Teatro Italia

8 Ottobre 2013 Posted by Articoli, Sindacato 0 thoughts on “Teatro Italia”
L'attore Peter Ustinov in Diversion No. 2, 1941

L’attore Peter Ustinov in Diversion No. 2, 1941

Al “teatro Italia” va in scena l’ultimo atto (o forse penultimo) della seconda Repubblica

Luciano Falgiano

Un uomo entra in scena armi in pugno. Spara all’impazzata, a salve, verso il pubblico. E’ il personaggio

principale, replica questa scena da vent’anni. E’ un noto malfattore. Si fa scudo di molti attori, grazie ai quali non riesce mai ad essere arrestato dalle forze dell’ordine. Negli anni ha trovato anche altri soggetti compiacenti che ne hanno oscurato le malefatte.

Il pubblico in platea ed in galleria è stufo ormai di questa rappresentazione, e non aspetta altro che lo spettacolo finisca e cali il sipario.

Torna a casa deluso e convinto che se non cambia il copione e non si sostituiscono gli attori, il teatro sarà destinato alla chiusura.

Tornando alla realtà ci si accorge che anche le prove della nuova commedia non danno nessun segnale positivo. Ormai tutti recitano a soggetto, si è tornati alla commedia dell’arte che tanto successo ha avuto tre secoli fa in Europa, della quale gl’italiani sono considerati maestri.

Sono trascorsi vent’anni dall’inizio della seconda Repubblica, e questo tempo sembra essere servito solo ad interrare i rifiuti tossici della prima, producendo grande inquinamento. Cosa si può fare? Difficile dirlo. Tenendo conto che non avere fatto nulla ed avere rimandato tutto a domani, ci ha riportati alla casella di partenza, come nel gioco dell’oca.

Se consideriamo che ad oggi siamo tutti stremati, imprese, lavoratori, precari, disoccupati, non occupati, pensionati, studenti, neonati, non vedo come potremo sopportare quanto avverrà in seguito alla sciagurata scelta di non governare.

Se dovessimo tornare alle urne i segretari di partito faticherebbero a rastrellare voti.

Dovranno dimostrare che faranno quanto hanno sempre affermato: rivoluzionare l’apparato dello Stato, ridurre il numero dei parlamentari, eliminare i grandi sprechi che si annidano nella spesa pubblica fra cui le Provincie, realizzare una legge elettorale che consenta al cittadino di scegliere il proprio rappresentante togliendo quell’alea di irresponsabilità che lo stesso cittadino tende ad avere perché non può incidere nelle vicende politiche.

E’ tempo che ogni persona di buona volontà si attivi, partecipi, faccia sentire la propria opinione. Solo così riusciremo a venirne fuori.

 

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