Posts tagged "inflazione"

Lo spread a 100 punti, (de)merito dei tedeschi

13 ottobre 2015 Posted by Economia 0 thoughts on “Lo spread a 100 punti, (de)merito dei tedeschi”

«L’economia italiana si rafforza». Lo sostiene l’Istat nella nota economica di settembre. Secondo l’istituto di statistica «nella manifattura e nei servizi proseguono i segnali di ripresa mentre anche gli andamenti dei consumi e del mercato del lavoro appaiono favorevoli».

Lo spread è appena sopra i 100 punti, 110 per la precisiospread  ne. E secondo gli economisti scenderà a 90 punti nelle prossime settimane. Questo dato supera le più rosee previsioni, soprattutto se paragonato ai livelli raggiunti dal differenziale tra i BTP italiani e i BUND tedeschi all’inizio del governo Monti.

Ma è ancora presto per cantare vittoria. La discesa dello spread dipende, oltre che una leggera ripresa dell’economia italiana, anche dal rallentamento della locomotiva tedesca, colpita in maniera significativa dallo scandalo diesel gate.pil

Per avere maggiori dettagli circa il livello di prosperità del nostro paese, questa volta conviene far riferimento ai dati Istat relativi al tasso di disoccupazione, perché maggiormente indicativi dello stato di benessere della popolazione.

Ebbene, le più recenti stime dell’Istituto di statistica, relative ad agosto, ci consegnano un tasso di disoccupazione a 11,9% in graduale miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Anche i dati diffusi in queste ore dall’INPS fotografano una situazione in miglioramento. Secondo la cassa previdenziale «nei primi otto mesi dell’anno sono stati 790mila i rapporti di lavoro a tempo indeterminato instaurati», soprattutto grazie alla fruizione dell’esonero contributivo.

Intanto il Pil continua a crescere. Secondo le ultime rilevazioni Istat, relative al secondo trimestre del 2015 «il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% nel confronto con il secondo trimestre del 2014».prezzialconsumo

Quanto ai prezzi (fig. 3) va registrato un moderato aumento. Istat rileva che «al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l’inflazione di fondo” sale allo 0,8% (era +0,7% ad agosto); al netto dei soli beni energetici si porta allo 0,9% (da +0,8% del mese precedente)».

Insomma, questa volta tutto lascia sperare in un’evoluzione positiva per l’economia anche nei prossimi mesi. Si tratterà comunque di un moderato miglioramento perché il quadro macroeconomico è comunque influenzato dal rallentamento del commercio mondiale.

 

Istat: inflazione raddoppia al supermercato

21 febbraio 2014 Posted by Articoli 0 thoughts on “Istat: inflazione raddoppia al supermercato”

banco-frutta

Istat, a gennaio +1,3% su anno indice ‘grocery’, calo su dicembre.

A gennaio i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona crescono dell’1,3% sull’anno, quasi il doppio dell’inflazione, ma in frenata su dicembre (+1,7%). Lo rileva l’Istat diffondendo l’indice ‘grocery’, l’insieme dei prodotti, dalla pasta allo shampoo, che rientrerebbe nella busta uscendo dal supermercato.

Bce: ripresa sarà lenta e con rischi al ribasso

13 febbraio 2014 Posted by Articoli 0 thoughts on “Bce: ripresa sarà lenta e con rischi al ribasso”

BCEIncertezze da paesi emergenti. Italia con Spagna e Grecia al top per la disoccupazione giovanile.

La Bce “si attende un lento recupero del prodotto nell’area euro”. Lo scrive nel bollettino mensile la Bce, secondo cui i rischi per le prospettive di crescita “continuano a essere orientati al ribasso”. Pesano le incertezze dei mercati mondiali, in particolare i Paesi emergenti, ma anche domanda interna e un export che potrebbero deludere le attese.
La Bce si aspetta che l’inflazione dell’Eurozona nei prossimi mesi “resti sui livelli attuali” e vede rischi “bilanciati”, attribuendo la frenata a 0,7% a gennaio principalmente “alla componente energetica”. I tassi, promette la Bce, resteranno sui livelli attuali o inferiori a lungo.

Grecia, Spagna e Italia a top disoccupazione giovani – Nel suo report mensile la Bce rileva anche che Grecia, Spagna e Italia sono in cima alla classifica della disoccupazione giovanile fra 18 i Paesi dell’Eurozona, “su valori compresi fra il 50 e il 60% in Grecia e Spagna” e “prossimi al 40% in Italia, Portogallo e Cipro”.