positivo pari a 22,8, in Italia 10), nella propensione ad investire in elementi che migliorino la capacità innovativa (un saldo positivo pari a 20,8). Tali risultanze sono migliori di quanto rilevato a livello nazionale ed in particolare in tutte le altre aree geografiche (nel Nord-Est e nel Centro prevalgono giudizi negativi). Infine è, negativo il saldo (-2,6) relativo alla propensione ad investire ed aprire sedi all’estero per favorire il processo di internazionalizzazione aziendale. Ciò può essere il segnale di una maggiore difficoltà per il giovane imprenditore di rapportarsi ai mercati lontani rispetto a quanto avviene per gli imprenditori più “esperti”. Comunque anche se negativo la percezione dei giovani imprenditori meridionali risulta in questo caso migliore se confrontato con il dato nazionale (-12,9).

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