I menefreghisti

8 Aprile 2014 Posted by Articoli, Sindacato 0 thoughts on “I menefreghisti”

i menefreghisti

E’ stato, quello conclusosi con il convegno del 24 marzo presso la Camera di Commercio, un periodo molto intenso per la nostra associazione.

Ebbene, chiusa la manifestazione, devo confessare la mia insoddisfazione per l’impegno che gran parte dei nostri colleghi pone nei confronti delle associazioni di categoria.

L’interesse che essi mettono nella salvaguardia dei diritti che sono stati, negli anni, faticosamente conquistati, è inversamente proporzionale alle richieste che poi vengono rivolte ai responsabili delle associazioni.

Il titolo dell’articolo è provocatorio, e vuole far riflettere sulla necessità di un’ampia condivisione delle problematiche associative e sindacali da parte dei suoi componenti che invece se ne disinteressano anche in occasioni importanti quali l’incontro tematico appena trascorso.

La nostra associazione, impegnando risorse economiche e fisiche, ha ritenuto produrre il convegno di cui sopra, proprio per stimolare una riflessione alla categoria, affinché essa stessa si possa confrontare con il presente e provare a immaginare un futuro.

I relatori che si sono succeduti, Maurizio Maddaloni, presidente della CCIA di Napoli, Mario Raffa, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Gestionale della Federico II, unitamente ai nostri valenti consulenti fiscali e legali, Mario Marsico e Alessandro Limatola, nonché i vertici Nazionali del Sindacato USARCI nelle persone del presidente Umberto Mirizzi e del segretario Antonello Marzolla, hanno tracciato un quadro della situazione, in riferimento alle loro aree di competenza, di cui troverete ampia sintesi nel giornale.

Ritenevo che le problematiche messe in campo, le analisi ampie e puntuali, potessero essere elemento migliorativo allo svolgimento della nostra professione, ma il disinteresse mostrato dai nostri colleghi a proposito dell’evento, m’induce a pensare che siamo tutti legati alla sola risoluzione dei problemi immediati, e non riusciamo a progettare in nessun modo il futuro. Eppure dovrebbe essere evidente che il nostro futuro è legato alla capacità di saperlo concertare.

La nostra associazione sindacale regionale è impegnata su questo fronte.

Stiamo lavorando con le altre componenti dell’USARCI per creare un network che consenta una qualificazione e riqualificazione della figura dell’agente di commercio interagendo con alcune Università Italiane.

Scriveva su questo giornale nell’ottobre del 1965 il primo presidente di quest’associazione, dott. Ferdinando Cortese “E’ il caso di un assenteismo che, se è riprovevole verso se stessi, comporta, nell’ambito della difesa di un interesse collettivo, un’evidente possibilità di autolesionismo che si estende indiscriminatamente a un’intera categoria”.

A fronte di ciò invece alcuni colleghi di altre regioni hanno messo a punto un meccanismo di cooperazione che ci permetterà di acquistare l’auto, bene primario per la categoria, con sconti fino al 40% sul prezzo di listino. Si, leggete bene, il 40%!

Tutto ciò è stato possibile solo creando un gruppo o, come si dice, facendo massa critica.

Vi sono tante altre iniziative in cantiere, che possono essere elaborate soltanto con l’aiuto di tutti. Non bisogna mai dimenticare che la nostra vera forza è rappresentata dai numeri. La categoria conta su 250mila iscritti in Italia, eppure la nostra mancanza di partecipazione, il nostro disinteresse, ci danneggia al punto che in politica diventa difficile trovare una sponda.

Neppure quando si parla di PIL, siamo menzionati, eppure noi agenti movimentiamo il 72% del Prodotto Interno Lordo Nazionale.

Mi voglio augurare che coloro i quali leggeranno queste poche righe possano, mossi dalla curiosità di sapere altro, venire a trovarci in associazione, dove potremo approfondire questo discorso.

 

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