Sull'attività di coordinamento nel contratto di agenzia

8 Ottobre 2013 Posted by Articoli, L'avvocato risponde 2 thoughts on “Sull'attività di coordinamento nel contratto di agenzia”

L’avvocato risponde

Alessandro Limatola e Gianluca Stanzione

 

contratto-tempo-determinatoĖ sempre più frequente nella prassi che la preponente affidi ad un soggetto, unitamente all’incarico di promozione e vendita in una zona ben delimitata, anche l’incarico di controllare e stimolare una rete di agenti dietro pagamento di una provvigione sul fatturato dei medesimi agenti, o su quello realizzato nella zona in cui gli stessi operano.

Trattasi, ovviamente, di attività complementare e accessoria rispetto a quanto previsto dagli articoli 1742 e 1746 del codice civile, caratterizzata da controlli sull’operato degli agenti, affiancamento degli stessi presso la clientela, suggerimenti e stimoli verso nuove iniziative.

L’attività concretamente resa non è, quindi, solo quella finalizzata alla conclusione personale di affari, ma anche quella tesa a consentire alla propria rete vendita di sviluppare un fatturato tale che consenta al coordinatore di ottenere un compenso ulteriore ed aggiuntivo.

L’oggetto principale del contratto deve esser comunque quello di promozione degli affari, rimanendo quello di coordinamento un’attività solo accessoria rispetto al primo.

In sintesi, l’agente generale non può limitare il proprio incarico ad una semplice attività di controllo e stimolo degli agenti a lui affidati, ma dovrà pur sempre continuare nella promozione e conclusione diretta degli affari.

Trattasi di una figura recepita negli AEC di settore i quali ne hanno confermato la compatibilità con quella di agente semplice.

Così, l’articolo 6 comma 4 dell’AEC 20.03.2002 prevede che “nel caso in cui sia affidato all’agente o rappresentante l’incarico di coordinamento di altri agenti in una determinata area, purché sia specificato nel contratto individuale, dovrà essere stabilito uno specifico compenso aggiuntivo, in forma non provvigionale”.

L’AEC 16.02.2009, Settore Commercio, stabilisce a sua volta che se all’agente fossero affidate attività accessorie o complementari a quelle previste negli articoli 1742 e successivi del codice civile, dovrà essere stabilito uno specifico compenso aggiuntivo in forma non provvigionale.

La problematica che attanaglia da tempo gli operatori del settore è quale sia la sorte del contratto principale di agente semplice, in caso di revoca da parte della mandante dell’incarico di coordinamento.

Secondo la giurisprudenza dominante, è possibile configurare l’attività di supervisione di altri agenti come incarico accessorio avente vita indipendente dal contratto di agenzia vero e proprio.

In presenza di un simile accordo, è stato infatti ritenuto che il preponente potesse revocare tale incarico senza essere tenuto al rispetto dei termini di preavviso previsti in materia di agenzia (Cassazione numero 196798/2005; Cassazione numero 14436/2000).

Di diverso avviso è stata la Suprema Corte in alcune successive pronunce laddove ha ritenuto che costituisse giusta causa di recesso la revoca improvvisa dell’incarico accessorio di capoarea, tale da impedire all’agente l’opportunità di continuare il rapporto in essere con la preponente (Cassazione Lavoro numero 22295/2008).

In tale ambito si colloca un recente intervento del Giudice di merito, il quale è giunto alle conclusioni che in assenza di una espressa pattuizione contraria, la libera recedibilità possa trovare applicazione anche all’incarico accessorio essendo, quest’ultimo, un rapporto negoziale distinto dal contratto di agenzia che può venir meno nonostante perduri l’incarico principale di agente (Tribunale di Prato 19.11.2012).

 

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2 thoughts on “Sull'attività di coordinamento nel contratto di agenzia”

  1. AM ha detto:

    Scusate il disturbo, ma allora una persona che opera come coordinatore degli agenti o capo area per più marchi, quindi plurimandatario, e viene pagato a provvigioni, perché importi fissi non li vuo’ date nessuno, in quanto molte sono aziende che cercano queste figure sono molto piccole, che contratto dovrebbe fare? Noi sappiamo che un rapporto a provvigioni è un rapporto di agenzia o agente come fosse un agente di vendita ma le mansioni sono la supervisione, il Capoarea o il coordinatore ma gli ordini non li fa perché li fanno gli agenti rappresentanti che vanno a vendere dal cliente!.. Se ci aiutate a capire meglio come dovremo essere inquadrati ci fareste una grande cortesia!.. Grazie mille e scusate per il disturbo!..

    1. webmaster ha detto:

      Buongiorno a tutti,
      il contratto di capo area è accessorio a quello di agenzia.
      E’ corretta la liquidazione dei compensi provvigionali da calcolarsi in percentuale sull’attività svolta dai singoli agenti di zona coordinati.
      Ma è opportuno che il capo area si riservi una piccola zona e/o un certo numero di clienti con i quali concluda direttamente ordini.
      L’attività di capo area ha senso laddove sia affiancata,seppur in minima parte, all’attività di agente semplice.
      Ciò per evitare contestazioni all’atto della revoca dell’incarico allorquando la mandante è tenuta a corrispondere l’indennità di cessato rapporto.

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