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Prepensionamento, 500 euro mensili per gli agenti di commercio

20 settembre 2016 Posted by Articoli 0 thoughts on “Prepensionamento, 500 euro mensili per gli agenti di commercio”

La Legge di Stabilità 2014 ha reintrodotto l’indennizzo di 500 euro mensili per la cessazione anticipata dell’attività commerciale. Per richiederlo c’è tempo fino al 31 dicembre 2016

Ne hanno diritto coloro i quali hanno cessato l’attività a partire dal 1° gennaio 2009, oppure lo faranno entro al 31 dicembre 2016. Altri requisiti sono l’aver 62 anni, per gli uomini, e 57 anni per le donne. La USARCI-LANARC mette a disposizione la segreteria e il suo portale notizie per ulteriori informazioni.

 

Il calcolo della pensione INPS di vecchiaia degli agenti di commercio

11 gennaio 2016 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista 2 thoughts on “Il calcolo della pensione INPS di vecchiaia degli agenti di commercio”

Nel precedente numero di questo giornale sono stati trattati i criteri generali in base ai quali è erogata dall’INPS la pensione agli iscritti alla Gestione Commercianti della quale fanno parte gli intermediari del commercio.

Per i lettori che, armati di buna volontà e muniti di calcolatrice, desiderano avviarsi nell’impresa di effettuare autonomamente il calcolo della rendita pensionistica, possiamo procedere all’individuazione delle operazioni da eseguire per individuare la misura del trattamento in base ai versamenti eseguiti e alle risultanze del proprio estratto contributivo. I lettori meno curiosi e intraprendenti si accontenteranno di richiedere all’Istituto di Previdenza, via Web, con il proprio PIN, l’importo dell’assegno mensile spettante.

Occorre ovviamente, a titolo esemplificativo, fare riferimento a una certa tipologia di assicurato, con la relativa posizione previdenziale, non potendo ovviamente fare riferimento, in questa sede, alle varie casistiche (uomo, donna, anzianità contributiva pregressa ecc.)

Consideriamo, per il calcolo della pensione di vecchiaia, un iscritto alla Gestione Commercianti (Categoria VOCOM) che abbia le seguenti caratteristiche:

  • Uomo;
  • Domanda pensione: dicembre 2015;
  • Età anagrafica: 66 anni e 3 mesi;
  • Anzianità contributiva al 31/12/2005: 900 settimane, pari a 17 anni e 3 mesi. Per un’anzianità inferiore, a tale data, a 18 anni si applica il cosiddetto sistema MISTO (parte retributivo e parte contributivo);
  • Numero settimane utili e importo del montante accumulato come segue;

 

 

 

Settimane utili n (a)

Reddito rivalutato euro (b)

Contributo medio settimanale euro (b/a)

Anzianità maturata nel periodo settimanale N

Calcolo contributivo
  • calcolo anzianità contributiva al 31/12/1992

520

440.845,00

847,78

280

  • calcolo anzianità contributiva dall’1-1-1993

900

1.005.675,00

1.117,42

156 (1/1/93-31/12/1995)

Calcolo contributivo
  • dall’1/1/1996 al 31/12/2015

Montante

120.346,32

 

 

PROCEDURA

Calcolo sistema retributivo:

QUOTA A

Periodo contributivo fino al 31/12/1992;

  • Il reddito annuale va rivalutato secondo l’indice previsto;
  • reddito anno 2000 euro 38.262,00; coefficiente ISTAT (relativi alle variazioni della scala mobile industria) dello stesso anno 1,25,80 ; reddito rivalutato euro 48. 134,53 (38.262,00 x 1,2580 = 48,134,53 ) e così, di seguito, per ciascun anno.
  • Il reddito complessivo rivalutato così ottenuto è diviso per i 520 contributi settimanali utili degli ultimi 10 anni, ottenendo il reddito settimanale medio di euro 847,78;
  • Occorre, poi, moltiplicare la retribuzione media settimanale degli ultimi 10 anni per le settimane utili del periodo (dall’inizio della contribuzione al 31/12/1992), nel nostro caso pari a 280 pervenendo al valore di euro 237.378,40 (847,78 x 280 = 237.378,40) sul quale applicare l’aliquota di rendimento. Tale aliquota (percentuale da applicare alla retribuzione pensionabile per ricavare l’importo della pensione) è stabilita nella misura del 2% per ogni anno di contribuzione versata. Quando, però, la base pensionabile supera una certa somma, il cosiddetto “tetto”, è ridotta, secondo i periodi, all’1% o allo 0,90%. Ipotizzando, in assenza di superamento del “tetto”, un’aliquota nella misura del 2% si perviene all’importo di 4.745,70 (237.378,40 x 2/100 = 4745,70) che rappresenta il valore annuale della quota A della pensione. Dividendo per 13 si ha il valore mensile di tale quota pari a euro 365,06 (4.748,00/13=365,06.)

 

QUOTA B

Periodo dall’1/1/1993 al 31/12/1995

  • La retribuzione media settimanale ottenuta dal reddito degli ultimi 15 anni, opportunamente rivalutato come sopra detto, pari a euro 1.117,42, è moltiplicato per le 156 settimane di anzianità contributiva che vanno dall’1/1/1993 al 31/12/1995 pervenendo al valore di 174.317,52 (1.117,42 x 156 = 174.317,52) sul quale applicare la percentuale di rendimento che nella misura del 2% comporta una quota pensionistica B annuale di euro 3.486,35 (174.317,52 x 2 /100) e mensile di euro 268,10.

Calcolo sistema contributivo

  • Quota dal 1/1/1996 al 31/1/2015

Per il calcolo di tale quota i passi da effettuare sono i seguenti:

anno per anno si applica al reddito imponibile contributivo l’aliquota di computo, che ora è del 22,65% nel 2015 (20% fino al 2011, 21,30% dal 2012 e, successivamente incremento di 0,45 punti ogni anno fino ad arrivare al 24% nel 2018); ottenendo i contributi utili alla pensione di ciascun anno, rivalutati annualmente come innanzi detto. Tale valore rappresenta il montante, pari a euro 120.346,32, su cui va applicato il coefficiente di trasformazione che all’età di 66 anni e 3 mesi è pari a 5,62 per cui la quota del contributivo della pensione annuale è pari a euro 6.763,46 annuali (120,346,32 x 5,62 = 6.763,46), che per 13 mensilità ammonta a euro 520,27 mensili.

Siamo finalmente così pervenuti al valore mensile della pensione dato dalla somma dalle due quote A e B del retributivo e della quota del contributivo, come sopra calcolato, per un importo complessivo di euro 1.153,43.

Pensione fai da te: il calcolo INPS Commercianti

17 ottobre 2015 Posted by Articoli, L'angolo del commercialista 0 thoughts on “Pensione fai da te: il calcolo INPS Commercianti”

Guida pratica per calcolare la pensione ed ottenere una stima della rendita previdenziale che sarà erogata dall’INPS

Con questo articolo intendiamo fornire un contributo operativo pratico a chi, in prossimità del pensionamento o anche per valutazioni personali relative alla costituzione di un plafond contributivo, desidera conoscere il procedimento di calcolo della pensione ed ottenere una simulazione, con sufficiente approssimazione, dell’entità della rendita previdenziale che sarà erogata dall’INPS.

E’ opportuno, prima di procedere alle operazioni di calcolo, premettere che il trattamento pensionistico è legato essenzialmente al requisito dell’età anagrafica del richiedente (ETA’ PENSIONABILE) . Attualmente e fino al 31/12/2015, salvo deroghe e regimi speciali, per gli iscritti alla Gestione commercianti il requisito di età per richiedere la pensione di vecchiaia è di 66 anni e 3 mesi per gli uomini e   64 anni e 9 mesi per le donne. In funzione della speranza di vita su base nazionale tali limiti aumenteranno ancora progressivamente fino al 2018, anno in cui si verificherà il pareggio dei requisiti di età per tutti.

lavoratori autonomi
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 66 anni e 3 mesi
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi

 

lavoratrici autonome  
dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 64 anni e 9 mesi
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 65 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi

 

Per quanto riguarda l’entità della rendita previdenziale occorre, poi, tener conto di altri due elementi:

  • il numero totale degli anni accreditati in tutto il periodo assicurativo ovvero, più semplicemente, degli anni in cui è avvenuto il versamento dei contributi (ANZIANITA’ CONTRIBUTIVA). Per richiedere la pensione di vecchiaia occorre oggi un’anzianità contributiva minima di 20 anni (1040 settimane).
  • l’ammontare dei redditi relativi ai vari periodi di attività e le relative medie settimanali (RETRIBUZIONE PENSIONABILE).

Occorre a questo punto chiarire, sia pure brevemente, le modalità adottate nel tempo dall’Istituto di Previdenza per pervenire all’importo della pensione (SISTEMA DI CALCOLO).

Fino al 31 dicembre 1992 la pensione era calcolata con il   SISTEMA RETRIBUTIVO   il quale si basa appunto sui due elementi dell’anzianità contributiva e del reddito pensionabile, prendendo in considerazione la media dei redditi degli ultimi anni di attività lavorativa, opportunamente aggiornati, ovvero rivalutati – con esclusione di quello dell’anno di decorrenza e quello dell’anno immediatamente precedente, in base ad uno specifico indice Istat. L’anzianità contributiva massima è pari a 40 anni   per cui con la percentuale del 2% prevista dalla normativa (ALIQUOTA DI RENDIMENTO) applicata al reddito pensionabile si può pervenire ad un trattamento pensionistico massimo pari all’80% del reddito. Se, pertanto, il reddito pensionabile non supera un certo   limite (44.161,00 euro annui con decorrenza 2012) con 35 anni di anzianità contributiva la pensione è pari al 70% del reddito.

Il sistema retributivo ha dato luogo a sperequazioni e conflitti generazionali. Con l’invecchiamento della popolazione (l’aumento dell’età media degli italiani) e un numero percentualmente sempre minore di giovani lavoratori,   questi ultimi si facevano carico dei trattamenti pensionistici di un numero sempre maggiore di anziani. Inoltre, da un punto di vista di politica pensionistica, il sistema non consentiva una valutazione rigorosa del rapporto tra l’ammontare delle pensioni erogabili (SPESA PER LE PENSIONI) e la produzione di ricchezza del Paese (Prodotto Interno Lordo – PIL) che avrebbe dovuto consentito tali erogazioni, creando continui disequilibri gestionali.

A partire dal 1 gennaio 1993 furono apportati dei correttivi a tale sistema. Il calcolo della pensione per i lavoratori autonomi veniva effettuato su due quote: una quota relativa all’anzianità maturata fino al 31/12/1992, ed una quota calcolata in base all’anzianità maturata dopo tale data e fino alla decorrenza della pensione.

Con la riforma pensionistica del 4 agosto 1995, visto che anche con i correttivi apportati il sistema retributivo non assicurava l’equilibrio atteso e la sostenibilità del sistema, si passava, per l’anzianità maturata dal 1° gennaio 1996. ad una nuova metodologia di calcolo, il SISTEMA CONTRIBUTIVO, in base al quale ogni lavoratore riceve una pensione basata sul totale degli accantonamenti contributivi effettuati annualmente su un conto previdenziale individuale, opportunamente rivalutati in base alla variazione quinquennale del PIL, ottenendo un certo accantonamento (MONTANTE CONTRIBUTIVO) alla stregua di un conto di deposito bancario. Con il sistema contributivo si ha il vantaggio di rendere uguale il montante contributivo al montante pensionistico.

Va opportunamente sottolineato che ogni anno viene presa in considerazione ai fini della formazione del montante una quota percentuale del reddito soggetto a contribuzione ovvero una percentuale della stessa considerata accantonata ai fini della determinazione dell’ammontare della pensione (ALIQUOTA DI COMPUTO). Per gli autonomi della Gestione Commercianti l’aliquota di computo è pari al 20% del reddito. Sul montante ottenuto verrà applicato, in base all’età del richiedente la pensione, un certo tasso (COEFFICIENTE DI TRASFORMAZIONE),   ottenendo il valore della pensione media annuale. In altre parole alla data del pensionamento sul montante contributivo si applica un coefficiente di conversione che cresce con l’aumento dell’età. I coefficienti di trasformazione in vigore dal 1° gennaio 2013 sono i seguenti:

Ad es. per un soggetto che richiede la pensione a 67 anni il coefficiente da applicare al montante contributivo è 5,826%.

La pensione è calcolata con il sistema di calcolo contributivo per i lavoratori privi di anzianità al 31/12/1995.

A favore dei lavoratori che alla data del 31/12/1995 avevano un’anzianità contributiva, avevano cioè versato contributi pensionistici, per evitare penalizzazioni, veniva previsto che il calcolo della pensione fosse effettuato in parte con il sistema retributivo ed in parte con il sistema contributivo (SISTEMA MISTO). Anche a questi lavoratori a partire dall’1/1/2012 sarebbe stato applicato il calcolo contributivo.

Attualmente , per coloro che al 31/12/1995 avevano un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni  la pensione viene calcolata in parte con il sistema retributivo per l’anzianità maturata fino al 31/12/1995 ed in parte con il sistema contributivo per l’anzianità maturata dall’1/1/1996. Pertanto si avranno tre quote di cui le prime due con il sistema retributivo.

  • una prima quota ( quota A) sull’anzianità contributiva maturata al 31/12/1992 sulla base della media dei redditi degli ultimi 10 anni ( 520 settimane immediatamente precedenti la data di pensionamento);
  • una seconda quota ( quota B) per l’anzianità maturata dall’1/1/1993 alla data di decorrenza della pensione, basata sulla media dei redditi degli ultimi 15 anni, ovvero 780 settimane.
  • una terza quota con l’applicazione del sistema contributivo dall’1/1/1996.

Per i lavoratori con un’anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni al 31/12/1995  la pensione viene calcolata in parte secondo il sistema retributivo, per l’anzianità contributiva maturata fino al 31 dicembre 2011, con i criteri di cui sopra, e in parte con il sistema contributivo, per l’anzianità contributiva maturata dal 1° gennaio 2012.

Fatta questa necessaria, sia pur sintetica, premessa dovremmo passare ad una semplificazione pratica dei calcoli da eseguire su un caso concreto, ma sono quasi certo che , tranne qualche lettore più determinato gli altri hanno già abbandonato la lettura per   passare ad argomenti più ameni di questo giornale. Riteniamo, pertanto, di rinviare l’argomento ad una seconda parte dell’articolo da trattare in un prossimo numero.

 

Agenti e commercianti, 500 euro al mese per il prepensionamento

27 gennaio 2014 Posted by Articoli, Sindacato 13 thoughts on “Agenti e commercianti, 500 euro al mese per il prepensionamento”

La Legge di Stabilità 2014 ha reintrodotto l’Indennizzo per la cessazione anticipata dell’attività commerciale fino al 31 dicembre 2016. L’indennizzo prevede una somma di circa 500 euro al mese per gli agenti e i commercianti che cesseranno l’attività negli anni 2014-15-16 e che avranno un’età di 62 anni, per gli uomini, e 57 anni per le donne. L’indennizzo sarà corrisposto per il periodo intercorrente dalla cessazione fino alla data della pensione di vecchiaia.

La norma originaria che prevedeva l’indennizzo per il triennio dal 1996 al 1998 è stata più volte prorogata e viene, ora, ripristinata fino al dicembre 2016.

La cessazione dell’attività di agente di commercio potrà consentire di percepire dall’INPS, per il periodo intercorrente dalla chiusura fino alla data della pensione di vecchiaia, una somma di circa 500 euro al mese.

La norma è contenuta nel comma 490 della legge di stabilità 2014, che ha modificato l’articolo 19-ter del decreto legge n.185/2008 convertito in Legge N.2 del 28/1/2009 (decreto anti crisi).

Destinatari del provvedimento sono, oltre ai commercianti, anche gli agenti e rappresentanti di commercio.

Per averne diritto gli agenti devono possedere i seguenti requisiti:

  • Aver compiuto 62 anni se uomo o 57 se donna, al momento della cessazione dell’attività.
  • Essere iscritti alla Gestione Commercianti INPS da almeno 5 anni.
  • L’attività deve essere cessata in maniera definitiva con la cancellazione dal Registro Imprese.

La norma, originariamente istituita nel lontano 1996, prevede per gli Agenti anche la cancellazione dal Ruolo, che è stato abrogato dal Decreto Legislativo n° 59 del 26 marzo 2010.

Gli agenti quindi non sarebbero in grado di certificare questo ultimo requisito; l’inps, su interessamento dell’USARCI, darà al più presto indicazioni in merito.

L’indennizzo verrà corrisposto fino all’età massima di 66 anni e 6 mesi per gli uomini e

64 e 9 mesi per le donne, età attualmente prevista per il diritto alla pensione di vecchiaia.

L’Indennizzo è incompatibile con l’esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato ed è revocato a far data dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale viene ripresa l’attività lavorativa.

Viene corrisposto anche a coloro che godono già di altri trattamenti pensionistici.

Le richieste dovranno essere presentate entro il 31 gennaio del 2017 e l’assegno sarà corrisposto dal 1° giorno del mese successivo alla data della domanda, che deve essere presentata agli uffici INPS territoriali di competenza.

L’indennizzo è finanziato con un contributo dello 0,09 per cento a carico dei commercianti, che sarebbe scaduto il 31.12.2014 ma che sarà prorogato sino al 31 dicembre 2018.

La proroga introdotta e i termini modificati danno due nuove importanti opportunità:

  • la prima a coloro che, raggiunta l’età di 62 anni o 57 per le donne e cessata l’attività negli anni 2012 e 2013 non hanno potuto fare richiesta dell’indennizzo perché la legge era scaduta; questi potranno ora presentare la domanda e potranno ottenere l’indennizzo per gli anni mancanti all’età della pensione di vecchiaia, purtroppo con decorrenza solo dal mese successivo alla presentazione della domanda.
  • la seconda alle donne, che, ottenuto il diritto all’indennizzo, avevano ricevuto informazione dall’inps che lo stesso sarebbe stato erogato solo fino all’età di 61 e 6 mesi; queste ora potranno riscuoterlo fino ai 64 anni e 9 mesi.

L’INPS al più presto indicherà le modalità di attuazione.

L’indennizzo, come già detto, è pari al trattamento minimo di pensione spettante ai commercianti ed il periodo in cui viene riscosso è riconosciuto figurativamente ai fini del diritto al trattamento pensionistico.