Indennità per la cessazione del rapporto d'agenzia

19 luglio 2016 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista 2 thoughts on “Indennità per la cessazione del rapporto d'agenzia”

In occasione di un recente incontro con gli associati LANARC si è avuto modo di verificare che esistono, ancora oggi, alcuni dubbi e incertezze sull’argomento per cui riteniamo affrontare nuovamente la tematica per fornire i chiarimenti del caso.

Per un corretto approccio al problema occorre fare riferimento sia alla normativa civilistica, sia alla contrattazione collettiva di settore.

 

  1. La normativa civilistica

Sostituendo il precedente articolo 1751 del codice civile il D.lgs. n. 303 del 10/9/1991 ha introdotto una nuova disciplina dell’indennità di cessazione del rapporto di agenzia, in linea prima con quanto previsto dalla Direttiva della Comunità Europea (art. 17 direttiva CEE 653/86) e successivamente dal disposto del D. Lgs. n. 65 del 15/2/1999.

L’attuale formulazione di tale articolo subordina il diritto all’indennità (la cosiddetta “indennità europea”) al verificarsi di una serie di condizioni, stabilendo testualmente che:

“All’atto della cessazione del rapporto, il preponente è tenuto a corrispondere all’agente un’ indennità se ne ricorrono le seguenti condizioni: l’agente abbia procurato nuovi clienti al preponente o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti e il preponente riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti; ………….L’indennità non è dovuta: quando il preponente risolve il contratto per un’inadempienza imputabile all’agente, la quale, per sua gravità, non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto; quando l’agente recede dal contratto a meno che il recesso sia giustificato da circostanze attribuibili al preponente o da circostanze attribuibili all’agente, quali età, infermità o malattia, per le quali non può essergli ragionevolmente chiesta la prosecuzione dell’attività; quando, ai sensi di un accordo con il preponente, l’agente cede ad un terzo i diritti e gli obblighi che ha in virtù del contratto di agenzia”.

In relazione al “quantum” lo stesso articolo prevede che:

“L’importo dell’indennità non può superare una cifra equivalente a un’indennità annua calcolata sulla base della media annuale delle retribuzioni riscosse dall’agente negli ultimi cinque anni e, se il contratto risale a meno di cinque anni, sulla media del periodo in questione”.

“Il pagamento di tale indennità sia equa tenuta conto di tutte le circostanze del caso, in particolare delle provvigioni che l’agente perde e che sono gli affari di tali clienti”.

Aggiunge poi: “Le disposizioni di cui al presente articolo sono inderogabili a svantaggio dell’agente”.

Orbene, per quanto riguarda le condizioni essenziali, l’indennità è dovuta (sull’esempio del sistema tedesco) tutte le volte che l’agente riesca a dimostrare, nel concreto, per quanto riguarda lo stato degli affari, l’esistenza, congiuntamente o alternativamente, delle seguenti condizioni:

  • di avere procurato nuovi clienti alla mandante;
  • di avere sviluppato gli affari con i clienti preesistenti.

E ancora, in entrambi i casi, deve verificarsi che il preponente riceva ancora sostanziali vantaggi dagli affari con tali clienti che l’agente lascia all’atto della risoluzione del rapporto.

L’indennità non spetta quando:

  • il contratto si sia risolto per inadempienza dell’agente che per la sua gravità non abbia consentito la prosecuzione anche provvisoria del rapporto;
  • il recesso sia avvenuto ad opera dell’agente (tranne i casi giustificati da malattia, infermità che non rendono possibile una ragionevole prosecuzione dell’attività) in base ad uno specifico accordo venga realizzata la cessione del contratto di agenzia.

Una volta sorto il diritto a favore dell’agente la valutazione dell’ammontare spettante viene effettuato non in base ad un criterio predefinito che porti ad un valore univoco ma   fissando unicamente un “tetto”, una “soglia”, un limite massimo che tale valore può raggiungere. Tale limite è costituito da un’annualità di provvigioni calcolata quale media delle provvigioni maturate (anche se la norma in maniera imprecisa parla di “retribuzioni riscosse”) dall’agente negli ultimi cinque anni o quale media del minore periodo del rapporto, se il contratto ha avuto esecuzione per meno di cinque anni. L’indennità in questione viene, quindi, valutata con un criterio di “equità”, con riferimento alle circostanze relative allo svolgimento del mandato nonché alle provvigioni che risultano dagli affari con i clienti procurati e che l’agente perde.

In ordine all’applicazione delle norme citate la puntualizzazione che la normativa civilistica in oggetto non è derogabile quando ciò si possa tradurre in uno svantaggio per l’agente comporta la disapplicazione delle citate disposizioni quando la loro applicazione possa risultare sfavorevole all’agente. Il che vuol dire, in altre parole, che la disposizione civilistica è da ritenersi prevalente sulla contrattazione collettiva o sulla contrattazione individuale ovvero la regolamentazione pattizia tra mandante ed agente quando essa sia più favorevole a quest’ultimo.

 

  1. La contrattazione collettiva

Come è noto gli Accordi Economici Collettivi sono stipulati fra le associazioni di categoria ed hanno natura privatistica. Ciò vuol dire che essi vincolano unicamente le parti che, attraverso l’adesione diretta alle relative associazioni stipulanti, indirettamente vi aderiscono.  Tali pattuizioni esplicano ugualmente la loro efficacia qualora le parti le abbiano richiamate nei contratti individuali.

In base a quanto previsto rispettivamente dagli Accordi attualmente in vigore:

  • AEC 30/07/2014 del settore Industria e cooperazione;
  • AEC 16/02/2009 per il Commercio.

L’indennità di fine rapporto si compone di due distinti emolumenti:

  • Indennità Risoluzione Rapporto (FIRR);
  • Indennità di clientela.

A queste si va ad aggiungere un’ulteriore particolare indennità che vuole, in presenza di taluni requisiti, remunerare l’agente in funzione di parametri che intendono   valutare il lavoro svolto dall’agente, e quindi i risultati raggiunti, nel corso   dell’attività svolta: Indennità aggiuntiva o meritocratica

È opportuno analizzare partitamente le singole indennità.

 

  1. L’ indennità di risoluzione del rapporto – firr

Alla cessazione del rapporto, secondo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, spetta all’agente una indennità calcolata in una certa misura percentuale sulla base delle provvigioni maturate con riferimento all’anno solare. Tale indennità, accantonata presso l’ENASARCO, spetta a tutti gli agenti, qualunque sia la forma giuridica dell’agenzia (ditta individuale, società di persone, società di capitali) la durata  del contratto (a tempo indeterminato o determinato) o la causa di risoluzione dello stesso,  ad  eccezione delle ipotesi in cui il recesso avvenga da parte della mandante  in conseguenza di violazioni contrattuali relative a ritenzione indebita di somme di spettanza della preponente, concorrenza  sleale, violazione del vincolo di operare in esclusiva per una sola ditta.

La liquidazione del FIRR all’agente è “automatica” nel senso che una volta che la mandante abbia comunicato l’avvenuta cessazione del rapporto, ENASARCO dovrà provvedere al pagamento di quanto dovuto all’agente medesimo. Alla risoluzione del rapporto il FIRR maturato nell’ultimo periodo a favore di quest’ultimo ma non ancora versato all’ENASARCO viene erogato direttamente all’interessato.  Così ad esempio viene liquidato all’agente l’importo del FIRR relativo all’anno solare precedente se la cessazione del rapporto avviene prima del 31 marzo o l’indennità maturata in corso d’anno se la cessazione avviene prima della fine dell’anno medesimo.

 

  1. Indennità suppletiva di clientela

Quando  il contratto si scioglie ad iniziativa della casa mandante per fatto non imputabile all’Agente o Rappresentante, sarà corrisposta dalla ditta preponente all’Agente o Rappresentante medesimo, in aggiunta all’indennità di risoluzione del rapporto , una indennità suppletiva di clientela, da calcolarsi sull’ammontare globale delle provvigioni per le quali è sorto il diritto al pagamento in favore dell’agente per tutta la durata del rapporto (dalla data di stipulazione del contratto alla data di risoluzione dello stesso) anche se le stesse somme non sono state interamente corrisposte al momento della cessazione del rapporto.

Pur avendo natura risarcitoria (e questo elemento ne caratterizza la tassazione) l’indennità suppletiva di clientela, al pari dell’indennità risoluzione rapporto e a differenza dell’indennità “meritocratica”, è sganciata da qualsiasi valutazione relativa all’attività dell’agente connessa allo sviluppo e al mantenimento della clientela nel tempo rispetto alla data di conferimento del mandato.

Elemento essenziale per il sorgere del diritto dell’agente o rappresentante alla liquidazione dell’indennità è, invece, la causa dello scioglimento del rapporto di agenzia. Solo se questa non è da attribuirsi a fatto imputabile all’agente l’indennità è dovuta. Non spetta quindi all’agente che effettui con le proprie dimissioni il recesso volontario dal mandato (tranne il caso in cui tali dimissioni siano assistite da giusta causa, o siano provocate dal comportamento  del preponente o siano dovute a causa di forza maggiore) o quando la cessazione del rapporto sia dovuto a  recesso del preponente per colpa dell’agente che costituisca grave inadempimento e non consenta la prosecuzione del mandato, tenuto conto della natura fiduciaria del rapporto, in base a quanto previsto dall’art 1453 e ss. del c.c. (es. violazione del divieto di concorrenza, inattività prolungata ecc., violazione dell’obbligo di riservatezza,  incasso e trattenuta indebita di somme e/o titoli ecc.). Tra le cause di cessazione del rapporto che non precludono il diritto all’indennità la normativa contrattuale collettiva prevede anche il caso delle dimissioni dell’agente dovute a invalidità permanente o il conseguimento della pensione di vecchiaia Enas arco o Inps.

L’indennità viene calcolata sull’ammontare globale delle provvigioni maturate – per le quali, quindi, è sorto il diritto al pagamento a favore dell’agente – per l’intera durata del rapporto di agenzia, anche se le stesse somme non sono state ancora corrisposte al momento della cessazione del rapporto.  Nel computo rientrano anche le somme espressamente e specificatamente riconosciute all’agente o rappresentante a titolo di rimborso o di concorso spese o di premio.

 

  1. Indennità meritocratica

La contrattazione collettiva prevede oltre all’indennità di clientela una indennità aggiuntiva che tenga conto dell’attività svolta dall’agente a favore della mandante consistente nell’acquisizione e lo sviluppo di clientela, rispetto alla data di conferimento del mandato di agenzia.

Questa volta la natura risarcitoria trova una specifica “ratio”: il vantaggio tratto dalla preponente dagli affari conclusi con tali clienti.

L’indennità spetta soltanto quando l’agente o rappresentante abbia procurato nuovi clienti al preponente o abbia sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti ed il preponente medesimo riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti. Si tratta, quindi, di valutare e risarcire il “merito” dell’agente in base a determinati criteri numerici.

Occorre, pertanto mettere a confronto il fatturato iniziale e quello finale prodotto dall’agente.

Il fatturato iniziale di riferimento va opportunamente rivalutato in base all’ indice ISTAT relativo al costo della vita per renderlo omogeneo con il dato finale.

Una volta determinati i due valori, iniziale e finale, occorre calcolare l’incremento percentuale ottenuto. A seconda, poi, della durata del rapporto di agenzia, si computeranno le percentuali di indennità rispetto al valore massimo calcolato in base all’art. 1751 c.c.

In un prossimo articolo si potrà esaminare il trattamento fiscale di tali indennità.

 

2 thoughts on “Indennità per la cessazione del rapporto d'agenzia”

  1. Schiavon ha detto:

    chiedo conferma a riguardo dell’indennità suppletiva di clientela mi pare che sia dovuta anche per pensione anticipata inps secondo l’accordo del 29 marzo 2017 stipulato tra confcommercio e sigle sindacali

    1. webmaster ha detto:

      Gentile lettore, per rispondere più dettagliatamente alla sua domanda, se è residente in Campania contatti pure la USARCI-LANARC, ai recapiti indicati al seguente link: USARCI-LANARC. In alternativa controlli la sede USARCI a lei più vicina cliccando il seguente link: sedi USARCI. Grazie e a presto.

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