I conti migliorano, ma di poco

10 Ottobre 2014 Posted by Articoli, Economia 0 thoughts on “I conti migliorano, ma di poco”

L’economia italiana migliora a fatica, ostacolata dalla crisi globale e dalla turbolenta vita politica del Paese.pil

Il PIL, secondo le ultime rilevazioni ISTAT aggiornate al secondo trimestre 2014 (grafico n°1), continua a crescere, ed ha raggiunto i -0,2 punti percentuali, che rappresenta il miglior risultato dal picco negativo di -2,8 punti registrato nel quarto trimestre del 2012.spread giorniLo spread, il differenziale tra i BTP italiani e i BUND tedeschi, indice che in estrema sintesi consente di accertare la stabilità dell’economia del Paese, è contenuto e stabile sotto i 150 punti base, molto lontano dal picco negativo di 550 punti base registrato alla fine del 2011 (foto accanto). Sul fronte dell’inflazione va segnalato un ulteriore ribasso (grafico n° 3). Secondo l’ISTAT «nel mese di settembre 2014, secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,3% rispetto al mese precedente, e dello 0,1% nei confronti di settembre 2013 (lo stesso valore rilevato ad agosto).prezzialconsumo Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l'”inflazione di fondo” è stabile a +0,5%; al netto dei soli beni energetici, scende a +0,3% (da +0,4% di agosto).Ciò conferma la debolezza ciclica dell’economia italiana che si accompagna al rallentamento dell’area euro. Il deterioramento dei ritmi produttivi riflette la carenza di domanda interna che colpisce soprattutto gli investimenti.

Negli ultimi due mesi, la fiducia delle imprese italiane è arretrata sui valori di inizio anno, con perdite più marcate nei settori dei servizi. Tuttavia il deprezzamento del cambio dell’euro verso il dollaro porterebbe ad una ripresa delle esportazioni».

Le note dolenti vanno ricercate invece nell’annosa questione della disoccupazione giovanile e nel divario di ricchezza tra Nord e Sud del Paese. Sul primo punto va detto che il tasso di disoccupazione relativo agli under 25 ha superato il 44,2%, sebbene quello complessivo abbia fatto registrare un lieve miglioramento, passando al 12,3 dal 12,6 (grafico n°4).tassodisoccupazione

Sul divario tra le macro aree italiane è emblematica la sintesi contenuta nell’annuale studio SVIMEZ sull’economia del Mezzogiorno, pubblicato il 30 luglio, secondo cui «il divario di Pil pro capite tra Centro-Nord e Sud nel 2013 è sceso al 56,6%, tornando ai livelli di dieci anni fa».

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