La polvere sotto il tappeto

30 Dicembre 2013 Posted by Articoli, Economia 0 thoughts on “La polvere sotto il tappeto”

polvereMentre il governo Letta lancia messaggi rassicuranti circa la ripresa dell’economia, i cittadini scelgono la protesta per lasciarsi alle spalle il 2014.

Nell’ultimo periodo parole come impeachment e forconi sono state gettonatissime. Dati alla mano, però, ci accorgiamo che lo spread è sceso: ora oscilla intorno ai 220 punti base, ad aprile era a 348, mentre il picco di 550 punti registrato alla fine del 2011 sembra solo un ricordo lontano. Il Pil, benché in ripresa, è ancora a saldo negativo: -1,9%, ma c’è da dire che le previsioni confermano la tendenza alla risalita.

Questi risultati, seppure incoraggianti, in Italia non hanno influenzato la cosiddetta economia reale, ovvero la vita economica direttamente collegata alla produzione e alla distribuzione di beni e servizi. Secondo l’Istat, infatti, «a ottobre 2013 l’indice delle vendite al dettaglio diminuisce dello 0,1% rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre agosto-ottobre 2013 l’indice registra una flessione dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti».

L’ottimismo che accompagna i dati dello spread e del Pil, dunque, ha solo sfiorato i cittadini. Sono segnali deboli, forieri di una ripresa lenta. Non è una questione di punti di vista, di bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Anzi, per tentare una risalita occorre analizzare la situazione con procedimenti scientifici, non empirici.

La risposta alla grande recessione iniziata nel 2008 è stata tardiva da parte dell’Italia, e tuttora continuano a essere sottovalutate azioni imprescindibili per uno sviluppo coerente del Paese come la riduzione del divario sociale.

La spesa pubblica improduttiva, gli sprechi, i privilegi, costituiscono una zavorra che ne frena il cammino. Gli italiani, grazie anche alla diffusione dei nuovi mezzi d’informazione, hanno scoperto la polvere nascosta sotto il tappeto del Belpaese, e il favore accordato alla protesta anticasta, sia in ambito parlamentare sia in ambito extraparlamentare, lo conferma.

Il taglio della spesa pubblica e la conseguente riduzione del cuneo fiscale non sono più rinviabili. Allo stesso modo non è più rinviabile la valorizzazione di settori strategici, come turismo e produzione alimentare di alta qualità, che invece sono ancora danneggiati dal ritardo infrastrutturale, specie al Sud.

Questi temi esigono massima attenzione da parte della politica, in questo periodo alle prese con una crisi di credibilità dalla quale potrà uscire solo con una legge elettorale che consenta l’elezione diretta dei parlamentari da parte dei cittadini.

Si prevede un 2014 migliore del 2013, anno in cui i paesi dell’Eurozona sono usciti dalla fase recessiva, ma le stime di crescita sono ancora basse, specialmente in Italia.

Luca Clemente

 

Tags: , ,

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.