Lo Star del Credere

8 Aprile 2015 Posted by Articoli, Sindacato 4 thoughts on “Lo Star del Credere”

Insigne costituzionalista, docente universitario, è stato eletto senatore per quattro legislature dal ’94 al 2006. Tra i titoli che vanta Massimo Villone, quello che più ci sta a cuore è ‘Agente di commercio ad honorem”, conferitogli dall’USARCI alla fine degli anni ‘90.

Infatti la nostra associazione sindacale, ma in generale l’intera categoria degli agenti di commercio, è molto grata all’Sen. Villone per la modifica allo ‘star del credere’, la clausola del contratto di agenzia che penalizzava fortemente il lavoro degli agenti. La sua modifica ha portato all’emancipazione della categoria dalla parte datoriale, e ha conferito nuovo slancio al lavoro degli agenti di commercio e quindi al Commercio in senso lato.

Lo incontriamo in una bella mattina di marzo a piazza Borsa, a pochi passi dalle aule della università Federico II, dove insegna Diritto Costituzionale. Ha, infatti, accettato di concederci una breve intervista in occasione del cinquantenario dell’associazione napoletana USARCI-LANARC.

Sen. Villone, a lei dobbiamo la riforma allo ‘star del credere’, una modifica legislativa che le nuove generazioni di agenti forse non conoscono, ma che ha migliorato molto le loro condizioni di lavoro. Ci può raccontare in quale contesto è maturata questa iniziativa?

Correva l’anno’99. Presiedevo la commissione Affari Costituzionali al Senato, e ricevetti numerose istanze di cambiamento della norma in questione, anzitutto da parte dell’associazione degli agenti di Commercio di Napoli, la USARCI-LANARC. Verificai che la stessa produceva un forte sbilanciamento tra le parti contraenti. Verificai anche che non esisteva nessuna norma simile nel ambito europeo. Allora presentai un disegno di modifica alla norma, che passò quasi in sordina, come emendamento alla legge comunitaria.

Quali sono state la maggiori difficoltà nell’attuarla?

Non ci furono particolari difficoltà, nonostante le rimostranze, ma solo alla fine dell’ iter parlamentare, delle parti datoriali con a capo la Confindustria che furono quasi sorprese dal emendamento presentato. Esso alla fine fu ratificato, e rimane tuttora in vigore. All’epoca le iniziative parlamentari erano molto incisive. Non credo che oggi ci sarebbe stata questa opportunità.

Oggi invece la nuova sfida è superare il vincolo del monomandato sui contratti che producono basso fatturato. Essi sono contratti di dipendenza mascherati. Si usa la partita iva solo per sollevare la mandante dagli obblighi nei confronti del dipendente.

Questo è un tema che va approfondito. Il contratto di agenzia si stabilisce liberamente tra le parti. Chiaramente laddove ci sono degli abusi è doveroso intervenire per porvi rimedio. Il primo passo è raccogliere la documentazione necessaria su cui basare una proposta concreta che difenda il giusto guadagno e salvaguardi il principio di autonomia e iniziativa proprio dell’agente di commercio.

 

Tags: ,

4 thoughts on “Lo Star del Credere”

  1. franco ha detto:

    Buonasera,
    ma il commercio in Italia e’ finito.
    L’agente non si puo’ piu’ fare.
    Saluti

    1. Redazione ha detto:

      In che senso? A che si riferisce?

      1. franco ha detto:

        Il cambiamento epocale indotto, non dagli ufo, ha spazzato via interi comparti del commercio interno e delle
        Pmi che vi operavano. Lo Stato e le forze dominanti che lo dirigono ha fatto il resto.

        1. Redazione ha detto:

          E’ un discorso lungo, che richiederebbe anche proposte costruttive. Saremmo lieti di accogliere le sue, Franco, sul nostro giornale.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.