Lo sport dopo la riabilitazione motoria

27 Dicembre 2012 Posted by Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Lo sport dopo la riabilitazione motoria”

 di Alfonso Palombo

 

Per la rubrica “Personal Trainer” curata da Alfonso Palombo, preparatore atletico e riabilitatore, riceviamo e pubblichiamo.

“Sono un appassionato tennista e sciatore. Mi sono operato di ricostruzione del legamento crociato anteriore. La fisioterapia procede benissimo. Quando e come potrò integrarla con la ripresa del lavoro sul campo?”.

Tornare sul campo di gara rappresenta l’ultimo obiettivo della riabilitazione, quando l’operato al L.C.A. è uno sportivo. Non importa di quale livello. Quando il test isocinetico dimostra un recupero dell’80 % di forza rispetto all’arto sano, il paziente sotto il diretto controllo del riabilitatore torna a correre sul campo e a effettuare esercizi a corpo libero.

Il primo approccio alla corsa viene effettuato su terreno soffice in linea retta, poi progressivamente e con molta cautela si descrivono figure a 8 con diametro sempre minore. Per le prime sedute occorre evitare gli improvvisi cambi di direzione e brusche accelerazioni.

Appurato che il ginocchio operato accetta i nuovi carichi di lavoro si affrontano percorsi sempre più impegnativi. Skip, scatti, stop and go, pliometria.

L’approccio al recupero atletico deve tenere in considerazione lo stato di forma fisica in cui il paziente-atleta si trova quando comincia a integrare il lavoro nella palestra riabilitativa con quello sul campo, perché nel periodo precedente l’intervento chirurgico, la capacità di utilizzare il metabolismo aerobico decade di pari passo con il decadimento del trofismo muscolare.

Le sedute sono monitorate attraverso la rivelazione della frequenza cardiaca (con il cardiofrequenzimetro) per tutta la durata. Contemporaneamente s’intensificano anche le sedute dedicate all’allenamento con i sovraccarichi per l’aumento della forza e del trofismo.

Quando i test ci confermano un recupero quasi totale, s’inseriscono gli esercizi rieducativi specifici per ogni sport. La rieducazione deve tenere presente le differenze biomeccaniche di ogni singolo gesto atletico. L’atleta è, infatti, dotato di specifiche attività correlate ai movimenti e alle azioni di gioco tipiche del suo sport.

Tags: ,

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.