La sindrome dello struzzo

27 Dicembre 2012 Posted by Articoli, Sindacato 0 thoughts on “La sindrome dello struzzo”

struzzo

di Luciano Falgiano

Il 2012 volge al termine. Le festività si avvicinano in un clima di scarsa gioia. I progetti elaborati nell’anno trascorso da ognuno di noi hanno avuto non poche difficoltà a essere realizzati, e per tanti la realizzazione si è dimostrata una chimera. Oramai è evidente che non usciremo dalla recessione fino a quando non avremo un nuovo governo pienamente legittimato dalle urne, e un’opposizione vera e non assoggettata alle bizze di un padrone.

Questa nuova condizione dovrà portarci a una fase di sviluppo che dovrà essere molto energica, perché possa rimettere in moto la nostra economia e nello stesso tempo considerare il welfare non un peso ma parte integrante dei processi di sviluppo.

Oggi troppe risorse economiche vengono sottratte al mercato a causa di una tassazione troppo elevata, da troppi sprechi, e quello che resta deve soddisfare i bisogni necessari a coloro che sono indigenti, incapienti, e al margine del sistema lavoro. Tutto ciò ha prodotto un Pil negativo negli ultimi quattro trimestri e ci ha collocati secondo gli standard economici fra i Paesi in deflazione.

di Luciano Falgiano

Le cifre che leggiamo sono impressionanti: 500mila esercizi commerciali chiusi negli ultimi 4 anni; la disoccupazione ha raggiunto l’11,3 % della forza lavoro, con punte del 34,2 % tra i giovani, che diventa del 50% al Sud.

Preciso che a distanza di circa un anno dell’elaborazione, il Contratto di Lavoro Industria non è stato ancora firmato. Chi mi sa dire per quale motivo?

Queste sono alcune nostre grandi difficoltà, però noi dobbiamo essere fiduciosi, perché un agente di commercio non deve mai dire che le cose vanno male.

Io credo che questa sia una cosa ormai superata, oggi la nostra categoria deve essere consapevole che per partecipare ai processi di sviluppo futuri, deve avere il coraggio di guardare in faccia la realtà che ci circonda. Il tempo degli struzzi è finito. Solo la partecipazione può darci la possibilità di sapere dove stiamo andando. Solo la partecipazione può essere il pungolo per le classi dirigenti dei vari settori che con le loro scelte determinano il futuro. A cominciare dalla LANARC, la nostra realtà associativa. Sì, continuo a insistere su questo principio: ognuno di noi, iscritto o non, ha il dovere, anzi l’obbligo, di interessarsi, partecipare, condividere le scelte che dovranno essere fatte per il sindacato del futuro. La nostra condizione richiede un’attenta riflessione sulle scelte che altri faranno, circa la previdenza e il rapporto con le nostre mandanti.

Tags: , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.