Messaggio di fiducia

1 Gennaio 2012 Posted by Articoli, L'agente in cattedra 0 thoughts on “Messaggio di fiducia”

di Vincenzo Semeraro*

Nel 1960 dopo la scuola tecnica (avevo 18 anni) iniziai a fare concorsi e a cercare lavoro ma non ne trovavo. Avevo bisogno di guadagnare anche per aiutare la famiglia. Allora iniziai a vendere prima degli aspirapolvere, poi libri e assicurazioni. Me la cavavo benino, e il lavoro svolto in piena libertà mi piaceva perché potevo organizzarlo come meglio credevo.
Questa situazione, tuttavia, aveva però il sapore della precarietà. Cercai quindi di rivolgermi ad aziende importanti, che producessero prodotti durevoli, magari aziende italiane. Ne trovai una che fabbricava attrezzature per fornaci e laterizi, di cui divenni rappresentante per l’intera Italia meridionale.
Questo impegno mi costringeva a viaggiare a lungo, e quindi a trascorre molto tempo lontano da casa. All’epoca mi muovevo con una Fiat 500, non c’erano le autostrade e, cosa più grave, non avevo il rimborso spese.
Tuttavia non mi arresi, e feci dunque di necessità virtù. Fui costretto ad organizzare al meglio il lavoro, e fu allora che capii i tre elementi che concorrono al risultato economico: capitale, lavoro e organizzazione.
La società per cui lavoravo, con sede a Milano, apprezzava la mia determinazione e la mia professionalità, sebbene la crisi del 1963-64 mi costrinse ancora una volta a cambiare settore.
Dopo qualche mese fui assunto dalla Black&Decker, una società americana che produce utensili elettrici, soprattutto trapani e smerigliatrici. L’area che mi fu affidata comprendeva Campania, Basilicata e Molise. Fu con loro che imparai a lavorare “scientificamente”. L’organizzazione che avevo sempre tenuto a mente, ma che applicavo da autodidatta, fu elevata a sistema.
Partecipai a dei corsi tecnici-commerciali, e dopo circa sette anni fui padrone del sistema di lavoro. Al punto da tornare alla libera professione e a seguire ben sei aziende come rappresentante con tanto di deposito e personale, conseguendo risultati sempre maggiori, il che mi valse l’ingresso in qualità di socio d’affari in alcune aziende del Nord.
Ora sono in pensione, ma credo di aver trasmesso ai miei ai miei pochi collaboratori il mio credo lavorativo. Anch’essi hanno in seguito ottenuto buoni risultati, sicché ho ritenuto di raccontare la mia esperienza sul nostro “Giornale”. Ed in particolare soffermandomi su una parola molto importante: “come”. Come si conclude una vendita, come si conserva il cliente, come si organizza il lavoro.
Nella speranza di riuscire a trasmettere entusiasmo e professionalità, vi saluto con affetto augurandovi buone feste.

Consigliere Lanarc — Usarci

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