Le ispezioni amministrative nell’agenzia commerciale

12 Luglio 2017 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista 0 thoughts on “Le ispezioni amministrative nell’agenzia commerciale”

L’agenzia che occupa dipendenti (segretarie, impiegati amministrativi o commerciali) è soggetta al controllo degli organi di vigilanza sul lavoro.

Secondo l’art. 13 della legge 689/1981 e successive integrazioni e modificazioni gli organi addetti al controllo sull’osservanza delle disposizioni previste dalla legge in materia di lavoro subordinato possono, per l’accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi, diversi dalla privata dimora.
A partire da quest’anno l’organo che coordina le attività di vigilanza in materia di lavoro (svolta precedentemente dagli Ispettori delle ex DTL – Direzioni Territoriali del Lavoro, dall’INPS e dall’INAIL) è L’INL, cioè l’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Tale Ispettorato è delegato a controllare:

1)      L’esistenza di eventuale lavoro nero;

2)      La presenza in azienda di soggetti non assicurati contro gli infortuni sul lavoro;

3)      L’esatta qualificazione del rapporto di lavoro;

4)      L’eventuale corresponsione di compensi non assoggettati a contribuzione;

5)      La regolarità di trasferte, di rimborsi e di ogni altra somma non compresa nelle retribuzioni imponibili dichiarate all’INPS.

Oltre a tali aspetti, in fase di controllo gli Ispettori controllano anche la presenza di violazioni in materia di regolare tenuta del Libro unico (che come è noto ha sostituito gli ex libri paga e matricola), in materia assicurativa ed in genere su tutte le violazioni che danno luogo all’applicazione di sanzioni amministrative originate da appositi verbali di constatazione.
Per quanto riguarda il punto 1) l’avvalersi di un collaboratore dipendente senza che siano posti in essere tutti gli adempimenti formali e sostanziali per una regolare assunzione può comportare rischi notevoli. In caso di inosservanza della normativa è sancito (legge 183/2010) per ciascun lavoratore che non sia stato regolarmente inquadrato e, quindi, irregolare, è prevista, dopo l’introduzione del D.lgs. 151/2015, una sanzione compresa tra i 1.500 e i 9.000 euro, in caso di impiego dello stesso per un periodo fino a 30 giorni di effettivo lavoro; la sanzione è elevata da 3.000 a 18.000 euro per un impiego del lavoratore “in nero” fino a sessanta giorni di effettivo lavoro e, ancora, da 6.000 ad euro 36.000 in caso di impiego oltre i 60 giorni di lavoro. Tenuto conto delle agevolazioni previdenziali previste dalle attuali disposizioni e dalla mancata deducibilità fiscale del costo del personale non inquadrato questo allontanamento dalla legalità, a parte ogni aspetto etico, comporta un grosso rischio che, in caso di accertamento della violazione, può pericolosamente impattare sull’agenzia da un punto di vista economico.
In relazione alle altre tipologie di controllo va attentamente valutata la posizione di soggetti, soci e familiari del titolare, che prestano la loro opera nell’agenzia. Basti pensare al caso di ditta individuale di familiari del titolare non inquadrati come dipendenti (laddove sussistano le condizioni) o come coadiutori dello stesso con versamento dei contributi alla Gestione INPS Commercianti.
L’accertamento dello svolgimento “in nero” da parte del familiare di un vero e proprio lavoro subordinato può condurre all’applicazione della maxi-sanzione sopra prevista mentre l’irregolare posizione di soggetto coadiutore può condurre alla richiesta dei contributi dovuti e non versati per questa figura alla Gestione Commercianti i quali, per rapporto nell’ambito della prescrizione quinquennale , tenuto conto della quota contributiva annuale, ammontano ad un importo minimo di circa 15.000 euro.
A conti fatti un inquadramento alla rispettiva gestione di questi lavoratori per una durata di lavoro compatibile con il loro apporto collaborativo di fatto all’azienda e con la deducibilità del relativo costo (nei casi previsti dal reddito d’impresa) può addirittura comportare un vantaggio economico oltre al beneficio previdenziale futuro nel caso di collaboratori di giovane età.
Nei casi di agenzie sotto forma di società di persone vanno valutate le posizioni dei singoli soci. Ad esempio in una Sas il socio accomandante che presta la propria opera nell’azienda (tranne alcuni casi di stretti rapporti familiari con l’amministratore), può essere regolarmente inquadrato riducendo i pericoli di invasivi accertamenti. Cosi come la posizione di un soggetto che presta la propria opera nell’agenzia tenuta sotto forma di società di capitali va attentamente valutata per le implicazioni che possono riguardare la Gestione Lavoratori Dipendenti, quella Commercianti o nel caso di Amministratore, la Gestione Separata.
Un altro caso che bisogna attentamente valutare è quello delle “collaborazioni occasionali” trattate con l’assoggettamento alla sola ritenuta d’acconto, delle false partite IVA o delle associazioni in partecipazione tanto osteggiate dal Job Act.
In altre parole occorre fare sempre, razionalmente e attentamente, un’analisi precisa che metta a confronto da un lato i costi di un regolare impiego dei collaboratori e dall’altro dei consistenti rischi che si corrono nella ricerca di una soluzione contra-legem.
La Lanarc-Usarci nel rispetto della normativa e delle esigenze operative delle singole agenzie mette a disposizione la professionalità dei propri consulenti per la migliore soluzione del singolo problema.
Nei prossimi articoli continueremo a trattare tale argomento nonché quello legato ai controlli Ispettivi operati dai funzionari dell’Enasarco nell’ambito dei rapporti instaurati nell’agenzia con i relativi sub agenti.

 

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