La ripresa italiana continua grazie agli USA

20 Dicembre 2016 Posted by Economia 0 thoughts on “La ripresa italiana continua grazie agli USA”

«In Italia l’aumento del Pil registrato nel terzo trimestre è caratterizzato dal miglioramento del valore aggiunto nel settore manifatturiero e dalla ripresa degli investimenti». Lo sostiene l’Istat nella nota di dicembre 2016. Secondo l’istituto nazione di statistica si va delineando «una prospettiva di stabilizzazione del ritmo di crescita dell’economia». A trainare la ripresa italiana contribuisce l’economia statunitense che «continua a crescere a ritmi più sostenuti rispetto all’area euro».

Il PIL è positivo. Il suo andamento è in linea con i valori registrati da due anni a questa parte. Secondo gli ultimi dati pubblicati da ISTAT, relativi al secondo trimestre del 2016, è allo 0,6%.

Lo spread si posiziona sotto i 160 punti base. Il suo andamento è piuttosto regolare, nonostante abbia fatto registrare nell’ultimo anno una crescita di circa 50 punti e un picco di 188 punti il 24 novembre.

Anche il tasso di disoccupazione è sostanzialmente invariato rispetto a un anno fa. Nell’ultima rilevazione di ottobre era al 11,6%. Una media alta a livello europeo. Il dato nasconde in sé profonde disuguaglianze tra generi e fasce d’età, a danno soprattutto delle giovani donne.

Quanto all’inflazione, va detto che a novembre è stata registrata una lieve ripresa. Crescono i prezzi dei servizi. Anzitutto «i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,7%, la variazione era nulla a ottobre). Crescono anche quelli dei Servizi relativi ai trasporti (+0,9, da +0,6% di ottobre). Tra i beni, contribuiscono al ritorno in territorio positivo dell’inflazione sia i prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+0,3%, da -0,9% di ottobre) sia quelli degli Alimentari non lavorati (+0,2%, da -0,4%), bilanciati però dal rallentamento dei prezzi dei Beni durevoli (+0,2%, da +0,6%).

Pertanto, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si amplia rispetto a ottobre 2016, portandosi a 0,9 punti percentuali, con i prezzi dei beni che fanno registrare una flessione pari a -0,4% come quella di ottobre, mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi sale a +0,5, da +0,1% del mese precedente». In conclusione i principali indicatori economici confermano una crescita stabile ma lenta. Quella del PIL vale pochi decimali. Lo spread, stazionario ma più alto dell’anno scorso. La disoccupazione ancora troppo alta. I prezzi ancora troppo bassi.

 

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