Le banche tornino ad erogare credito

30 Marzo 2012 Posted by Articoli, Sindacato 0 thoughts on “Le banche tornino ad erogare credito”

di Luciano Falgiano*

Sono trascorsi oltre 100 giorni dall’insediamento del governo Monti, da tutti salutato come la panacea dei nostri mali. Certamente il Prof. Monti ha dato prova di essere un economista molto stimato a livello internazionale, e un politico raffinato, tuttavia la tanto agognata ripresa stenta ad arrivare.
In teoria, infatti, Monti è riuscito a sistemare i conti e a ridare al paese quella credibilità che negli ultimi venti anni era andata perduta. Grazie a lui ed il suo governo l’Italia è rientrata a pieno titolo nell’Europa che conta, e ha acquisito un notevole potere contrattuale anche fuori dai confini europei. Anche i sondaggi gli danno ragione, considerando l’alta percentuale di gradimento riscontrabile fra i cittadini italiani, compresi coloro che non hanno ancora beneficiato dei suoi interventi.
Un arduo compito il suo, disinnescare gli effetti della finanza “creativa” del passato che ha fatto retrocedere l’economia italiana portandola vicino al punto di non ritorno, come dimostrano i dati relativi al primo trimestre del 2012, in cui si riscontra il progressivo deterioramento degli indicatori congiunturali. Tuttavia allo stato attuale non è certo se, almeno nel breve termine, la politica montiana abbia affetto. E cioè se gli interventi del premier porteranno nell’immediato maggiore sviluppo e quindi più occupazione. Per questo ritengo sia opportuno soffermarsi su un aspetto centrale dell’attuale congiuntura economica, finora trascurato: il credito.
Tutti sappiamo quanto sia importante garantire alla popolazione la capacità di spesa, che si ripercuote poi sui consumi. Se alle categorie di lavoratori dipendenti bisogna garantire un giusto salario, agli imprenditori non gli si può impedire la possibilità di accedere al credito. Il credito, ben indirizzato, crea migliore opportunità all’impresa per innovare, ampliare, competere nel mercato, facendo da volano per innescare crescita e dunque nuova occupazione, ma questa parte della politica del professore non l’abbiamo ancora vista realizzata.
Si ha l’impressione che le banche abbiano preso ciò che l’Europa, tramite la Bce, ha elargito, cioè oltre 1ooo miliardi di Euro al tasso dell’uno per cento, ma che abbiano trovato più comodo investirlo in BOT – CCT – BTP, che ai tassi correnti remunerano l’impiego con la media del 6%. Infatti gli interventi sul credito alle famiglie e alle imprese sono diminuiti di venti miliardi di euro, a fronte di una crescita d’investimento su titoli di stato di trentotto miliardi di euro.
Perché, dunque, il Professor Monti, non interviene su questo fronte? Perché il ministro Passera, che conosce a fondo le dinamiche finanziare, non pone un freno a questa situazione?
Se oggi nelle agenzie bancarie non c’è più la folla di un tempo, ciò non dipende dall’automazione come vorrebbe farci credere qualcuno, ma è il meccanismo che si è inceppato. Di contro negli uffici delle finanziarie associate a istituti di credito di rilevanza nazionale ed europea si può accedere solo per appuntamento, data l’enorme richiesta di credito. L’inconveniente è che in queste sedi il Taeg, tasso annuo effettivo globale, raggiunge punte del 12,5 %.
La mia non è dietrologia, ma la constatazione di una realtà. Auspico che il Presidente del Consiglio, persona stimabile per la sua onestà intellettuale, prenda coscienza con concretezza di una realtà che a lungo andare ci affamerà, facendo sprecare risorse in favore dei potentati finanziari, e a scapito di coloro i quali promuovono la produzione di beni e servizi.

Presidente Lanarc – Usarci

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