Marsico: il futuro dell’associazione? Passa per l’offerta di servizi a pagamento

8 Aprile 2015 Posted by Articoli 0 thoughts on “Marsico: il futuro dell’associazione? Passa per l’offerta di servizi a pagamento”

Luca Clemente

Dottore Commercialista, responsabile dell’area fiscale della USARCI-LANARC, Coordinatore del Centro Tributario Nazionale USARCI. Mario Marsico è uno dei pilastri dell’associazione napoletana agenti di commercio, un interlocutore fondamentale per ricostruire i 50 anni di storia della LANARC.

Come si è avvicinato all’USARCI-LANARC?

All’inizio degli anni ’80 fui presentato dal vicepresidente Lanarc dell’epoca, l’amico affettuoso Rino Padrone, al Presidente Franco de Pasquale, il quale mi chiese di collaborare con l’Associazione per fornire, unitamente al Dott. Antonio Maria Fiorillo, consulenze fiscali agli associati. Da quell’epoca iniziai anche a pubblicare su ogni uscita del Giornale “ Agente di Commercio” (conservo ancora tutti i numeri) un articolo in materia tributaria, così come l’altrettanto caro amico Avv. Luigi Limatola, padre del nostro Alessandro, curava gli aspetti legali.

Tale collaborazione oggi continua sotto la predetta testata.

Quanto e in che modo la vita associativa ha influito nel suo ambito lavorativo?

La collaborazione con l’Associazione e il rapporto diretto con gli Agenti hanno rappresentato un elemento importante nella mia vasta attività professionale, consentendo una particolare specializzazione nel settore, rafforzata dal ruolo di Coordinatore del Centro Tributario Nazionale USARCI, incarico che ho ricoperto con grande passione e impegno presso la Federazione e del quale mi piace conservare ricordi professionali e di rapporti umani.

Come è cambiata la figura dell’agente, sia all’interno, sia all’esterno dell’associazione?

E’ da anni che l’attività dell’Agente di Commercio nella pratica operativa e nei comportamenti associativi è completamente cambiata; oggi si riscontrano maggiori e sempre più pressanti impegni lavorativi imposti dalle mandanti, modifiche nell’azione di marketing delle strutture produttive, nuovi servizi richiesti all’agente per l’assistenza del “dopo vendita”, maggiori difficoltà nella fase d’incasso dei corrispettivi di vendita per le contingenze finanziarie del mondo economico e in particolare del commercio, maggiori oneri operativi richiesti all’agente con l’introduzione degli strumenti telematici che richiedono una continua comunicazione con la preponente che ha trasferito sull’agente una serie di oneri prima non di sua competenza; tutto questo ha comportato e comporta un enorme sforzo lavorativo giornaliero per l’Agente che non è più e soltanto il promotore delle vendite “vecchia maniera”. I maggiori impegni professionali uniti a un tradizionale individualismo di tale operatore ha portato e porta a un allontanamento dalle attività poste in essere dal Sindacato di categoria che come tutte le strutture associative, nessuna esclusa, attraversa momenti di enormi difficoltà superate solo con il sacrificio di pochi soci, veramente attivi.

Quali sono gli obiettivi che l’associazione deve perseguire e in che modo?

E’ ormai da tempo che, nelle varie riunioni assembleari dell’Associazione alle quali partecipo, sottolineo che la sopravvivenza del sindacato, in presenza di difficoltà di finanziamento attraverso le quote associative e l’aumento di costi fissi di gestione, nonostante la fase di “spending review” già effettuata, può essere assicurata solo con l’offerta ai soci di particolari servizi, anche specificamente remunerati (in base a tariffe pur minimali).

Sono passati i tempi in cui, in pieno “romanticismo” e convinto volontariato, i soci partecipavano alle attività sociali offrendo la loro collaborazione. E’ rimasto ormai solo un ricordo quello relativo alle affollate riunioni in materia fiscale e legale presso la sede di Mergellina, quando per centinaia di soci non potevano essere assicurati i posti a sedere.

Anche le riunioni di tipo ludico, utili per la socializzazione, erano frequenti e partecipate in massa.

Mi auguro che, valicata questa fase critica del nostro Paese (e sono convinto che prima o poi, con l’impegno e lo sforzo di tutti, potrà essere superata), il Sindacato ritornerà a rappresentare non solo il punto di riferimento istituzionale per tutte le azioni e rivendicazioni a tutela della professione (ricordiamo ad esempio la grande vittoria dell’abolizione del vessatorio “Star del Credere” per iniziativa del sindacato di Napoli o le proposte per cambiare la normativa fiscale, partite dalla LANARC e dalla Federazione USARCI), ma anche un elemento di coagulo per una categoria che ha un bisogno crescente di servizi specializzati, d’informazione e di formazione, per attrezzarsi in maniera consona alle richieste della “new economy”, di servizi per lo svolgimento dei quali la sede naturale deputata è proprio il Sindacato, la cui appartenenza deve far sentire gli agenti di commercio più uniti, anche da un punto di vista sociale e umano.

 

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