Posts tagged "agenti di commercio"

Agenti, la Cassazione: legittimo chiedere estratto provvigioni alla mandante

10 novembre 2016 Posted by Articoli, L'avvocato risponde 0 thoughts on “Agenti, la Cassazione: legittimo chiedere estratto provvigioni alla mandante”

Con la sentenza n.19319 del 29/9/2016 la Sezione lavoro della Cassazione ha finalmente recepito integralmente quanto previsto dall’art. 1749 del c.c. e dall’art. 12 comma 2 della direttiva Europea 86/653

Secondo questa sentenza “l’agente commerciale ha il diritto di esigere che gli siano fornite tutte le informazioni, in particolare un estratto dei libri contabili, a disposizione del preponente, necessarie per verificare l’importo delle provvigioni che gli sono dovute”

Ciò configura per la mandante un vero e proprio obbligo di fornire tutti i documenti e tutte le informazioni necessarie all’agente per ricostruire con precisione il proprio avere, mentre per l’agente il diritto di accedere ai libri contabili della mandante, necessari per poter calcolare le indennità di fine rapporto oltre che delle provvigioni di sua competenza, il tutto nell’esercizio del rapporto secondo i principi di lealtà e buona fede previsti dall’art. 1749 c.c.

ENASARCO, agenti in campo per eleggere i nuovi vertici

12 marzo 2016 Posted by Articoli, Sindacato 0 thoughts on “ENASARCO, agenti in campo per eleggere i nuovi vertici”

Entra nel vivo la campagna elettorale per il rinnovo dei vertici ENASARCO.

4Oltre cento tra agenti di commercio e imprenditori hanno partecipato all’incontro di presentazione dei candidati campani per la lista “Insieme per Enasarco”, tenutosi ieri a Napoli presso l’aula magna di Eccellenze Campane.

Obbiettivo della lista “Insieme per Enasarco” è proprio quello promuovere la presenza di agenti di commercio in quella che sarà la compagine degli organi direttivi di ENASARCO. Si tratta di una opportunità da non perdere per tutti gli iscritti alla cassa di previdenza ENASARCO, i quali per la prima volta avranno la possibilità di esprimere in prima persona la loro preferenza. In precedenza, infatti, il CDA e la presidenza della fondazione erano espressione diretta delle sigle sindacali.

I candidati campani, Luigi Doppietto, Vittorio Mori e Pasquale Rotella hanno dunque fatto appello agli agenti in platea affinché colgano questa opportunità adempiendo al voto e incoraggiando i colleghi a fare altrettanto. «La Fondazione ENASARCO è patrimonio anzitutto degli agenti di commercio» hanno affermato. «Essi fanno registrare circa 300mila posizioni contributive attive, circa i tre quarti del totale, mentre la restante parte riguarda le ditte mandanti». «Solo con una forte presenza della nostra categoria potremo far valere in tutte le sedi, anche quelle governative, le iniziative necessarie al miglioramento delle nostre condizioni di lavoro» hanno aggiunto.

Le elezioni per il rinnovo dei vertici ENASARCO si svolgeranno dall’1 al 14 aprile. Questa prima tornata elettorale porterà alla nomina dei delegati. Essi dovranno decidere la composizione del Consiglio di Amministrazione che, infine, eleggerà il Presidente.

All’incontro di ieri hanno partecipato: Adalberto Corsi, Presidente FNAARC; Umberto Mirizzi; Presidente USARCI; Fabio D’Onofrio, Coordinatore Nazionale FIARC; Silvio Iacomino, Coordinamento regionale ANASF; Luciano Falgiano, Presidente della USARCI-LANARC.

ENASARCO, agenti in campo per eleggere i nuovi vertici

12 marzo 2016 Posted by Articoli 0 thoughts on “ENASARCO, agenti in campo per eleggere i nuovi vertici”

Entra nel vivo la campagna elettorale per il rinnovo dei vertici ENASARCO.

4Oltre cento tra agenti di commercio e imprenditori hanno partecipato all’incontro di presentazione dei candidati campani per la lista “Insieme per Enasarco”, tenutosi ieri a Napoli presso l’aula magna di Eccellenze Campane.

Obbiettivo della lista “Insieme per Enasarco” è proprio quello promuovere la presenza di agenti di commercio in quella che sarà la compagine degli organi direttivi di ENASARCO. Si tratta di una opportunità da non perdere per tutti gli iscritti alla cassa di previdenza ENASARCO, i quali per la prima volta avranno la possibilità di esprimere in prima persona la loro preferenza. In precedenza, infatti, il CDA e la presidenza della fondazione erano espressione diretta delle sigle sindacali.

I candidati campani, Luigi Doppietto, Vittorio Mori e Pasquale Rotella hanno dunque fatto appello agli agenti in platea affinché colgano questa opportunità adempiendo al voto e incoraggiando i colleghi a fare altrettanto. «La Fondazione ENASARCO è patrimonio anzitutto degli agenti di commercio» hanno affermato. «Essi fanno registrare circa 300mila posizioni contributive attive, circa i tre quarti del totale, mentre la restante parte riguarda le ditte mandanti». «Solo con una forte presenza della nostra categoria potremo far valere in tutte le sedi, anche quelle governative, le iniziative necessarie al miglioramento delle nostre condizioni di lavoro» hanno aggiunto.

Le elezioni per il rinnovo dei vertici ENASARCO si svolgeranno dall’1 al 14 aprile. Questa prima tornata elettorale porterà alla nomina dei delegati. Essi dovranno decidere la composizione del Consiglio di Amministrazione che, infine, eleggerà il Presidente.

All’incontro di ieri hanno partecipato: Adalberto Corsi, Presidente FNAARC; Umberto Mirizzi; Presidente USARCI; Fabio D’Onofrio, Coordinatore Nazionale FIARC; Silvio Iacomino, Coordinamento regionale ANASF; Luciano Falgiano, Presidente della USARCI-LANARC.

Il calcolo della pensione INPS di vecchiaia degli agenti di commercio

11 gennaio 2016 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista 2 thoughts on “Il calcolo della pensione INPS di vecchiaia degli agenti di commercio”

Nel precedente numero di questo giornale sono stati trattati i criteri generali in base ai quali è erogata dall’INPS la pensione agli iscritti alla Gestione Commercianti della quale fanno parte gli intermediari del commercio.

Per i lettori che, armati di buna volontà e muniti di calcolatrice, desiderano avviarsi nell’impresa di effettuare autonomamente il calcolo della rendita pensionistica, possiamo procedere all’individuazione delle operazioni da eseguire per individuare la misura del trattamento in base ai versamenti eseguiti e alle risultanze del proprio estratto contributivo. I lettori meno curiosi e intraprendenti si accontenteranno di richiedere all’Istituto di Previdenza, via Web, con il proprio PIN, l’importo dell’assegno mensile spettante.

Occorre ovviamente, a titolo esemplificativo, fare riferimento a una certa tipologia di assicurato, con la relativa posizione previdenziale, non potendo ovviamente fare riferimento, in questa sede, alle varie casistiche (uomo, donna, anzianità contributiva pregressa ecc.)

Consideriamo, per il calcolo della pensione di vecchiaia, un iscritto alla Gestione Commercianti (Categoria VOCOM) che abbia le seguenti caratteristiche:

  • Uomo;
  • Domanda pensione: dicembre 2015;
  • Età anagrafica: 66 anni e 3 mesi;
  • Anzianità contributiva al 31/12/2005: 900 settimane, pari a 17 anni e 3 mesi. Per un’anzianità inferiore, a tale data, a 18 anni si applica il cosiddetto sistema MISTO (parte retributivo e parte contributivo);
  • Numero settimane utili e importo del montante accumulato come segue;

 

 

 

Settimane utili n (a)

Reddito rivalutato euro (b)

Contributo medio settimanale euro (b/a)

Anzianità maturata nel periodo settimanale N

Calcolo contributivo
  • calcolo anzianità contributiva al 31/12/1992

520

440.845,00

847,78

280

  • calcolo anzianità contributiva dall’1-1-1993

900

1.005.675,00

1.117,42

156 (1/1/93-31/12/1995)

Calcolo contributivo
  • dall’1/1/1996 al 31/12/2015

Montante

120.346,32

 

 

PROCEDURA

Calcolo sistema retributivo:

QUOTA A

Periodo contributivo fino al 31/12/1992;

  • Il reddito annuale va rivalutato secondo l’indice previsto;
  • reddito anno 2000 euro 38.262,00; coefficiente ISTAT (relativi alle variazioni della scala mobile industria) dello stesso anno 1,25,80 ; reddito rivalutato euro 48. 134,53 (38.262,00 x 1,2580 = 48,134,53 ) e così, di seguito, per ciascun anno.
  • Il reddito complessivo rivalutato così ottenuto è diviso per i 520 contributi settimanali utili degli ultimi 10 anni, ottenendo il reddito settimanale medio di euro 847,78;
  • Occorre, poi, moltiplicare la retribuzione media settimanale degli ultimi 10 anni per le settimane utili del periodo (dall’inizio della contribuzione al 31/12/1992), nel nostro caso pari a 280 pervenendo al valore di euro 237.378,40 (847,78 x 280 = 237.378,40) sul quale applicare l’aliquota di rendimento. Tale aliquota (percentuale da applicare alla retribuzione pensionabile per ricavare l’importo della pensione) è stabilita nella misura del 2% per ogni anno di contribuzione versata. Quando, però, la base pensionabile supera una certa somma, il cosiddetto “tetto”, è ridotta, secondo i periodi, all’1% o allo 0,90%. Ipotizzando, in assenza di superamento del “tetto”, un’aliquota nella misura del 2% si perviene all’importo di 4.745,70 (237.378,40 x 2/100 = 4745,70) che rappresenta il valore annuale della quota A della pensione. Dividendo per 13 si ha il valore mensile di tale quota pari a euro 365,06 (4.748,00/13=365,06.)

 

QUOTA B

Periodo dall’1/1/1993 al 31/12/1995

  • La retribuzione media settimanale ottenuta dal reddito degli ultimi 15 anni, opportunamente rivalutato come sopra detto, pari a euro 1.117,42, è moltiplicato per le 156 settimane di anzianità contributiva che vanno dall’1/1/1993 al 31/12/1995 pervenendo al valore di 174.317,52 (1.117,42 x 156 = 174.317,52) sul quale applicare la percentuale di rendimento che nella misura del 2% comporta una quota pensionistica B annuale di euro 3.486,35 (174.317,52 x 2 /100) e mensile di euro 268,10.

Calcolo sistema contributivo

  • Quota dal 1/1/1996 al 31/1/2015

Per il calcolo di tale quota i passi da effettuare sono i seguenti:

anno per anno si applica al reddito imponibile contributivo l’aliquota di computo, che ora è del 22,65% nel 2015 (20% fino al 2011, 21,30% dal 2012 e, successivamente incremento di 0,45 punti ogni anno fino ad arrivare al 24% nel 2018); ottenendo i contributi utili alla pensione di ciascun anno, rivalutati annualmente come innanzi detto. Tale valore rappresenta il montante, pari a euro 120.346,32, su cui va applicato il coefficiente di trasformazione che all’età di 66 anni e 3 mesi è pari a 5,62 per cui la quota del contributivo della pensione annuale è pari a euro 6.763,46 annuali (120,346,32 x 5,62 = 6.763,46), che per 13 mensilità ammonta a euro 520,27 mensili.

Siamo finalmente così pervenuti al valore mensile della pensione dato dalla somma dalle due quote A e B del retributivo e della quota del contributivo, come sopra calcolato, per un importo complessivo di euro 1.153,43.

Stile di vita positivo, anche a lavoro

11 gennaio 2016 Posted by Articoli, Rubrica benessere 0 thoughts on “Stile di vita positivo, anche a lavoro”

Per gli agenti di commercio la macchina e la scrivania sono il luogo in cui si trascorre almeno un terzo della giornata,accumulando spesso molte tensioni fisiche e mentali. Per limitare il più possibile i danni indotti dallo stress e dalla sedentarietà puntando a raggiungere uno stile di vita positivo si devono riconsiderare le abitudini mentre si lavora. Il nostro corpo non è progettato per restare seduto per molte ore. L’inattività nuoce al fisico anche perché riduce la quantità di calorie spese, aumentando il deposito di grasso corporeo, ma la mancanza di un esercizio adeguato fa anche diminuire la capacità di resistenza e provoca il deperimento del tono e della forza dei muscoli. Da non dimenticare poi che il mantenimento di posture scorrette può causare fastidi alla colonna quali la cervicalgia e la lombalgia, quest’ultima la situazione patologica ad oggi più diffusa tra la popolazione in età lavorativa. Un’efficace prevenzione dei danni indotti dalla sedentarietà parte quindi dall’assunzione di posture corrette (può essere molto utile dotarsi di una seduta ergonomica che mantenga in allineamento fisiologico le curve della colonna vertebrale, sia in macchina che al computer), ma si ottiene soprattutto grazie a un’alimentazione adeguata alla spesa energetica effettiva, a un allenamento della capacità cardivascolare, del tono muscolare e della flessibilità.

Trasformare le fonti di stress psicologico in contributi al benessere mentale è possibile anche sul luogo di lavoro. Come? Ecco qualche suggerimento:

  • Trarre massima soddisfazione dalla vostra attività professionale ;
  • Improntare a uno spirito positivo le relazioni con i colleghi di lavoro e i clienti;
  • Concepite le risoluzione dei problemi come opportunità di miglioramento;
  • Fate una pausa pranzo sufficientemente lunga senza appesantirvi evitando panini mangiati in macchina o veloci tramezzini al bar.

D’altro canto, l’acquisizione di abitudini salutari, come praticare attività fisica e avere una corretta alimentazione, incrementa la sensazione di efficienza nella vita di ogni giorno e predispone ad uno stile di vita positivo, anche al lavoro.

Mandanti estere, apriamo un confronto tra gli agenti

19 ottobre 2015 Posted by Articoli 0 thoughts on “Mandanti estere, apriamo un confronto tra gli agenti”

E’ da qualche settimana dopo la pausa estiva, che è ripresa a pieno ritmo l’attività della nostra associazione. Sono ripresi gli incontri settimanali in sede per programmare le numerose iniziative che metteremo in campo nei prossimi mesi.

La modifica dello statuto Enasarco con l’elezione diretta dei Delegati, che a loro volta indicheranno i consiglieri di Amministrazione dell’Ente, sarà motivo di una serie di incontri in sede per sensibilizzare il maggior numero di colleghi sull’importanza di questo cambiamento epocale.

Pertanto mai come in questo momento, avremo bisogno della collaborazione di tutti. Bisogna convincersi che le sfide che ci attendono saranno sempre più difficili e saremo chiamati a dare risposte su tante problematiche nuove che si prospettano per chi svolge la nostra attività.

A tal proposito nei prossimi mesi verranno organizzati incontri specifici sulle problematiche relative a colleghi che hanno mandati con ditte Estere. Alla luce di queste riflessioni chiedo a tutti voi la massima collaborazione con idee, suggerimenti o quant’altro può essere d’aiuto al nostro dibattito.

 

Rca, presto nuovi sgravi per i conducenti virtuosi

19 ottobre 2015 Posted by Articoli 0 thoughts on “Rca, presto nuovi sgravi per i conducenti virtuosi”

Il valore di una associazione di categoria o di un sindacato emerge quando questi organismi di rappresentanza riescono ad essere in linea con le esigenze degli associati o dei gruppi che in essi si confrontano. A tal proposito, la LANARC USARCI sente di essere perfettamente allineata ai momenti che attraversiamo ed ai mutamenti che si prospettano. Prendiamo le prossime elezioni per il CdA Enasarco.

La nostra Federazione Nazionale sta svolgendo un ruolo primario per selezionare i delegati designati ad eleggere coloro i quali dovranno gestire per i prossimi tre anni i conti della nostra Previdenza. Pertanto non ci stancheremo mai di evidenziare la differenza che passa fra le sigle sindacali e l’ENASARCO, cosa non ancora chiara alla stragrande maggioranza degli Agenti di Commercio. Ciò è dovuto alla lontananza che ancora sussiste fra la base e coloro che hanno a cuore i loro interessi.

Non tutti sono a conoscenza di quanto verificatosi alla Camera dei Deputati nei giorni scorsi, dove un nostro amico deputato ha presentato e fatto approvare in commissione Finanze una norma che premia gli automobilisti virtuosi: “Trascorsi 5 anni senza incidenti, oltre la modifica delle classi di merito, è consentito ridurre l’importo della RCA sulla media nazionale dei comuni più virtuosi”. Quando si dice cosa fa il sindacato?».

Ciò non sarebbe stato possibile se da Napoli non fosse partito tempo addietro l’input. Ricordo la diffidenza di chi pensava che le lobbies delle assicurazioni non avrebbero mai permesso una cosa di questo tipo. Invece la capacità di avanzare richieste e prospettare le soluzioni possibili, da parte dello studio legale che da 50 anni cura gli interessi degli associati della LANARC ha permesso tutto ciò.

Questa iniziativa sarà a vantaggio di tutti gli automobilisti, non solo degli agenti.

Il futuro della nostra associazione sindacale è votato anche ad aprirsi alla società. Il nostro obbiettivo nel medio periodo sarà quello di assistere non solo i nostri iscritti ma anche le loro famiglie. Bisogna però comprendere che per avere forza occorre essere numerosi. E la nostra forza non può prescindere dalla vostra volontà e capacità di associarvi e godere dei servizi sempre più ampi che siamo in grado di offrirvi.

 

Sul diritto di esclusiva nel rapporto di agenzia

17 ottobre 2015 Posted by Articoli, L'avvocato risponde 0 thoughts on “Sul diritto di esclusiva nel rapporto di agenzia”

Spesso la preponente, dopo molti anni di collaborazione, deroga il diritto di esclusiva dell’agente, con conseguente riduzione dei compensi provvigionali

Com’è noto, il diritto di esclusiva è elemento non essenziale ma naturale del contratto di agenzia ovvero costituisce un naturale negotii che trova la sua ratio nel rapporto fiduciario che deve intercorrere necessariamente tra il preponente e l’agente.

Trattasi di un diritto bilaterale nel senso che vale sia a favore dell’agente, che non può trattare prodotti di altre ditte concorrenti alla propria mandante, che a favore della preponente che non può avvalersi della collaborazione di altri agenti nella medesima zona e per lo stesso ramo di attività ed è tenuta a corrispondere la provvigione all’agente anche nel caso in cui concluda affari direttamente.

In altre parole, l’esclusiva di zona in favore dell’agente, costituisce la contropartita dell’impegno di promozione e vendita assunto dallo stesso e gli dà la possibilità di beneficiare di tutti i frutti dell’attività svolta nella propria zona di competenza avendo diritto, altresì, alla provvigione sugli affari conclusi direttamente dalla propria preponente.

Invero, “il preponente, che, sottraendo una serie di affari all’agente con la conclusione di contratti di agenzia con altri soggetti per la medesima zona, ne leda il diritto di esclusiva, è tenuto al risarcimento del danno contrattuale. Il relativo diritto dell’agente è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale, la quale (come quella quinquennale in ipotesi di illecito permanente di carattere aquiliano) decorre da quando si è esaurita la fattispecie illecita permanente, comprensiva della persistenza dell’altro rapporto di agenzia (instaurato in violazione dell’esclusiva) e del danno che ne deriva, onde la pretesa risarcitoria può riferirsi solo al danno prodottosi nel decennio precedente” (Cass. Sez. Lav., n. 5591 del 17/05/1993; Cass. Sez. 2, n. 26062 del 20/11/2013).

L’esclusiva dell’agente in favore della mandante, invece, meglio qualificata come obbligo di non concorrenza, è finalizzata a garantire al preponente che l’agente dedichi tutte le proprie energie alla commercializzazione dei propri prodotti, cosa che non potrebbe fare se fosse libero di trattare anche prodotti concorrenti.

Tuttavia, il diritto di esclusiva può essere derogato per concorde volontà dalle parti in forza di clausola espressa oppure di una tacita manifestazione di volontà, desumibile dal comportamento tenuto dalle stesse parti sia al momento della conclusione del contratto, sia durante la sua esecuzione. Detta previsione pattizia altera sensibilmente il rapporto di collaborazione tra le parti.

Specificatamente, con riguardo al diritto di esclusiva a favore dell’agente, l’art. 1743 c.c. prevede espressamente che “il preponente non può valersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona e per lo stesso ramo di attività”.

Tale disposizione normativa mira, indubbiamente a tutelare l’agente e le sue prospettive di guadagno ma altresì l’immagine professionale acquisita dallo stesso nel corso del rapporto di lavoro, agli occhi, soprattutto, della clientela procurata e fidelizzata la quale, diversamente, si troverebbe da un giorno all’altro “spiazzata” di fronte alle visite di uno o più venditori incaricati dalla stessa casa mandante.

Il fatto che la legge consenta alla preponente la facoltà di derogare all’esclusiva, non impedisce, però, all’agente di pretendere l’apposizione di paletti a tale decisione, ad esempio, attraverso il diritto al mantenimento dell’intero pacchetto clienti acquisito nel corso del rapporto di lavoro.

 

Monomandatari “impiegati”? Non ci sono evidenze

9 ottobre 2015 Posted by Articoli, Sindacato 0 thoughts on “Monomandatari “impiegati”? Non ci sono evidenze”

Enasarco, Boco: sono 14mila, il 25% del totale, gli agenti con un solo titolare e basso reddito.

Per Brunetto Boco, presidente ENASARCO, non esiste un problema dei “falsi monomandatari”. La smentita è arrivata il giorno 8 ottobre nel corso di un’audizione in commissione Attività produttive alla Camera, dove si è esaminata la risoluzione che accende il faro sulla clausola del monomandato, come possibile strumento di elusione degli obblighi derivanti dal lavoro dipendente, chiesta a gran voce dall’USARCI.

Secondo il presidente di Enasarco “mancano gli indizi”.

“Non ci sono evidenze di falsi agenti di commercio sotto cui si nasconderebbero lavoratori dipendenti”, ha ribadito Boco nel corso della sua audizione. “Nel corso degli ultimi anni durante le visite ispettive non sono mai emersi fatti concreti di elusione del lavoro subordinato sotto forma di contratto di agenzia”.

“Dalle ispezioni condotte invece – sottolinea – sono quasi sempre emerse elusioni del contratto di agenzia sotto forme contrattuali atipiche e, in particolare, sotto forma di procacciamento d’affari”.
Insomma per Boco, pur se “non si può escludere un uso distorto o illegittimo di questa clausola per fini elusivi di
disposizione di legge”, alla Fondazione “non risultano indizi di un uso significativo del monomandato per nascondere rapporti di lavoro subordinato”.

Nel corso del suo intervento, Boco ha inoltre specificato che gli agenti di commercio con un solo titolare e un portafoglio leggero sono la minoranza rispetto al totale.

Secondo i dati elaborati della cassa di previdenza degli agenti di commercio, sono circa 14mila i monomandatari sotto i 18 mila euro annui di reddito. Circa il 25% degli agenti monomandatari, la cui platea ammonta complessivamente a 70mila unità. Non pochi, dunque. “I loro redditi si collocano per lo più nella fascia medio-alta” (oltre 25 mila euro annui di reddito), ha spiegato il presidente di Enasarco. Per completezza d’informazione va ricordato che gli agenti di commercio, sia monomandatari che plurimandatari, sono in Italia oltre 240mila.

La pubblicazione dei dati relativi agli agenti monomandatari è stata chiesta da più parti, anzitutto dalla USARCI, al fine di accendere un faro sulla clausola del monomandato come possibile strumento di elusione degli obblighi derivanti dal lavoro dipendente.

 

 

I menefreghisti

8 aprile 2014 Posted by Articoli, La parola al presidente, Sindacato 0 thoughts on “I menefreghisti”

i menefreghisti

E’ stato, quello conclusosi con il convegno del 24 marzo presso la Camera di Commercio, un periodo molto intenso per la nostra associazione.

Ebbene, chiusa la manifestazione, devo confessare la mia insoddisfazione per l’impegno che gran parte dei nostri colleghi pone nei confronti delle associazioni di categoria.

L’interesse che essi mettono nella salvaguardia dei diritti che sono stati, negli anni, faticosamente conquistati, è inversamente proporzionale alle richieste che poi vengono rivolte ai responsabili delle associazioni.

Il titolo dell’articolo è provocatorio, e vuole far riflettere sulla necessità di un’ampia condivisione delle problematiche associative e sindacali da parte dei suoi componenti che invece se ne disinteressano anche in occasioni importanti quali l’incontro tematico appena trascorso.

La nostra associazione, impegnando risorse economiche e fisiche, ha ritenuto produrre il convegno di cui sopra, proprio per stimolare una riflessione alla categoria, affinché essa stessa si possa confrontare con il presente e provare a immaginare un futuro.

I relatori che si sono succeduti, Maurizio Maddaloni, presidente della CCIA di Napoli, Mario Raffa, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Gestionale della Federico II, unitamente ai nostri valenti consulenti fiscali e legali, Mario Marsico e Alessandro Limatola, nonché i vertici Nazionali del Sindacato USARCI nelle persone del presidente Umberto Mirizzi e del segretario Antonello Marzolla, hanno tracciato un quadro della situazione, in riferimento alle loro aree di competenza, di cui troverete ampia sintesi nel giornale.

Ritenevo che le problematiche messe in campo, le analisi ampie e puntuali, potessero essere elemento migliorativo allo svolgimento della nostra professione, ma il disinteresse mostrato dai nostri colleghi a proposito dell’evento, m’induce a pensare che siamo tutti legati alla sola risoluzione dei problemi immediati, e non riusciamo a progettare in nessun modo il futuro. Eppure dovrebbe essere evidente che il nostro futuro è legato alla capacità di saperlo concertare.

La nostra associazione sindacale regionale è impegnata su questo fronte.

Stiamo lavorando con le altre componenti dell’USARCI per creare un network che consenta una qualificazione e riqualificazione della figura dell’agente di commercio interagendo con alcune Università Italiane.

Scriveva su questo giornale nell’ottobre del 1965 il primo presidente di quest’associazione, dott. Ferdinando Cortese “E’ il caso di un assenteismo che, se è riprovevole verso se stessi, comporta, nell’ambito della difesa di un interesse collettivo, un’evidente possibilità di autolesionismo che si estende indiscriminatamente a un’intera categoria”.

A fronte di ciò invece alcuni colleghi di altre regioni hanno messo a punto un meccanismo di cooperazione che ci permetterà di acquistare l’auto, bene primario per la categoria, con sconti fino al 40% sul prezzo di listino. Si, leggete bene, il 40%!

Tutto ciò è stato possibile solo creando un gruppo o, come si dice, facendo massa critica.

Vi sono tante altre iniziative in cantiere, che possono essere elaborate soltanto con l’aiuto di tutti. Non bisogna mai dimenticare che la nostra vera forza è rappresentata dai numeri. La categoria conta su 250mila iscritti in Italia, eppure la nostra mancanza di partecipazione, il nostro disinteresse, ci danneggia al punto che in politica diventa difficile trovare una sponda.

Neppure quando si parla di PIL, siamo menzionati, eppure noi agenti movimentiamo il 72% del Prodotto Interno Lordo Nazionale.

Mi voglio augurare che coloro i quali leggeranno queste poche righe possano, mossi dalla curiosità di sapere altro, venire a trovarci in associazione, dove potremo approfondire questo discorso.